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Scioglimento della comunione: ultime sentenze

29 Novembre 2019
Scioglimento della comunione: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: comunione ereditaria; scioglimento della comunione; criterio dell’estrazione a sorte; persistenza di comunione ordinaria; scioglimento della comunione ereditaria con assegnazione di un bene ad un condividente.

Domanda di scioglimento della comunione ereditaria

La domanda volta allo scioglimento della comunione ereditaria ed annessa divisione giudiziale in ragione della nullità dei contratti de quibus, non invoca né cela assolutamente un’azione di riduzione posto che, come innanzi specificato, tale tipo di azione è concessa al legittimario che ha visto ledere, in tutto o in parte, la sua quota di legittima a causa delle disposizioni testamentarie o delle donazioni effettuate dal defunto, presupposto manifestamente manchevole nel presente giudizio in quanto trattasi di contratti di vitalizio alimentare e non di donazioni o disposizioni testamentarie.

Tribunale Bari sez. I, 13/07/2017, n.3656

Scioglimento della comunione ereditaria e pagamento delle somme in favore dei coeredi

In tema di imposta di registro, la sentenza con la quale il Tribunale dispone lo scioglimento della comunione ereditaria ed il pagamento delle somme in favore dei coeredi, a titolo di conguaglio (e in parte di frutti civili) e non costituisce un atto traslativo della proprietà, atteso che la consistenza dell’asse ereditario era costituita dall’unico bene già trasferito e non per effetto della suddetta pronuncia civile, non può essere applicata l’aliquota del 9% bensì quella del 3% sulla base imponibile.

Comm. trib. reg. Latina, (Lazio) sez. XIX, 18/06/2019, n.3626

Scioglimento della comunione ereditaria e comunione ordinaria

Lo scioglimento della comunione ereditaria non è incompatibile con il perdurare di uno stato di comunione ordinaria rispetto a singoli beni già compresi nell’asse ereditario in divisione, giacché, compiute le operazioni divisionali, dirette ad eliminare la maggior parte delle varie componenti dell’asse ereditario, indiviso al momento dell’apertura della successione, la comunione residuale sui beni ereditari si trasforma in comunione ordinaria, con la conseguente possibilità, per il giudice, di attribuire, ex art. 720 c.c., un bene non comodamente divisibile, per l’intero, non solo nella porzione del coerede con quota maggiore, ma anche nelle porzioni di più coeredi che tendano a rimanere in comunione come titolari della maggioranza delle quote, a prescindere dal fatto che altri coeredi si oppongano.

Cassazione civile sez. II, 04/06/2019, n.15182

Successione legittima: il diritto di abitazione ed uso

In tema di successione legittima, il diritto di abitazione ed uso ex art. 540, comma 2, c.c. è devoluto al coniuge del “de cuius” in base ad un meccanismo assimilabile al prelegato “ex lege”, sicché la sua concreta attribuzione, nell’ambito di una controversia avente ad oggetto lo scioglimento della comunione ereditaria, non è subordinata alla formulazione di una espressa richiesta in tal senso.

Tuttavia, ove il giudice di primo grado abbia disposto la divisione della comunione ereditaria senza detrarre il valore capitale del menzionato diritto spettante al coniuge superstite (in aggiunta alla quota attribuita dagli artt. 581 e 582 c.c.) e questa statuizione implicita negativa sul punto non abbia formato oggetto di uno specifico motivo di impugnazione, il riconoscimento del citato diritto di abitazione ad opera del giudice di appello è impedito dalle preclusioni processuali maturate e, in specie, dal giudicato interno formatosi al riguardo.

Cassazione civile sez. II, 26/03/2019, n.8400

Scioglimento della comunione ereditaria: criterio dell’estrazione a sorte 

In tema di scioglimento della comunione ereditaria, il criterio dell’estrazione a sorte nel caso di uguaglianza di quote stabilito dall’art. 729 c.c. a garanzia della trasparenza delle operazioni divisionali contro ogni possibile favoritismo, non ha carattere assoluto, ma soltanto tendenziale, e, pertanto, è derogabile in base a valutazioni discrezionali, che possono attenere non soltanto a ragioni oggettive, legate alla condizione funzionale ed economica dei beni, ma anche a fattori soggettivi di apprezzabile e comprovata opportunità.

Tribunale Gorizia, 08/10/2018, n.431

Criterio dell’estrazione a sorte: è derogabile?

In tema di scioglimento della comunione ereditaria, il criterio dell’estrazione a sorte previsto, nel caso di uguaglianza di quote, dall’art. 729 c.c. a garanzia della trasparenza delle operazioni divisionali contro ogni possibile favoritismo, non ha carattere assoluto, ma soltanto tendenziale, e, pertanto, è derogabile in base a valutazioni discrezionali, che possono attenere non soltanto a ragioni oggettive, legate alla condizione funzionale ed economica dei beni, ma anche a fattori soggettivi di apprezzabile e comprovata opportunità, la cui valutazione non è sindacabile in sede di legittimità, se non sotto il profilo del difetto di motivazione, non solo ove il giudice di merito abbia ritenuto di derogare al criterio suddetto, ma anche se abbia scelto di respingere la richiesta di deroga avanzata dalla parte.

Cassazione civile sez. II, 21/02/2017, n.4426

Sentenza di scioglimento della comunione ereditaria 

Le sentenze di accertamento (così come quelle di costitutive) non hanno l’idoneità, con riferimento all’art. 282 c.p.c., ad avere efficacia anticipata rispetto al momento del passaggio in giudicato, atteso che la citata norma, nel prevedere la provvisoria esecuzione delle sentenze di primo grado, intende necessariamente riferirsi soltanto alle pronunce di condanna.

Di conseguenza la statuizione, resa nel giudizio di scioglimento della comunione ereditaria inter partes, in punto di non comoda divisibilità del bene e di vendita dello stesso, siccome oggetto di rituale impugnazione non può avere, stante la propria natura di accertamento e non di condanna, efficacia esecutiva anticipata.

Tribunale Lucca, 28/09/2018, n.1389

Domanda di riduzione e scioglimento della comunione ereditaria

Qualora dal comportamento del legittimario sia possibile desumere, in maniera inequivoca, l’intenzione di rinunciare a far valere il proprio diritto potestativo di agire in riduzione per la reintegrazione della quota di riserva spettantegli sulla successione del coniuge, deve essere rigettata la domanda di riduzione e scioglimento della comunione ereditaria proposta, nella qualità di erede, da uno dei figli del legittimario, per rinuncia tacita di quest’ultimo.

(Nel caso di specie, la legittimaria aveva assunto un contegno, successivo alla morte del marito, assolutamente incompatibile con la volontà di far valere il diritto alla reintegrazione della quota di riserva spettantele per legge, avendo acconsentito o, comunque, non essendosi opposta agli atti di liberalità posti in essere dal marito a favore di uno solo dei figli).

Tribunale Palermo, 24/11/2017

Scioglimento della comunione e assegnazione del bene

Lo scioglimento della comunione ereditaria con assegnazione di un bene ad un condividente non è qualificabile come atto di alienazione e, quindi, non viola il relativo divieto imposto dal testatore, in quanto l’effetto “dichiarativo-retroattivo” della divisione rende ogni comproprietario titolare di quanto attribuitogli fin dall’epoca di apertura della successione.

Cassazione civile sez. II, 07/11/2017, n.26351

L’estinzione del mutuo gravante sulla società 

Nell’ambito dello scioglimento della comunione ereditaria e in ordine al quesito formulato dalla Corte per lo svolgimento di indagini bancarie finalizzate all’accertamento di travasi finanziari da parte del genitore al figlio nel periodo immediatamente precedente e posteriore rispetto al rogito traslativo dei capannoni, essendo trascorsi 10 anni dai fatti e non avendo la banca conservato la relativa documentazione, si osserva che la documentazione esibita dimostra il collegamento tra la vendita dei capannoni (di proprietà esclusiva del de cuius) e l’estinzione anticipata del mutuo fondiario relativo alla società comune: è vero che il padre aveva interesse personale all’estinzione, trattandosi di società in nome collettivo, ma ciò non esclude il carattere di donazione indiretta al fatto che egli, pagando integralmente o pagando una quota maggiore, avrebbe potuto poi rivalersi nei confronti del figlio, cosa che non fece. L’importo, pertanto, deve porsi a carico del figlio ed a vantaggio della figlia.

Corte appello Salerno, 27/07/2017, n.755

Applicazione dell’aliquota degli atti di divisione all’imposta di registro

In tema di imposta di registro, in caso di scioglimento della comunione ereditaria mediante assegnazione di beni in natura ad un condividente e versamento agli altri eredi di somme di danaro pari al valore delle loro quote, si applica l’aliquota degli atti di divisione, e non quella della vendita, atteso che quest’ultima è utilizzabile, ai sensi dell’art. 34 del d.P.R. n. 131 del 1986, soltanto ove al condividente siano attribuiti beni per un valore eccedente rispetto a quello a lui spettante e limitatamente alla parte in eccesso.

Cassazione civile sez. trib., 14/07/2017, n.17512

Diritto di retratto successorio

In tema di retratto successorio, lo stato di comunione ereditaria cessa soltanto con la divisione tramite la trasformazione dei diritti dei singoli partecipanti su quote ideali dell’eredità in diritti di proprietà individuali su singoli beni. Pertanto, lo scioglimento della comunione ereditaria nei confronti di uno solo dei coeredi — perché abbia ceduto, come nella fattispecie, la propria quota — non ne modifica la natura e non fa venir meno il diritto di prelazione a favore dei coeredi giacché, nell’anzidetta ipotesi, la comunione residuale sui beni ereditari si trasforma in comunione ordinaria, con la conseguente inapplicabilità dell’art. 732 c.c., soltanto quando siano state compiute le operazioni divisionali dirette ad eliminare la maggior parte delle varie componenti dell’asse ereditario indiviso al momento dell’apertura della successione.

Corte appello Roma sez. III, 13/10/2016, n.6075


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