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Equitalia: nulle le notifiche per posta (raccomandata a.r.) anche per la CTP di Roma

16 luglio 2013


Equitalia: nulle le notifiche per posta (raccomandata a.r.) anche per la CTP di Roma

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 luglio 2013



Anche la CTP di Roma è per la nullità delle notifiche delle cartelle esattoriali avvenute attraverso la posta, ossia la busta bianca inviata con raccomandata con avviso di ricevimento.

Solo ieri avevano pubblicato il commento all’importante sentenza del Tribunale di Galatina, anch’esso orientatosi nel ritenere nulle le notifiche di Equitalia fatte con la semplice raccomandata a.r. (leggi l’articolo “Notifiche per posta fatte da Equitalia: nulle anche per il Tribunale di Lecce”). In quella sede, peraltro, abbiamo fatto una rassegna di tutti i precedenti che seguono tale indirizzo favorevole al contribuente.

Ebbene, a pochi giorni dalla decisione del tribunale pugliese, oggi possiamo dare anche la notizia di un nuovo precedente che segue la stessa rotta: così la Commissione Tributaria Provinciale di Roma [1] ha annullato una cartella di Equitalia notifica a mezzo del servizio postale e non attraverso le normali forme degli atti processuali.

Le motivazioni che si leggono in sentenza sono le stesse che avevano convinto, in precedenza, il tribunale di Galatina e quello di Lecce: dal 1° luglio 1999, l’Agente per la riscossione dei tributi dello Stato (Equitalia) non può più procedere alla notifica delle cartelle esattoriali attraverso le raccomandate a.r., ma deve sempre valersi degli ufficiali della riscossione, degli agenti della Polizia Municipale o dei messi comunali.

Dunque, l’ex esattore (attualmente detto “concessionario della notificazione”) non può effettuare la notificazione mediante il servizio postale e non può consegnare materialmente la cartella all’agente della posta.

Questo, in buona sostanza, significa che le notifiche effettuate attraverso le classiche buste bianche, con raccomandata a.r., sono da considerarsi nulle e come se non fossero mai avvenute (vizio di inesistenza).

note

[1] CTP di Roma, sent. n. 247/2013.

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