«Bisogna ospitare i migranti anche se violenti»: la sentenza

12 Novembre 2019
«Bisogna ospitare i migranti anche se violenti»: la sentenza

Illegittima l’espulsione di un immigrato violento dal centro di accoglienza: lo ha stabilito la Corte di Giustizia Ue.

«Bisogna ospitare i migranti anche se violenti»: lo dice la Corte di Giustizia Ue nella sentenza relativa ad una causa che riguarda un giovane afghano, Z.H., arrivato in Belgio come minore non accompagnato. Il richiedente asilo non può essere privato di assistenza, ma sono possibili altre misure.

Ci informa sulla recentissima sentenza la nostra agenzia stampa Adnkronos: una persona che ha fatto richiesta della protezione internazionale «non può essere sanzionata con la revoca delle condizioni materiali di accoglienza relative all’alloggio, al vitto o al vestiario» e questo principio vale «anche se ha violato in modo grave le condizioni del centro di accoglienza in cui è ospitata o se ha tenuto un comportamento gravemente violento».

Il giovane afghano era stato ospitato in un centro di accoglienza a Bruxelles ed aveva partecipato ad una rissa tra residenti di origini diverse: per questo motivo il direttore del centro lo aveva espulso dal centro per 15 giorni. In questo periodo il ragazzo ha dormito in un parco cittadino o a casa di amici. Poi ha proposto causa, e il giudice belga si è rivolto alla Corte di Giustizia per appurare se le autorità belghe avevano rispettato il diritto dell’Unione Europea, punendolo in quel modo per la sua condotta violenta ed espellendolo dal centro di accoglienza.

Ora, è arrivata la decisione della Corte Ue: secondo i giudici «una revoca, seppur temporanea, del beneficio di tutte le condizioni materiali di accoglienza o delle condizioni materiali di accoglienza relative all’alloggio, al vitto o al vestiario è incompatibile con l’obbligo di garantire al richiedente un tenore di vita dignitoso. Una simile sanzione priverebbe infatti quest’ultimo della possibilità di far fronte ai suoi bisogni più elementari. Inoltre, violerebbe il requisito di proporzionalità».

Che fare allora in questi casi? Anche su questo punto, i giudici forniscono la loro risposta: gli Stati membri «possono prevedere misure diverse da quelle vertenti sulle condizioni materiali di accoglienza, come la collocazione del richiedente in una parte separata del centro di accoglienza o il suo trasferimento in un altro centro di accoglienza».

Non mandarlo via, insomma, ma piuttosto trasferirlo in un altra struttura più adeguata. Così, invece di privare dell’assistenza di base il richiedente asilo, si possono adottare altre misure: il diritto Ue, osservano i giudici di Lussemburgo, «non osta a che le autorità decidano di affidare il minore ai servizi o alle autorità giudiziarie preposte alla tutela dei minori».


4 Commenti

  1. Giusto! Ci dobbiamo prendere e tenere tutto lo scarto del terzo mondo, che ci pagheranno le pensioni e ci porteranno la cultura.

    1. Non cambieranno mai le cose fino quando non capita che questi stranieri che adesso non li mandano più via non arrivano a violentare qualche figlio di un giudice poi vedi come cambiano le leggi

      1. Una volta ritornato al centro d’accoglienza, l’uomo è stato pestato a sangue (in particolare, è stato colpito ripetutamente nel pipolino), è stato caricato seminudo nel bagagliaio di una macchina e abbandonato sotto la casa del giudice che aveva deciso che doveva ritornare nel suddetto luogo

  2. Una volta ritornato al centro d’accoglienza, l’uomo è stato pestato a sangue (in particolare, è stato colpito ripetutamente nel pipolino), è stato caricato seminudo nel bagagliaio di una macchina e abbandonato sotto la casa del giudice che aveva deciso che doveva ritornare nel suddetto luogo

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