Cronaca | News

Le dure parole della Chiesa sui morti a Nassirya

12 Novembre 2019
Le dure parole della Chiesa sui morti a Nassirya

«Soldati e poliziotti stanno rischiando troppo»: così mons. Marcianò nella celebrazione per i caduti durante le missioni militari e di pace.

C’è l’«amarezza di constatare quanto rimanga esposto al rischio, talora a un rischio eccessivo, il servizio di tanti uomini e donne delle Forze Armate e Forze dell’Ordine». Così ha affermato stamattina mons. Santo Marcianò, l’Arcivescovo ordinario militare per l’Italia, durante l’omelia della messa nell’anniversario della strage di Nassirya, che è diventata la giornata dedicata al ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace.

La celebrazione si è tenuta nella Basilica dell’Ara Coeli a Roma di fronte a numerosi fedeli tra cui molti familiari delle vittime colpite; il resoconto è della nostra agenzia stampa Adnkronos.

Il Vescovo ha usato parole toccanti: «Carissimi familiari, i vostri cari hanno vissuto profondamente il senso del servizio e del sacrificio e questo è motivo di gratitudine grande e commossa, da parte della nostra Chiesa, del nostro Paese, dei popoli da essi serviti» – ha detto mons. Marcianò.

I nostri soldati caduti  – prosegue l’Arcivescovo – sono «militari che non avrebbero considerato un eroismo il loro atto del dare la vita ma una pienezza di servizio, una realizzazione della libertà. Per questo, essi ‘sono nella pace’. Per questo, diventano maestri di pace»

«Questo loro sacrificio, però, non è facile per noi da accettare. Serve la fede; e spesso proprio la fede sembra mancare. ‘Accresci in noi la fede’, dicono gli apostoli a Gesù. E noi ci uniamo al loro grido, soprattutto quando ci sentiamo schiacciati dal dolore, bloccati dall’ingiustizia, angosciati dalla paura del ricordo e, forse, dall’amarezza di constatare quanto rimanga esposto al rischio, talora a un rischio eccessivo, il servizio di tanti uomini e donne delle Forze Armate e Forze dell’Ordine».

Il prelato ha anche ricordato i nostri 5 militari feriti nell’attentato in Iraq: «Siamo riuniti, come sempre, a ricordare tutti i caduti delle missioni internazionali di sostegno alla pace, e proprio oggi non possiamo non pensare, con affettuosa trepidazione e grande stima, ai cinque militari italiani, tre della Marina e due dell’Esercito, feriti nel terribile attentato di due giorni fa in Iraq, proprio la terra che ci ricorda il terribile attentato di Nassirya».



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1 Commento

  1. Caduti per la pace? No, per difendere gli interessi delle multinazionali. L’esercito italiano dovrebbe difendere l’Italia, ma fa tutt’altro.

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