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Denunzia di nuova opera: ultime sentenze

3 Dicembre 2019
Denunzia di nuova opera: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: azione di denuncia di nuova opera; giurisdizione del giudice ordinario; aumento di volumetria o di altezza di un fabbricato; legittimazione passiva all’azione di denuncia di nuova opera.

Denunzia di nuova opera

L’aumento di volumetria o di altezza di un fabbricato che non concretizzi violazione di una servitù o della distanza minima tra i fondi, ma solo violazione di norme edilizie non integrative del codice civile, resta estraneo all’ambito della realità e può comportare solo un illecito civile, per cui è esclusa la possibilità di ricorrere all’azione di denuncia di nuova opera.

Tribunale Roma sez. VII, 07/11/2018, n.56570

Accoglimento dell’azione di denunzia di nuova opera

Ai fini dell’accoglimento dell’azione di denunzia di nuova opera è necessario verificare che l’azione sia svolta dal possessore o dal proprietario o da titolare di altro diritto di godimento, che la nuova opera sull’altrui fondo possa arrecare un danno alla cosa che forma l’oggetto del suo diritto o del suo possesso, che l’azione sia spiccata entro un anno dall’inizio dell’opera e che l’opera non sia terminata.

Tribunale Grosseto, 21/05/2016, n.414

Sospensione lavori

La sospensione dei lavori per fatti estranei alla volontà del titolare della concessione edilizia — quale l’ordinanza pretorile emessa per denunzia di nuova opera o di danno temuto — costituisce fatto interruttivo dei termini di esecuzione delle opere, sicché impropriamente parla di proroga il provvedimento del Comune ricognitivo dei termini emanato a seguito del venir meno del fatto interruttivo.

Consiglio di Stato sez. V, 28/07/2014, n.4020

Azione di denuncia di nuova opera: legittimazione passiva

La legittimazione passiva all’azione di denuncia di nuova opera, ex art. 1171 cod. civ., spetta, nella prima fase cautelare, all’esecutore materiale dell’opera ed al committente, mentre nella seconda fase spetta, ove si fondi su ragioni petitorie, al proprietario o al titolare di altro diritto reale, non essendo quindi estensibile a terzi legati da vincolo contrattuale con questi ultimi.

Cassazione civile sez. II, 21/06/2013, n.15710

Regolamenti edilizi comunali

A norma degli art. 87 e 87 A del Regolamento generale edilizio del Comune di Roma, è consentita l’autorizzazione alla costruzione di strade private non previste nel Piano particolareggiato di esecuzione, a condizione che i richiedenti si impegnino – tra l’altro – allo sbarramento della strada privata, all’imbocco con quella pubblica, mediante muri, cancellate o termini lapidei collegati o meno a catene.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva respinto il ricorso – per denunzia di nuova opera o per reintegra o manutenzione del possesso – proposto contro un gruppo di condominii che avevano apposto una sbarra metallica telecomandata che impediva l’accesso da una strada privata a quella pubblica).

Cassazione civile sez. II, 28/01/2008, n.1793

Azione di denunzia di nuova opera e azione di spoglio o manutenzione: differenze

L’azione di denunzia di nuova opera (che è diretta ad evitare danni alla cosa oggetto del diritto o del possesso mediante un procedimento sommario che si conclude con l’emanazione del provvedimento di rigetto o di accoglimento dell’istanza di sospensione) e quella di spoglio o manutenzione (che è destinata a tutelare, con misure repressive, la lesione del possesso già verificatasi nei confronti dell’autore dello spoglio o della molestia) hanno finalità e presupposti diversi, sicché, dovrebbe riconoscersi la facoltà al soggetto leso nel proprio diritto o possesso di scegliere alternativamente o contestualmente (ma in via subordinata) l’uno o altro rimedio.

Tuttavia, non è ammissibile che la parte che abbia ottenuto un provvedimento favorevole, in seguito alla prima fase del procedimento di nunciazione (non reclamato), possa poi, instaurare il giudizio di merito possessorio, richiedendo, preliminarmente, un nuovo provvedimento cautelare.

Tribunale Trani, 17/07/2007

Nuova opera edilizia iniziata dal vicino

Ove la denunzia di nuova opera sia proposta in funzione della tutela d’una posizione possessoria, nella fase di merito successiva all’emissione delle misure interdittali – stante la natura bifasica del processo possessorio – va tutelato in sede di cognizione piena l’interesse della parte istante al mantenimento della situazione di fatto, senza che “ex adverso” possano introdursi questioni petitorie circa la legittimità del possesso.

(Nella specie, dato atto che l’istante da anni godeva d’una servitù di veduta sul fondo vicino, s’è ritenuta d’ufficio irrilevante ogni contestazione circa la titolarità del diritto reale, e si sono dettate disposizioni perché la nuova opera edilizia iniziata dal vicino non incidesse sulla preesistente situazione di fatto).

Tribunale Ariano Irpino, 11/01/2002

Azione di denunzia di nuova opera: le condizioni

Le condizioni dell’azione di denunzia di nuova opera sono previste dall’art. 1171 c.c. esclusivamente con riferimento al procedimento cautelare, disciplinato dagli art. 689 ss. c.p.c. che si esaurisce con l’emissione o il diniego del provvedimento temporaneo, e non anche con riferimento al successivo, autonomo giudizio di merito a cognizione ordinaria volto ad accertare l’esistenza del diritto per la cui tutela sono stati chiesti i provvedimenti.

In quest’ultimo giudizio invece la legittimazione passiva si individua in base alla domanda, secondo le norme generali, e quindi legittimato passivo è il destinatario del comando della norma invocata dall’attore, e cioè l’esecutore materiale o morale dell’opera se il denunciante agisce in possessorio; il proprietario o il titolare di altro diritto reale se egli agisce in petitorio. Tale identificazione della natura della domanda incide anche sulla competenza, rispettivamente per materia del pretore e per valore del tribunale.

Cassazione civile sez. II, 06/10/2000, n.13327

Procedimento di denunzia di nuova opera

I provvedimenti cautelari emessi nell’ambito del procedimento di denunzia di nuova opera ai sensi degli art. 689 e 690 c.p.c. nel periodo di vigenza di tali articoli, hanno carattere strumentale rispetto alla causa di merito e, pertanto, non sono suscettibili di impugnazione autonoma a causa della loro inidoneità a formare la cosa giudicata.

Cassazione civile sez. II, 04/02/1999, n.982

Denuncia di nuova opera nei confronti di ente pubblico

In tema di azioni di nunciazione nei confronti della p.a., sussiste la giurisdizione del giudice ordinario qualora il “petitum” sostanziale della domanda tuteli un diritto soggettivo e non lamenti l’emissione di atti o provvedimenti ricollegabili all’esercizio di poteri discrezionali spettanti alla p.a. (Fattispecie in tema di denuncia di nuova opera esercitata, da un privato, nei confronti di ente locale territoriale al fine di tutelare di una servitù di passaggio).

Cassazione civile sez. un., 26/10/2017, n.25456


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