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Lo sai che? La casa del lavoratore è sede dell’azienda ai fini della competenza se lavora col suo pc, stampante e internet

Lo sai che? Pubblicato il 16 luglio 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 luglio 2013

Telelavoro e lavoro da casa consentono di svolgere le attività lavorative presso la propria abitazione che, in questo caso, sarà considerata una sede dipendente dell’azienda, con tutte le conseguenze del caso in termini di competenza territoriale del tribunale decidente.

Quel che si dice un’interpretazione “evolutiva” del diritto: in un’era di flessibilità e di tecnologia tale da fare spesso ricorso al lavoro a distanza e al telelavoro, tutte le volte in cui il dipendente svolge la propria attività lavorativa principalmente da casa, con l’ausilio di propri strumenti (come un pc o una connessione a internet), tale luogo si deve considerare una vera e propria dipendenza dell’azienda. Con tutte le conseguenze che ciò comporta e che ora vedremo. A dirlo è una recentissima ordinanza della Cassazione [1] che farà di certo giurisprudenza.

Ma per comprendere meglio la portata innovativa di tale sentenza, dobbiamo raccontare il fatto da cui essa prende le mosse.

La vicenda

Un informatore scientifico svolgeva la propria attività per conto di una azienda toscana. A questi era stato affidato tutto il territorio calabrese, ove era residente e aveva fissato la propria abitazione. E proprio da casa, egli svolgeva le principali attività, utilizzando il pc, la stampante e la connessione a internet per inviare al datore di lavoro le relazioni sulle vendite.

Successivamente, tra lavoratore e datore è sorta una contestazione, sfociata poi in una causa.

La legge, in questi casi, prescrive che la competenza a decidere la causa va affidata al tribunale ove ha sede una dipendenza dell’azienda [2]. Ebbene, la Cassazione, in tale ipotesi, si è trovata a dover decidere se l’abitazione del dipendente, ove di fatto questi svolgeva prevalentemente il proprio lavoro, poteva considerarsi una sede distaccata dell’azienda.

La decisione

Secondo la Suprema Corte, la residenza privata del dipendente si trasforma in una vera e propria dipendenza dell’azienda qualora, presso di essa, si trovino gli strumenti principali di supporto dell’attività produttiva (computer, stampante, rete internet, nonché tutto il campionario dei prodotti). Con la conseguenza che tutte le cause che il lavoratore vorrà intraprendere nei confronti del datore di lavoro potranno essere più facilmente intentate presso il tribunale del luogo di residenza del lavoratore medesimo. Il che, ovviamente, costituisce un indubbio beneficio per il dipendente, che così non sarà costretto a dover trovare un avvocato fuori zona e a sottoporsi a lunghi e costosi viaggi. È anche interesse dell’ordinamento – afferma la sentenza – non obbligare i testimoni a lunghi spostamenti.

È impossibile – conclude la Cassazione – non tenere conto dell’evoluzione tecnologica in corso nel mondo del lavoro. Ed essa si sta spostando verso forme di lavoro più flessibili e a distanza.

note

[1] Cass. ord. n. 17347/2013 del 15.07.2013.

[2] Art. 413 cod. proc. civ.: “(…) Competente per territorio è il giudice nella cui circoscrizione è sorto il rapporto ovvero si trova l’azienda o una sua dipendenza alla quale è addetto il lavoratore o presso la quale egli prestava la sua opera al momento della fine del rapporto”.


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