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Isee 2020 cosa cambia

13 Novembre 2019 | Autore:
Isee 2020 cosa cambia

Nuova Dsu precompilata, validità dichiarazione, Isee corrente, prestazioni agevolate: le principali novità operative nel 2020.

La dichiarazione Isee è ormai diventata come la dichiarazione dei redditi: sono veramente pochi quelli che possono fare a meno di presentarla. Questo, perché l’Isee è indispensabile per fruire della maggior parte dei benefici a carattere pubblico, dalle agevolazioni per le tariffe della mensa scolastica a quelle relative alle tasse universitarie, dalla rateazione delle cartelle esattoriali al reddito di cittadinanza.

Nel modello Isee devono essere inseriti i redditi prodotti ed il reddito posseduto, nel secondo anno che precede la presentazione della dichiarazione, da tutti i componenti del nucleo familiare. La dichiarazione Isee può arrivare a contenere più dati della dichiarazione dei redditi: oltre ai redditi prodotti, infatti, devono essere dichiarati dettagliatamente, per ogni membro della famiglia, tutti i beni immobili (case, terreni), il patrimonio mobiliare (conti correnti, carte di credito, libretti, titoli, auto…), e ulteriori informazioni rilevanti (mutuo o affitto a carico, condizione di disabilità, particolarità nella composizione del nucleo familiare).

A partire dal 1° gennaio 2020, però, ci saranno importanti cambiamenti: debutterà, infatti, l’Isee precompilato, grazie al quale la maggior parte dei dati da dichiarare si troveranno già caricati nel sito dell’Inps. Sarà poi possibile aggiornare la dichiarazione se uno dei componenti perde il lavoro, la pensione o un sussidio, o se diminuisce il reddito della famiglia. Cambia anche il periodo di validità dell’Isee.

Facciamo allora il punto completo della situazione, e vediamo, in merito all’Isee 2020, che cosa cambia.

Iniziamo col ricordare che cos’è l’Isee: si tratta dell’indicatore della situazione economica equivalente della famiglia, cioè di un indice della “ricchezza” del nucleo familiare.

In che modo l’indicatore Isee stabilisce qual è la reale situazione economica della famiglia? Lo fa tenendo conto non solo di tutti i redditi dei componenti del nucleo familiare, dichiarati o meno nel modello Redditi o nel 730, ma anche del patrimonio di ciascun membro (immobili, conti, carte, libretti, auto…) e di ulteriori dati rilevanti (il pagamento di un canone d’affitto, il possesso di disabilità, il diritto a determinati sussidi e agevolazioni…).

Non esiste, poi, un’unica dichiarazione Isee, o Dsu, dichiarazione sostitutiva unica, ma il modello da presentare può cambiare in relazione alla situazione del nucleo familiare e della tipologia di prestazione richiesta: Isee minorenni, Isee sociosanitario nell’ipotesi in cui vi sia un disabile nel nucleo e si debbano richiedere prestazioni sociosanitarie, Isee Università, o Iseeu, per il pagamento delle tasse universitarie, Isee corrente nell’ipotesi in cui i redditi debbano essere aggiornati.

A seconda dei dati da dichiarare, poi, si può utilizzare il modello base, o Isee Mini, oppure l’Isee ordinario: dal 2020, ad ogni modo, anche la predisposizione della tipologia di dichiarazione da utilizzare sarà più semplice, grazie all’Isee precompilato. Sin da ora, comunque, il sito dell’Inps mette a disposizione una procedura guidata, relativamente al modello da compilare. Ma procediamo con ordine.

Isee precompilato

Dal 2020, debutta la dichiarazione Isee precompilata. Ad oggi, l’Isee può essere sia presentato tramite Caf che compilato autonomamente attraverso il sito dell’Inps (previo accesso con pin dispositivo, Spid o carta nazionale dei servizi: qui la Guida alla compilazione Isee fai da te), ma il modello accessibile dal sito dell’Inps non è ancora un modulo precompilato, come il 730 precompilato reso ogni anno disponibile dall’Agenzia delle Entrate. Nell’Isee, sono comunque presenti alcuni dati precaricati, mentre altri sono ricavati in automatico dalle banche dati dell’Inps e delle Entrate.

Il vero e proprio modello Isee precompilato sarà accessibile, all’interno del sito dell’Inps, dal 1° gennaio 2020, e conterrà le seguenti informazioni:

  • dati anagrafici;
  • dati relativi ai redditi prodotti: le informazioni, ricavate dalle banche dell’Agenzia delle entrate e dell’Inps, riporteranno non solo il contenuto delle dichiarazioni dei redditi (730 e modello Redditi), ma anche le prestazioni riconosciute dall’Inps, come la Naspi e le altre indennità di disoccupazione, o, ancora, il reddito d’inclusione, il reddito e la pensione di cittadinanza;
  • dati relativi alle retribuzioni in essere: l’Isee precompilato “vedrà” lo stipendio normalmente percepito dai lavoratori grazie alle comunicazioni obbligatorie inviate dai datori di lavoro Co Unilav ai servizi per l’impiego: nella comunicazione, infatti, deve essere indicata la retribuzione annua del lavoratore assunto;
  • dati relativi agli immobili posseduti: questi dati saranno estrapolati dalle banche dati catastali;
  • dati relativi ai patrimoni mobiliari e finanziari posseduti: titoli, partecipazioni, depositi, conti correnti, libretti, carte, dei quali saranno visibili saldi e giacenze medie, saranno estrapolati dall’Anagrafe tributaria.

Il contribuente dovrà comunque compilare i dati mancanti e verificare i dati riportati dall’Inps prima di richiedere il rilascio della dichiarazione Isee, che sarà disponibile online in tempo reale, senza periodi di attesa.

Scadenza Isee 2020

La dichiarazione Isee ha validità annuale: in passato, scadeva il 15 gennaio di ogni anno.

Per il 2019, a seguito di diverse modifiche normative che hanno cambiato la data di validità, la scadenza è stata definitivamente fissata al 31 dicembre.

Dal 2020, la validità della Dsu va dal 1° gennaio, o dalla successiva data di presentazione della dichiarazione, al 31 dicembre. I redditi ed i patrimoni indicati nella dichiarazione sono aggiornati al 2° anno precedente.

Che cosa succede se dopo il 31 dicembre l’Isee non viene rinnovato? Superata la data di scadenza, la dichiarazione non è più valida e non può essere utilizzata per fruire di alcuna agevolazione: è dunque necessario presentare una nuova dichiarazione, che sarà valida sino al 31 dicembre dell’anno di presentazione.

E se la dichiarazione Isee è ancora valida, ma la situazione del nucleo è cambiata? In alcuni casi, ad esempio quando un membro della famiglia perde il lavoro, è possibile aggiornare la situazione del nucleo presentando la dichiarazione Isee corrente.

Isee corrente 2020

Come funziona la dichiarazione Isee corrente? Questo modello di dichiarazione può essere innanzitutto utilizzato soltanto se esiste già, per lo stesso nucleo familiare, una Dsu in corso di validità. Possono richiederlo soltanto le famiglie che si trovano in una delle seguenti situazioni:

  • un membro del nucleo cessa il rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, dopo il 1° gennaio dell’anno di riferimento dei redditi dell’Isee ordinario;
  • un membro del nucleo subisce la sospensione della sua attività lavorativa dipendente a tempo indeterminato, dopo il 1° gennaio dell’anno di riferimento dei redditi dell’Isee ordinario;
  • un membro del nucleo ha subìto la riduzione dell’orario di lavoro, se dipendente a tempo indeterminato, dopo il 1° gennaio dell’anno di riferimento dei redditi dell’Isee ordinario;
  • un membro del nucleo perde un’occupazione a termine o un impiego flessibile, purché possa dimostrare di essere stato occupato per almeno 120 giorni nei 12 mesi precedenti la conclusione dell’ultimo rapporto di lavoro; la variazione della situazione deve avvenire, ugualmente, dopo il 1° gennaio dell’anno di riferimento dei redditi dell’Isee ordinario;
  • un membro del nucleo ha terminato l’attività di lavoro autonomo, se svolta in via continuativa per un minimo di 12 mesi; anche questa variazione lavorativa deve avvenire dopo il 1° gennaio dell’anno di riferimento dei redditi dell’Isee ordinario;
  • un membro del nucleo ha perso una pensione, una prestazione di assistenza o un differente trattamento non rientrante nel reddito complessivo ai fini Irpef;
  • la situazione reddituale complessiva della famiglia subisce uno scostamento pari almeno al 25%, rispetto alla situazione reddituale calcolata con l’Isee in corso di validità.

L’Isee corrente viene calcolato basandosi sui redditi percepiti nei 12 mesi precedenti a quello di presentazione della dichiarazione. È possibile indicare i redditi ed i trattamenti percepiti negli ultimi 2 mesi solo nel caso in cui uno dei familiari perda un sussidio o una pensione, oppure se cessa un rapporto a tempo indeterminato, o ne subisce la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro: in questo caso, i redditi ricevuti negli ultimi 2 mesi sono moltiplicati per 6, per essere ricondotti a 12 mesi.


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