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Competizioni sportive su strada: ultime sentenze

5 Dicembre 2019
Competizioni sportive su strada: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: competizioni sportive su strada; sanzioni amministrative; obbligo di rispetto delle norme sulla circolazione; gara motociclistica di velocità su una strada pubblica; competizione su un circuito interdetto al traffico veicolare; responsabilità da sinistri stradali; violazione del divieto di gareggiare in velocità.

Competizioni sportive su strada non autorizzate

Analogamente a quanto previsto dall’art.9, comma 8, c.d.s., che consente l’irrogazione della sanzione amministrativa a chi organizzi competizioni sportive su strada non autorizzate purché la condotta non concreti violazione dell’art. 9-bis, c.d.s., il tenore letterale dell’art. 141, comma 9, c.d.s., consente di escludere il concorso tra l’illecito amministrativo ivi sanzionato e l’illecito penale contemplato dall’art. 9-ter, c.d.s., nel caso in cui la gara si svolga tra veicoli a motore.

In quest’ultima ipotesi, la condotta, la cui pericolosità è desumibile in generale anche per l’illecito amministrativo dal fatto che chi gareggia in velocità utilizza la sede stradale in maniera impropria rispetto alla finalità di circolazione, è stata configurata dal legislatore come ipotesi delittuosa, non potendosi escludere che tale condotta sia assistita, oltre che dalla consapevolezza dell’agente di porsi in una situazione pericolosa per la sicurezza stradale, anche dalla volontà di assumere tale rischio.

Cassazione penale sez. IV, 21/03/2014, n.17811

Gare di velocità su strade aperte al traffico ordinario

Nel caso di svolgimento d’una gara motociclistica di velocità su di una strada pubblica, che non sia stata chiusa al traffico, sia i partecipanti che gli altri utenti della strada hanno l’obbligo di rispettare le norme sulla circolazione stradale, e, in caso di scontro, tanto gli uni quanto gli altri sono gravati dalla presunzione di corresponsabilità di cui all’art. 2054 comma 2 c.c., a nulla rilevando che la circolazione sul tracciato di gara sia stata consentita in violazione delle disposizioni impartite dall’autorità amministrativa.

Cassazione civile sez. III, 04/09/2012, n.14815

Competizioni sportive su strada a circuito chiuso

Nel caso di danni causati da un pilota di rally nel corso di una competizione su un circuito interdetto al traffico veicolare, mentre deve escludersi l’invocabilità, da parte della vittima, della presunzione di cui all’art. 2054 c.c. nei confronti del pilota medesimo, la responsabilità di quest’ultimo può essere affermata soltanto ove si accerti la grave violazione di regole minime di diligenza, ovvero del regolamento di gara. Deve, di conseguenza, escludersi che la sola elevatissima velocità tenuta nel corso della gara possa costituire fonte di responsabilità per il pilota.

Cassazione civile sez. III, 06/05/2008, n.11040

Gara motociclistica su circuito aperto al traffico

Posto che l’organizzazione di una gara motociclistica su circuito aperto al traffico è da considerarsi attività pericolosa, l’organizzatore è responsabile per i danni arrecati dai concorrenti ai fondi ubicati lungo il percorso, a meno che non fornisca la prova liberatoria di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno.

Cassazione civile sez. III, 24/01/2000, n.749

La salvaguardia della pubblica incolumità

La “ratio” legislativa che presiede alla disciplina delle competizioni sportive su strada, prevista dall’art. 9 d.P.R. n. 393 del 1959, consiste nella salvaguardia della pubblica incolumità che il legislatore intende tutelare imponendo i controlli del Ministro dei lavori pubblici ed il collaudo dell’ANAS prima dell’autorizzazione del prefetto per le gare di velocità in cui possa essere superata l’andatura di Km. 50 orari (art. 9 comma 3 c.strad.).

La stessa “ratio” esiste con riferimento alle gare di regolarità disciplinate dal comma 6 della norma citata, la quale esclude i precitati controlli ed autorizzazioni quando la velocità media non superi i 50 Km. orari, e tale norma va coordinata con l’art. 17 del relativo regolamento il quale allo scopo di meglio specificare impone collaudo e nulla osta nei percorsi predeterminati in cui la suindicata velocità possa essere superata (intendendosi per percorsi ivi indicati non soltanto le “sezioni ufficiali di gara”, ma anche quei tratti della gara di regolarità, previsti dal regolamento, in cui la suindicata velocità di 50 Km. orari possa essere di fatto superata per la buona riuscita della competizione).

Le succitate norme vanno interpretate pertanto nel senso che anche per tali tratti i suddetti nulla osta e collaudo debbono precedere il decreto prefettizio di autorizzazione.

Cassazione penale sez. IV, 24/02/1992

Gare su strada a circuito aperto: obblighi dei partecipanti

Nelle gare su strada a circuito aperto sia i partecipanti alla competizione sportiva che i terzi eventualmente danneggiati da questi ultimi hanno l’obbligo di uniformare la loro condotta alle norme del codice della strada oltre che a quelle di comune prudenza.

Corte appello L’Aquila, 14/02/1992

Responsabilità penale del direttore sportivo di gara

In caso di competizione sportiva su strada (nella specie gara motociclistica di regolarità), non è configurabile una responsabilità penale del direttore sportivo di gara per lo svolgimento effettuato in mancanza delle prescritte autorizzazioni amministrative, spettando l’obbligo di tali adempimenti – a norma dei regolamenti federali – solo agli organizzatori delle competizioni.

Tribunale Voghera, 10/12/1981

Corsa automobilistica: responsabilità per la morte di un pilota

In tema di responsabilità da sinistri stradali, gli organizzatori di corse automobilistiche hanno l’obbligo giuridico di porre in essere tutte le cautele possibili onde evitare incidenti di gara, non potendo, in difetto, invocare il carattere intrinsecamente pericoloso della predetta attività, che soltanto con riguardo alle condotte dei partecipanti può dirsi non ispirata al comune concetto di prudenza.

(Fattispecie in cui la Corte ha confermato la sentenza che aveva ritenuto la responsabilità dell’organizzatore di un “rally” nel corso del quale un pilota era deceduto urtando contro una quercia posta sul margine della carreggiata, e non adeguatamente segnalata e delimitata).

Cassazione penale sez. IV, 21/03/2017, n.27304

Gara automobilistica mortale e omicidio colposo aggravato

In tema di circolazione stradale, il reato di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla circolazione stradale non può ritenersi assorbito in quello di partecipazione ad una gara automobilistica non autorizzata cui consegua la morte di una o più persone di cui all’art. 9 ter, comma secondo C.d.S, in tutti i casi in cui risulti che la morte sia conseguenza diretta ed immediata di un’infrazione diversa ed ulteriore rispetto alla violazione del divieto di gareggiare in velocità.

(Fattispecie relativa ad una gara non autorizzata nel corso della quale una delle auto, omettendo di rallentare all’ingresso in galleria, aveva tamponato una vettura estranea alla competizione, cagionando il decesso di uno dei passeggeri, in cui la Corte, in applicazione del suddetto principio, riqualificato il reato di cui all’art. 9 ter, comma secondo C.d.S. in quello di cui al comma primo del medesimo articolo, ha ritenuto configurabile il concorso con il reato di omicidio colposo di cui all’art. 589 comma quarto, cod. pen.).

Cassazione penale sez. IV, 14/01/2016, n.16610

Gara automobilistica clandestina: consapevole esposizione a rischio del danneggiato

L’esposizione volontaria ad un rischio, o, comunque, la consapevolezza di porsi in una situazione da cui consegua la probabilità che si produca a proprio danno un evento pregiudizievole, è idonea ad integrare una corresponsabilità del danneggiato e a ridurre, proporzionalmente, la responsabilità del danneggiante, in quanto viene a costituire un antecedente causale necessario del verificarsi dell’evento, ai sensi dell’art. 1227, primo comma, cod. civ., e, a livello costituzionale, risponde al principio di solidarietà sociale di cui all’art. 2 Cost. avuto riguardo alle esigenze di allocazione dei rischi (riferibili, nella specie, all’ambito della circolazione stradale) secondo una finalità comune di prevenzione, nonché al correlato obbligo di ciascuno di essere responsabile delle conseguenze dei propri atti.

(Nella specie, in applicazione dell’anzidetto principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che aveva ritenuto sussistente il concorso di colpa del danneggiato per aver partecipato come passeggero ad una gara automobilistica clandestina).

Cassazione civile sez. III, 26/05/2014, n.11698



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