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Limiti di velocità: ultime sentenze

4 Dicembre 2019
Limiti di velocità: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: segnaletica stradale dei limiti di velocità; violazione dei limiti di velocità; verbale di contestazione per violazione dei limiti di velocità; sanzioni amministrative per violazione del Codice della strada.

Limite di velocità: quando deve essere segnalato?

In tema di segnaletica stradale dei limiti di velocità, è necessario che tra il segnale ed il luogo di effettivo rilevamento non vi siano intersezioni stradali. In tal caso, il limite deve essere nuovamente ribadito subito dopo l’incrocio.

Cassazione civile sez. VI, 27/11/2018, n.30664

Contestazione sull’affidabilità del tutor

Nelle fattispecie ove sia contestata l’affidabilità dell’apparecchiatura impiegata nell’accertamento della violazione dei limiti di velocità, il giudice è tenuto ad accertare se tale strumento sia stato, o meno, sottoposto alle verifiche di funzionalità e taratura.

Cassazione civile sez. II, 21/03/2019, n.8060

Verbale nullo per mancanza di segnaletica e omessa verifica della taratura

In materia di sanzioni amministrative per violazione del codice della strada, la circostanza che nel verbale di contestazione di una violazione dei limiti di velocità, accertata mediante autovelox, non sia indicato se la presenza dell’apparecchio sia stata preventivamente segnalata mediante apposito cartello non rende nullo il verbale stesso, sempre che, di detta segnaletica, sia stata accertata o ammessa l’esistenza.

In mancanza di attestazione sul verbale della presenza del cartello, spetta alla PA dimostrare la preventiva segnalazione della rilevazione della velocità, che costituisce un obbligo specifico ed inderogabile degli organi di polizia stradale demandati a tale tipo di controllo, imposto a garanzia dell’utenza stradale, la cui violazione rende illegittima la pretesa sanzionatoria e non può non riverberarsi sulla legittimità degli accertamenti.

In materia di sanzioni amministrative per violazione del codice della strada, ogni volta che l’opponente contesti l’affidabilità dell’autovelox, il giudice deve procedere ad accertare se la PA abbia effettuato le verifiche di funzionalità e taratura.

Nei giudizi di opposizione al verbale di accertamento di violazione del codice della strada, la legittimazione passiva va riconosciuta alle singole amministrazioni cui appartengono i vari corpi autorizzati alla contestazione, e, dunque, nel caso della polizia stradale, al Ministero dell’Interno e non alla Prefettura. Tuttavia, l’errata identificazione dell’organo legittimato a resistere costituisce una mera irregolarità, sanabile, ai sensi dell’art. 4 della l. 260/1958, attraverso: la rinnovazione della notificazione dell’opposizione al soggetto legittimato; la costituzione in giudizio dell’amministrazione o dell’Avvocatura dello Stato che nulla abbiano eccepito al riguardo; la proposizione di ricorso per Cassazione senza la deduzione di uno specifico motivo sul punto.

Cassazione civile sez. II, 22/01/2019, n.1661

Violazione dei limiti di velocità: verbale di contestazione

In tema di sanzioni amministrative per violazione del codice della strada, la circostanza che nel verbale di contestazione di una violazione dei limiti di velocità, accertata mediante cd. autovelox, non sia indicato se la presenza dell’apparecchio sia stata preventivamente segnalata mediante apposito cartello non rende nullo il verbale stesso, sempre che, di detta segnaletica, sia stata accertata o ammessa l’esistenza.

Cassazione civile sez. II, 22/01/2019, n.1661

Superamento dei limiti di velocità

In tema di sanzioni amministrative conseguenti al superamento dei limiti di velocità accertato mediante “autovelox”, la mancata indicazione degli estremi del decreto prefettizio nella contestazione differita integra un vizio di motivazione del provvedimento sanzionatorio che pregiudica il diritto di difesa e non è rimediabile nella fase eventuale di opposizione, potendo essere desumibili le ragioni che hanno reso impossibile la contestazione immediata solo dal detto decreto, cui è rimesso, per le strade diverse dalle autostrade o dalle strade extraurbane principali, individuare i tratti ove questa è ammissibile.

(Nella specie, la S.C. ha affermato che integra un vizio di motivazione del provvedimento sanzionatorio la contestazione di una infrazione, rilevata su una strada extraurbana secondaria, priva dell’indicazione degli estremi del decreto prefettizio con il quale sono state autorizzate, sulla detta strada, la rilevazione della velocità a mezzo “autovelox” e la contestazione differita).

Cassazione civile sez. II, 04/10/2018, n.24214

Enti proprietari delle strade: possono fissare limiti di velocità

Gli enti proprietari delle strade hanno facoltà discrezionale di fissare, provvedendo alla relativa segnalazione, limiti di velocità minimi e massimi diversi da quelli fissati con carattere generale dall’art. 142 cod. strada in riferimento a determinate strade o tratti di strada ed in considerazione dello stato dei luoghi, purché entro i limiti massimi di velocità dettati dal medesimo art. 142, primo comma, e l’esercizio di tale facoltà discrezionale non è sindacabile in sede giurisdizionale.

Cassazione civile sez. VI, 10/09/2018, n.21939

Accertamento di violazioni delle norme sui limiti di velocità

In materia di accertamento di violazioni delle norme sui limiti di velocità, compiuta a mezzo di apparecchiatura di controllo comunemente denominata “autovelox”, l’art. 2 del d.m. 15 agosto 2007 – secondo cui dell’installazione dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo deve essere data preventiva informazione agli automobilisti – non stabilisce una distanza minima per la collocazione dei segnali stradali o dei dispositivi di segnalazione luminosi, ma solo l’obbligo della loro istallazione con adeguato anticipo rispetto al luogo del rilevamento della velocità, in modo da garantirne il tempestivo avvistamento; ne consegue che la distanza tra segnali stradali o dispositivi luminosi e la postazione di rilevamento deve essere valutata in relazione allo stato dei luoghi, senza che assuma alcun rilevo la mancata ripetizione della segnalazione di divieto dopo ciascuna intersezione per gli automobilisti che proseguano lungo la medesima strada.

Cassazione civile sez. VI, 31/07/2018, n.20327

Esimente del fermo del veicolo: quando non è invocabile?

Allorquando, per l’accertamento del superamento dei limiti di velocità, venga utilizzato un velocimetro di tipo Telelaser, che consente, all’operatore necessariamente presente sul posto, di conoscerne le risultanze in netto anticipo rispetto al sopraggiungere del trasgressore, l’invocazione dell’art. 4 l. n. 168/2002 (di conversione del d.l. 20 giugno 2002, n. 121), quale esimente per la mancata contestazione immediata, corrisponde, in realtà, ad un’omessa indicazione dei motivi atti a giustificarla, dal momento che detta ultima norma, in realtà, disciplina i dispositivi per il rilevamento a distanza, tra i quali, evidentemente, il Telelaser non rientra.

Ne consegue l’annullamento dell’ordinanza-ingiuzione che, malgrado la puntuale eccezione del ricorrente, abbia confermato un verbale di contestazione recante tale inconferente giustificazione.

Tribunale Torino sez. III, 05/06/2018, n.2795

Taratura delle apparecchiature elettroniche omologate

In tema di sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate utilizzate per rilevare le violazioni dei limiti di velocità stabiliti, come previsto dall’articolo 142 del Codice della strada, non devono essere sottoposte ai controlli previsti dalla legge n. 273 del 1991 istitutiva del sistema nazionale di taratura.

Tale sistema di controlli, infatti, attiene alla materia metrologica diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocità ed è competenza di autorità amministrative diverse rispetto a quelle pertinenti al caso di specie. Infatti, dall’esame complessivo delle norme contenute nelle fonti che riguardano direttamente o indirettamente le apparecchiature autovelox, si ricava soltanto che tali strumenti di misurazione necessitano, ai sensi dell’articolo 45 sesto comma del Decreto legislativo n. 285 del 1992, dell’omologazione del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, che l’omologazione è sufficiente affinché le risultanze delle apparecchiature costituiscano fonti di prova.

Tribunale Potenza, 23/05/2018, n.517

Superamento dei limiti di velocità: quando è illegittima la sanzione amministrativa?

È illegittima la sanzione amministrativa inflitta per il superamento dei limiti di velocità, qualora l’utilizzo del dispositivo “scout speed”, per il rilevamento della velocità, sia avvenuto in assenza di preventiva segnalazione.

Tribunale Belluno, 12/10/2017

Traduzione del verbale di contestazione nella lingua del destinatario

Qualora un verbale di contestazione per violazione dei limiti di velocità, rilevata mediante autovelox, sia notificato a persona straniera, anche se domiciliata in una base militare internazionale, deve essere applicata la disposizione contenuta nell’art. 6 della Convenzione per i diritti dell’uomo che impone la traduzione dell’atto nella lingua del destinatario.

Giudice di pace Treviso, 28/07/2017, n.850


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