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Eredità: come calcolare le quote

14 Novembre 2019 | Autore:
Eredità: come calcolare le quote

A chi spetta la successione con o senza testamento? In che modo viene distribuito il patrimonio del defunto?

Quando un parente stretto viene a mancare e c’è da pensare all’eredità, calcolare le quote è sempre un onere tutt’altro che semplice. Soprattutto se tra gli eredi i rapporti non sono idilliaci o rischiano di rovinarsi nel momento in cui il patrimonio da dividere è consistente. Un aiuto arriva sicuramente dal Codice civile, che detta le regole da seguire nelle varie ipotesi. Ma anche da un eventuale testamento, ammesso che l’atto contenga e distribuisca tutti gli averi del defunto.

Il problema si pone quando il testamento non c’è oppure è incompleto. Immagina, ad esempio, che chi passa a miglior vita dispone la ripartizione di una parte dei beni tra figli e nipoti, ma che nulla dica sulla casa al mare o sull’appezzamento di terreno che aveva acquistato tempo fa in campagna o, ancora, sulle obbligazioni che aveva acquistato in banca e che stanno fruttando un bel gruzzolo. Ecco, in casi come questi è importante sapere prima di tentare di mettere le mani sull’eredità come calcolare le quote che spettano a ciascuno.

Scorrendo, dunque, gli articoli del Codice civile che riguardano le quote ereditarie possiamo vedere come comportarsi in ciascun caso. Ad esempio, quando il testamento è incompleto oppure non è stato per nulla scritto o è stato annullato, o quando c’è da stabilire la cosiddetta legittima. Lo spieghiamo di seguito in modo schematico per rendere meglio l’idea su come calcolare le quote di eredità.

Eredità: a chi spetta in mancanza di testamento?

Nel caso in cui, dopo il decesso del familiare, si venga a scoprire che il defunto non ha lasciato alcun testamento, ecco a chi vanno le quote di eredità.

Il coniuge del defunto

Marito o moglie ereditano sempre nel caso in cui uno dei due venga a mancare, anche se ci sono altri parenti a cui spettano le quote.

Tale diritto rimane in caso di separazione con due casi particolari:

  • il coniuge superstite è stato dichiarato dal giudice responsabile del fallimento del matrimonio: non c’è l’eredità;
  • il coniuge superstite ha ricevuto dal giudice il diritto ad un assegno alimentare vitalizio: ha diritto all’eredità;
  • il coniuge superstite rinuncia all’eredità: ha diritto alla pensione di reversibilità.

Il coniuge (anche separato) ha diritto sempre a continuare a vivere nella casa familiare e a utilizzare i mobili che si trovano all’interno (è il diritto di abitazione).

In caso di divorzio, si perde il diritto alla successione.

I figli ed i nipoti del defunto

Come il coniuge, anche figli e nipoti hanno sempre diritto all’eredità. Che si tratti di figli legittimi, naturali o adottivi. Questi escludono dalla successione qualsiasi altro parente, ad eccezione del coniuge. Ad esempio, se una persona muore e lascia moglie, figlio e fratello, quest’ultimo non ha diritto all’eredità.

Se c’è più di un figlio che, a sua volta, ha dei figli e uno di loro rinuncia alla successione, le quote di eredità vanno all’altro figlio e ai figli di chi ha rinunciato (la quota di questi ultimi va divisa).

Muoio lasciando solo le mie figlie Chiara e Alice. Quest’ultima ha due figli, Edoardo e Giorgia. Chiara rinuncia alla successione. Alice eredita il 50% dei miei beni, mentre il restante 50% andrà a Edoardo (il 25%) e a Giorgia (l’altro 25%).

Fratelli e genitori del defunto

Come abbiamo appena visto, se il defunto lascia moglie e figli non ci sono altri parenti con diritto alle quote di eredità.

Fratelli, sorelle e genitori rientrano nella successione solo se il defunto non ha avuto figli o nipoti (in altre parole, se non ha avuto discendenti).

Gli ascendenti del defunto

Se il defunto non ha figli, nipoti, fratelli, sorelle o genitori, le quote di eredità vanno:

  • al 50% agli ascendenti, quindi nonni o bisnonni del ramo paterno della famiglia;
  • al 50% agli ascendenti del ramo materno della famiglia

C’è una condizione: che tutti gli ascendenti siano di pari grado di parentela, altrimenti l’eredità va al familiare più prossimo.

Se muoio e ci sono solo il mio nonno materno e la mia bisnonna paterna, eredita solo mio nonno.

Altri parenti del defunto

Se il defunto non ha figli, nipoti, fratelli, sorelle, genitori o altri ascendenti, le quote di eredità vanno (nell’ordine) a:

  • zii (3° grado);
  • prozii e cugini (4° grado);
  • cugini di secondo grado o prozio di un genitore (5° grado);
  • cugini di terzo grado o prozio del mondo (6° grado);
  • lo Stato se non c’è alcun parente entro il 6° grado.

Se muoio e ci sono solo un mio zio ed un mio cugino, eredita solo mio zio perché di 3° grado, mentre mio cugino è di 4° grado.

Eredità: come si dividono le quote senza testamento?

Appurato chi ha diritto alla successione, vediamo come si dividono le quote dell’eredità.

Sopravvive solo il coniuge

Eredita solo il coniuge.

Sopravvivono il coniuge ed un figlio

Il 50% va al coniuge e l’altro 50% va al figlio.

Sopravvivono il coniuge e più figli

1/3 dell’eredità va al coniuge e 2/3 dell’eredità vanno ai figli in parti uguali (o ai figli del figlio che muore prima o rinuncia all’eredità).

Sopravvivono solo i figli e non il coniuge

Se c’è solo un figlio, l’intera eredità va a lui, altrimenti va distribuita in parti uguali.

Sopravvivono coniuge, fratelli/sorelle e/o genitori ma non ci sono figli

2/3 dell’eredità vanno al coniuge e 1/3 va ripartito tra fratelli, sorelle e genitori.

Sopravvivono solo zii e cugini

L’eredità va in parti uguali ai parenti più prossimi (secondo lo schema sopra riportato).

Non sopravvive nessun parente

L’intera eredità va allo Stato.

In sintesi

Vediamo in questa tabella come vengono ripartite le quote di eredità.

Successione per legge in assenza di testamento

In caso di

Eredi

Quota spettante

Coniuge (o convivente gay)(in assenza di figli, e in assenza di fratelli e ascendenti del defunto): solo il ConiugeIntera eredità
Coniuge+

Figlio unico (anche se viventi fratelli e ascendenti del defunto)

1/2 eredità + diritto abitazione1/2 eredità
Coniuge+

2 o più figli (anche se viventi fratelli e ascendenti del defunto)

1/3 eredità + dir. abitazione2/3 in parti uguali
Coniuge+

Ascendente/i del defunto (in assenza di figli e fratelli del defunto)

2/3 eredità + dir. abitazione1/3 eredità in parti uguali
Coniuge+

1 o più fratelli del defunto (in assenza di figli e ascendenti del defunto)

2/3 eredità + dir. abitazione1/3 eredità in parti uguali
Coniuge+

Ascendente/i + 1 o più fratelli del defunto (in assenza di figli)

2/3 eredità + dir. abitazione1/3 eredità (suddivisa in parti uguali)
Senza coniuge (o convivente gay)1 o più figli (anche se viventi fratelli e ascendenti del defunto)Intera eredità in parti uguali
(in assenza di figli e fratelli del defunto): Ascendente/i del defuntoIntera eredità
(in assenza di figli e ascendenti del defunto): 1 o più fratelli del defuntoIntera eredità in parti uguali
(in assenza di figli): Ascendente/i+

1 o più fratelli del defunto

1/2 eredità1/2 eredità in parti uguali
In assenza di figli, genitori, fratelli/sorelle o loro discendenti: ascendenti paterni e ascendenti materni1/2 + 1/2
Parenti purché entro il 6º grado (in assenza di figli, ascendenti e fratelli del defunto)Intera eredità in parti uguali ai parenti di grado più prossimo

Eredità: come calcolare le quote se c’è testamento

Il fatto che una persona lasci un testamento non vuol dire che abbia distribuito tutto il suo patrimonio. Semplicemente perché non lo può fare. La legge, infatti, prevede che si possa disporre solo di una parte dell’eredità (la quota disponibile). Il resto (la cosiddetta «legittima») deve andare ai parenti più stretti in virtù di quella che viene chiamata «successione necessaria». Se così non venisse fatto, il legittimario rimasto a bocca asciutta potrebbe agire in tribunale contro i beneficiari per rivendicare la propria parte. Purché lo faccia entro 10 anni:

  • dall’avvio della successione se la lesione deriva da una donazione;
  • dall’accettazione dell’eredità se la lesione deriva da un testamento.

Ecco, allora, le quote di legittima che spettano ai parenti più stretti.

Se c’è:
Legittimari
Quota riservata dalla legge ai legittimari
Residua quota del testamento liberamente disponibile
Coniuge

(o compagno gay da unione civile)
Se non ci sono figli½ di eredità + il diritto di abitazione sulla casa coniugale½ di eredità
Se oltre al coniuge c’è un figlio unico (anche se i genitori del defunto sono ancora in vita)– al coniuge va 1/3 dell’eredità + il diritto di abitazione sulla casa

– al figlio unico va 1/3 dell’eredità

1/3 dell’eredità
Se oltre al coniuge ci sono 2 o più figli (anche se i genitori del defunto sono ancora in vita)– al coniuge va ¼ dell’eredità + il diritto di abitazione sulla casa

– ½ dell’eredità va diviso tra i figli in parti uguali

¼ dell’eredità
Se, oltre al coniuge, c’è uno o entrambi i genitori o, in loro mancanza, altri ascendenti (mancano però i figli)– al coniuge va ½ dell’eredità + il diritto di abitazione sulla casa

– ai genitori o altri ascendenti va ¼ dell’eredità

¼ dell’eredità
Se manca il Coniuge

(o compagno gay da unione civile)
Se c’è un solo figlio unico (anche se vivono i genitori del defunto)Al figlio unico va ½ dell’ereditའdell’eredità
Se ci sono 2 o più figli (anche se vivono ancora i genitori del defunto)Ai figli vanno i 2/3 dell’eredità divisi per parti uguali1/3 dell’eredità
Se ci sono solo i genitori (o, in loro mancanza, altri ascendenti) del defunto, ma non ci sono figliAi genitori (o altri ascendenti) va 1/3 dell’eredità2/3 dell’eredità
Se non ci sono né figli, né genitori o altri ascendentiSi può liberamente disporre dell’intera eredità


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