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Distanza di sicurezza tra veicoli: ultime sentenze

3 Dicembre 2019
Distanza di sicurezza tra veicoli: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: violazione dell’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza; tamponamento tra veicoli e inosservanza della distanza di sicurezza da parte del tamponante; domanda di risarcimento del danno.

L’obbligo di mantenere la distanza di sicurezza

L’obbligo di mantenere la distanza di sicurezza, di cui all’art. 149, c. strad., è finalizzato ad evitare tamponamenti ed urti con altre parti degli altri veicoli, e non ad evitare gli ostacoli che si possono improvvisamente parare davanti all’automobilista durante la guida, alla cui prevenzione invece sono dettate le regole cautelari riguardanti la velocità e l’attenzione alla presenza di eventuali ostacoli sempre possibili lungo i tragitti stradali.

(Fattispecie di omicidio colposo causato dal tamponamento di un auto in panne da parte di un altro veicolo che seguiva, nella quale è stata esclusa la responsabilità del conducente di quest’ultimo, in quanto viaggiava ad una velocità inferiore al limite previsto e la visuale della carreggiata era impedita dalla presenza di altra autovettura, tenuto conto dell’ora notturna e dell’assenza di illuminazione stradale).

Cassazione penale sez. IV, 02/04/2010, n.19635

Mancato rispetto della distanza di sicurezza

La presunzione “de facto” di mancato rispetto della distanza di sicurezza posta dall’art. 149 c. strad. non concerne il caso del tamponamento del veicolo che per una situazione anomala costituisca un ostacolo fisso ed imprevedibile rispetto al normale andamento della circolazione stradale (fattispecie relativa all’azione intrapresa dal conducente di un autocarro che, trovandosi in autostrada, andava a collidere contro un rimorchio che si era staccato dalla motrice e si trovava fermo sulla corsia di marcia).

Cassazione civile sez. III, 27/08/2015, n.17206

Mancata osservanza della distanza di sicurezza: esonero della colpa

Eventi straordinari ed imprevedibili tali da esonerare da colpa per mancata osservanza della distanza di sicurezza non possono individuarsi nell’arresto del veicolo che precede. Peraltro, all’obbligo di osservare la distanza di sicurezza non può corrispondere alcun specifico dovere di comportamento a carico di chi precede, il cui improvviso arresto, persino se effettuato senza preoccuparsi di chi segue, non può essere causa di responsabilità sia pure a titolo di concorso di colpa, ove sia determinato da necessità della circolazione e, comunque, da cause non volute dal conducente.

Cassazione penale sez. IV, 19/12/1996, n.1260

Tamponamento tra veicoli

Il conducente di un veicolo deve essere in grado di garantire in ogni caso l’arresto te4mpestivo del mezzo, evitando collisioni con il veicolo che precede, per cui l’avvenuto tamponamento pone a carico del conducente medesimo una presunzione “de facto” di inosservanza della distanza di sicurezza.

Tribunale Napoli sez. II, 29/04/2016, n.5409

Tamponamento a catena tra veicoli in movimento 

In tema di circolazione stradale, nell’ipotesi di tamponamento a catena tra veicoli in movimento trova applicazione l’art. 2054, comma 2, c.c., con conseguente presunzione “iuris tantum” di colpa in eguale misura di entrambi i conducenti di ciascuna coppia di veicoli (tamponante e tamponato), fondata sull’inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante, qualora non sia fornita la prova liberatoria di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.

Nel caso, invece, di scontri successivi fra veicoli facenti parte di una colonna in sosta, unico responsabile degli effetti delle collisioni è il conducente che le abbia determinate, tamponando da tergo l’ultimo dei veicoli della colonna stessa.

Cassazione civile sez. III, 19/02/2013, n.4021

Tamponamento tra veicoli: risarcimento del danno

Premesso che in caso di tamponamento tra veicoli, l’avvenuta collisione pone a carico del conducente medesimo una presunzione de facto, di inosservanza della distanza di sicurezza, con la conseguenza che, non potendosi applicare la presunzione di pari colpa di cui all’art. 2054, 2 comma, cc., la domanda di risarcimento del danno subito, quando abbia ad oggetto la somma necessaria per effettuare la riparazione dei danni, deve considerarsi come richiesta di risarcimento in forma specifica, con conseguente potere del giudice, ai sensi dell’art. 2058, 2 comma, cc, di non accoglierla e di condannare il danneggiarne al risarcimento per equivalente, ossia alla corresponsione di un somma pari al valore del bene prima dell’urto, allorquando il costo delle riparazioni superi notevolmente il valore di mercato del veicolo.

Tribunale Bari sez. III, 10/06/2015, n.2637

Mancato tempestivo arresto dell’automezzo

Per il disposto dell’art. 149, comma l, del vigente Codice della strada il conducente di un veicolo deve essere in grado di garantire in ogni caso l’arresto tempestivo del mezzo, evitando collisioni con il veicolo che precede.

L’avvenuta collisione pone – quindi – a carico del conducente medesimo una presunzione de facto d’inosservanza della distanza di sicurezza, con la conseguenza che, non potendosi applicare la presunzione di pari colpa di cui all’art. 2054, comma 2, c.c., egli resta gravato dall’onere di dare la prova liberatoria, dimostrando che il mancato tempestivo arresto dell’automezzo e la conseguente collisione sono stati determinati da cause in tutto o in parte a lui non imputabili.

Tribunale Savona, 30/04/2014

Inversione del senso di marcia e tamponamento

Qualora un veicolo, tamponi un ‘autovettura che si sia immessa sulla sua strada previa inversione del sènso di marcia e risulti che il conducente di quest ‘ultima abbia omesso di dare la precedenza al veicolo che sopraggiungeva, non è configurabile il mancato rispetto della distanza di sicurezza da parte del conducente del primo mezzo.

Cassazione civile sez. III, 27/10/2011, n.22406

Distanza di sicurezza: esclusione della violazione dell’obbligo

In materia di circolazione stradale, ove un veicolo ne tamponi un altro che si sia immesso sulla sua carreggiata previa inversione del senso di marcia, non è data la logica possibilità che concorrano entrambe le violazioni di cui agli art. 154 e 149 c. strad. Infatti, se il conducente del veicolo che ha invertito il proprio senso di marcia abbia omesso di dare la precedenza al veicolo sopraggiungente, così incorrendo nella violazione dell’art. 154 c. strad., non è configurabile a carico del conducente di quest’ultimo veicolo la violazione dell’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza, di cui all’art. 149 c. strad.

Cassazione civile sez. III, 27/10/2011, n.22406

Collisione tra due veicoli

Il conducente che segue altri veicoli nella marcia ha l’obbligo di adottare tutte le misure perché possa garantire, in ogni caso, il tempestivo arresto del proprio veicolo, evitando collisioni con il veicolo che lo precede. Garantire in ogni caso vuol dire valutare congiuntamente e preventivamente tutte le circostanze – di condizioni atmosferiche, di traffico, di emergenza – che possono alterare la marcia del veicolo dal quale si è preceduti. Ne consegue che il verificarsi di una collisione antero-posteriore tra due veicoli pone a carico del secondo conducente una presunzione “de facto” di inosservanza della distanza di sicurezza.

Tribunale Roma sez. XIII, 16/01/2005

Distanza di sicurezza: come deve essere calcolata?

La distanza di sicurezza, che il conducente dell’autoveicolo, ai sensi dell’art. 107 cod. strada, è obbligato a rispettare dal veicolo che lo precede, deve essere calcolata in previsione della normale marcia dei veicoli e non di improvvisi, anomali ed imprevedibili ostacoli; pertanto, non è addebitabile alla violazione del dovere imposto dal citato articolo, il “tamponamento” di un veicolo che si sia improvvisamente inserito nel percorso del veicolo sopraggiungente, ostacolandone la marcia con anomala e non consentita manovra.

Cassazione civile sez. III, 07/04/1997, n.2980


3 Commenti

  1. Stabilire di chi è la colpa in un incidente stradale tra due auto non è cosa facile, specie quando la dinamica è complessa. Le cose si complicano quando le auto coinvolte sono più di due, come nel caso di un tamponamento a catena. Per stabilire chi risarcisce bisogna ricostruire la dinamica del sinistro e comprendere quale comportamento lo ha originato.

  2. L’auto A, mentre è in movimento o è ferma a un semaforo, viene tamponata dall’auto B in movimento che, evidentemente, non rispettava le distanze di sicurezza o non si è accorta in tempo dell’ostacolo dell’auto A. Alla frenata di B, che tampona A, consegue il tamponamento di C che sopraggiungeva dietro B. Anche C, probabilmente, non rispettava le distanze di sicurezza. Chi paga in questi tamponamenti tra tre auto?

    1. In questo caso, la responsabilità si presume essere di B e di C in pari misura. Ciò perché si presume che essi non abbiano rispettato le distanze di sicurezza. Per ottenere il 100% del risarcimento, l’automobilista coinvolto nel tamponamento dovrà dimostrare – cosa piuttosto difficile da fare – di aver rispettato la distanza di sicurezza rispetto a quello precedente e che quest’ultimo non aveva gli stop funzionanti.

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