Quale futuro per quota 100? Risponde il ministro del Lavoro

13 Novembre 2019
Quale futuro per quota 100? Risponde il ministro del Lavoro

Il ministro del Lavoro rassicura: nessun intervento sulle attuali pensioni a quota 100 o sulle risorse ad esse destinate. Il beneficio durerà 3 anni come previsto.

Nessuno metterà mano al “tesoretto” destinato alle pensioni quota 100: così il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo spegne i possibili “appetiti” di altri settori contemplati nella Legge di Bilancio 2020, ai quali destinare le risorse sinora risparmiate, e respinge anche ogni possibilità di cambiare il provvedimento mentre è già in vigore.

Il ministro Catalfo ha affrontato l’argomento parlando a margine del question time di oggi alla Camera, resocontato dalla nostra agenzia stampa Adnkronos, e si è espressa in maniera molto netta: «Escludo del tutto che le risorse di quota 100, che al momento sembrano in più, possano essere destinate ad altri fini, perché ci potrebbero essere dei possibili accordi con i sindacati di cui non siamo a conoscenza e, in più, i cittadini potrebbero aver fatto dei progetti di vita».

Ha anche precisato che «Si tratta di una norma sperimentale che dura tre anni, se cambiamo regole in corsa diventa un problema». Leggi anche questo articolo per approfondire la pensione a quota 100.

Ma qual è la sorte del sistema pensionistico nel suo complesso? Il ministro del Lavoro oggi ha risposto anche a questo: l’impegno del governo è quello di andare «verso una piena rivalutazione delle pensioni» che però non potrà avvenire con la manovra 2020. Nunzia Catalfo conferma «l’impegno del governo di fare un tavolo di approfondimento tecnico sulla questione delle pensioni e, più in generale, su ”come andare a rivedere il sistema complessivo”. Per Catalfo, la rivalutazione sarebbe la priorità, nel caso in cui ”ci fossero più soldi nella manovra”.

Dichiarazioni quasi coincidenti con quelle del sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta: Quota 100 «va a morire da sola» tra due anni e per il 2020 «è sicuramente escluso alcun intervento come quello di toccare le finestre». Però – ha aggiunto Baretta – «quota 100 quando muore, ci lascia un bel po’ di problemi: uno scalone e soprattutto un buco di governo del sistema previdenziale perché è abbastanza impensabile tornare alla Fornero così come era. Un buco in cui cadranno un sacco di persone, altro che esodati».


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