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Garanzia per vizi dell’opera: ultime sentenze

5 Dicembre 2019
Garanzia per vizi dell’opera: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: decadenza e prescrizione dell’azione di garanzia per vizi dell’opera; garanzia per vizi dell’opera nel contratto di appalto; riconoscimento dei vizi della cosa o dell’opera.

Azione di garanzia per vizi dell’opera del prestatore intellettuale: prescrizione

In tema di decadenza e prescrizione dell’azione di garanzia per vizi dell’opera, è inapplicabile alla prestazione d’opera intellettuale l’art. 2226 c.c., norma che perciò non è da considerare tra quelle richiamate dall’art. 2230 dello stesso codice. La prescrizione estintiva dell’azione per far valere i vizi dell’opera del prestatore intellettuale è pertanto decennale.

Tribunale Ravenna, 26/02/2019, n.224

Azione di garanzia per vizi dell’opera: decadenza

La decadenza del committente dall’azione di garanzia per vizi dell’opera, prevista dall’art. 1667 c.c. non è rilevabile d’ufficio e deve essere eccepita dal convenuto con la comparsa di costituzione in giudizio a norma dell’art. 167, comma secondo, c.p.c.

Tribunale Torino sez. VIII, 29/01/2019, n.429

Appalto: difetti della costruzionee valutazione del giudice di merito

In materia di appalto avente ad oggetto la costruzione di edifici o di altre cose immobili destinate per loro natura a lunga durata, l’indagine volta a stabilire se i difetti costruttivi ricadano nella disciplina dell’art. 1669 c.c., che comporta la responsabilità extracontrattuale dell’appaltatore, ovvero in quella posta dagli artt. 1667 e 1668 c.c. in tema di garanzia per le difformità e i vizi dell’opera, rientra nei compiti propri del giudice del merito, coinvolgendo l’accertamento e la valutazione degli elementi di fatto del caso concreto.

Al giudice di merito spetta altresì stabilire – con accertamento sottratto al sindacato di legittimità, ove adeguatamente motivato – se le acquisizioni processuali sono sufficienti a formulare compiutamente il giudizio finale sulle caratteristiche dei difetti, dovendo egli, al riguardo, accertare se essi, pur afferendo ad elementi secondari ed accessori, siano tali da incidere negativamente, pregiudicandoli in modo considerevole nel tempo, sulla funzionalità e sul godimento dell’immobile.

Cassazione civile sez. II, 04/09/2019, n.22093

Contratto di appalto: inadempimento

In tema di inadempimento del contratto di appalto, le disposizioni speciali dettate dal legislatore attengono essenzialmente alla particolare disciplina della garanzia per le difformità ed i vizi dell’opera, assoggettata ai ristretti termini decadenziali di cui all’art. 1667 cod. civ., ma non derogano al principio generale che governa l’adempimento del contratto con prestazioni corrispettive, il quale comporta che l’appaltatore, il quale agisca in giudizio per il pagamento del corrispettivo convenuto, abbia l’onere – allorché il committente sollevi l’eccezione di inadempimento di cui al terzo comma di detta disposizione – di provare di aver esattamente adempiuto la propria obbligazione e, quindi, di aver eseguito l’opera conformemente al contratto e alle regole dell’arte.

Tribunale Milano sez. VII, 07/02/2019, n.1271

Responsabilità dell’appaltatore per vizi dell’opera

L’appaltatore, dovendo assolvere al proprio dovere di osservare i criteri generali della tecnica relativi al particolare lavoro affidatogli, è obbligato a controllare, nei limiti delle sue cognizioni, la bontà del progetto o delle istruzioni impartite dal committente e, ove queste siano palesemente errate, può andare esente da responsabilità soltanto se dimostri di avere manifestato il proprio dissenso e di essere stato indotto ad eseguirle, quale “nudus minister”, per le insistenze del committente ed a rischio di quest’ultimo.

Pertanto, in mancanza di tale prova, l’appaltatore è tenuto, a titolo di responsabilità contrattuale, derivante dalla sua obbligazione di risultato, all’intera garanzia per le imperfezioni o i vizi dell’opera, senza poter invocare il concorso di colpa del progetti- sta o del committente, né l’efficacia esimente di eventuali errori nelle istruzioni impartite dal direttore dei lavori.

Corte appello Roma sez. II, 01/08/2019, n.5224

Gravi difetti e vizi dell’opera: la concorrenza delle garanzie a tutela del committente

In tema di appalto sussiste la concorrenza delle garanzie previste dagli artt. 1667 e 1669 c.c., in vista del rafforzamento della tutela del committente; ne consegue che, ove a fondamento della domanda siano dedotti difetti della costruzione così gravi da incidere sugli elementi essenziali dell’opera stessa, influendo sulla sua durata e compromettendone la conservazione, il giudice è sempre tenuto, ove le circostanze lo richiedano, a qualificare la domanda, in termini di risarcimento per responsabilità extracontrattuale (art. 1669 c.c.), ovvero contrattuale di adempimento o riduzione del prezzo e risoluzione (art. 1667 c.c.).

(Nella specie la S.C., in riforma della pronuncia di merito, ha affermato l’obbligo per il giudice, di fronte a denuncia tardiva ex art. 1667 c.c. di verificare la riconducibilità della domanda nell’ambito della garanzia per responsabilità ex art. 1669 c.c.).

Cassazione civile sez. II, 25/07/2019, n.20184

Appalto o contratto d’opera: l’impegno dell’appaltatore ad eliminare i vizi

In tema di appalto o di contratto d’opera, il riconoscimento dei vizi della cosa o dell’opera e l’impegno a eliminarli, assunto dall’appaltatore o dal prestatore, alla stregua di principi generali non dipendenti dalla natura del singolo contratto, implicano non solo l’accettazione delle contestazioni e la rinuncia a fare valere l’esonero della garanzia previsto dall’art. 1667 c.c., ma determinano, altresì, l’assunzione di un’autonoma obbligazione di facere, la quale si affianca all’originaria obbligazione di garanzia, senza estinguerla, a meno di uno specifico accordo novativo, e rimane, pertanto, soggetto non ai termini di prescrizione e decadenza stabiliti per quella garanzia, ma all’ordinario termine di prescrizione decennale fissato per l’inadempimento contrattuale.

Tribunale Milano sez. VII, 07/06/2019, n.5464

Azione di garanzia per vizi dell’opera: decadenza del committente 

In tema di appalto la decadenza del committente dall’azione di garanzia per vizi dell’opera – prevista dall’art. 1667 c.c. – non è rilevabile d’ufficio ma deve essere eccepita dall’appaltatore, sorgendo solo in tale caso a carico del committente l’onere della prova della denuncia dei vizi e della sua tempestività.

Cassazione civile sez. II, 05/02/2013, n.2732

Garanzia per vizi dell’opera: appalto

In tema di appalto, anche in tema di garanzia per vizi dell’opera di cui all’art. 1667 c.c. trova applicazione il principio – pacifico con riguardo all’ipotesi della garanzia di cui all’art. 1669 c.c. – secondo cui il termine di decadenza per la denuncia dei vizi comincia a decorrere solo dal giorno in cui il committente abbia conseguito un apprezzabile grado di conoscenza oggettiva della gravità dei difetti e della loro derivazione causale dalla imperfetta esecuzione dell’opera, non essendo sufficienti manifestazioni di scarsa rilevanza e semplici sospetti.

(Nella specie, in applicazione del riferito principio, la Suprema Corte ha confermato la sentenza del giudice del merito che aveva ritenuto che la semplice apparizione delle prime fessurazioni dell’intonaco esterno non era sufficiente a rivelare con certezza la causa ed esatta entità del fenomeno, quale si era manifestato con l’andare del tempo, essendo a tale fine necessarie apposite indagini tecniche e che aveva accertato, altresì, con motivazione logica, che la denuncia dei vizi era insita nella stessa richiesta di un accertamento tecnico preventivo in contraddittorio con la controparte avanzata dal committente).

Cassazione civile sez. II, 31/05/2011, n.12030

Appalto: esecuzione delle opere necessarie per l’eliminazione dei vizi

In tema di garanzia per vizi dell’opera nel contratto di appalto, il committente non ha a norma dell’art. 1668 c.c. soltanto il diritto di ottenere dall’appaltatore l’esecuzione delle opere necessarie per l’eliminazione dei vizi bensì può chiedere la condanna dell’appaltatore al pagamento della somma necessaria ferma restando la possibilità per l’appaltatore di procedere alla eliminazione di essi prima della sentenza di condanna.

Cassazione civile sez. II, 22/06/1989, n.2974



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