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Garanzia per vizi della cosa venduta: ultime sentenze

5 Dicembre 2019
Garanzia per vizi della cosa venduta: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: garanzia per i vizi della cosa venduta; onere probatorio incombente sull’acquirente; eccezione di tardività della denuncia dei vizi da parte del venditore; cattivo funzionamento della cosa venduta.

Vizi della cosa venduta: onere della prova

In tema di garanzia per i vizi della cosa venduta ex art. 1490 c.c., il compratore che esercita le azioni di risoluzione del contratto o di riduzione del prezzo di cui all’art. 1492 c.c. ha l’onere di offrire la prova dell’esistenza dei vizi. Tale principio deve essere esteso alla richiesta di risarcimento del danno per vizi della cosa venduta, in cui sussiste l’ulteriore onere di dimostrare l’esistenza del nesso causale fra difetto e asserito pregiudizio subito.

Tribunale Ravenna, 15/10/2019, n.1039

Azione di garanzia per vizi della cosa venduta

In materia di garanzia per i vizi della cosa venduta di cui all’art. 1490 c.c., il compratore che esercita le azioni di risoluzione del contratto o di riduzione del prezzo di cui all’art. 1492 c.c. è gravato dell’onere di offrire la prova dell’esistenza dei vizi”.

Tribunale Bologna sez. II, 01/10/2019, n.2086

Garanzia per i vizi della cosa venduta: termini e condizioni per l’azione

In tema di garanzia per i vizi della cosa venduta, eccepita dal venditore la tardività della denuncia rispetto alla data di consegna della merce, incombe sull’acquirente, trattandosi di condizione necessaria per l’esercizio dell’azione, l’onere della prova di aver denunziato i vizi nel termine di legge ex art. 1495 c.c.

Cassazione civile sez. VI, 30/09/2019, n.24348

Rinuncia all’eccezione di decadenza per tardiva denuncia del vizio della cosa venduta

In tema di garanzia per vizi della cosa venduta, la rinunzia all’eccezione di decadenza per tardiva denunzia del vizio, pur non essendo soggetta ad alcuna forma determinata, potendo essere anche tacita e, cioè, desumibile anche da fatti concludenti, deve escludersi quando il giudice di merito accerti incensurabilmente che l’eccezione di decadenza sia stata proposta non in concorrenza con altre eccezioni con essa del tutto incompatibili, ma preliminarmente alle altre difese di merito.

Cassazione civile sez. II, 09/08/2019, n.21239

Garanzia per vizi della cosa venduta: interruzione della prescrizione annuale 

L’art. 1495, comma 3, c.c., ove dispone che l’azione di garanzia per vizi della cosa venduta si prescrive “in ogni caso” in un anno dalla consegna, intende far decorrere quel termine anche se il compratore non abbia scoperto il vizio, ma non sottrarre il termine medesimo alle cause di interruzione di cui agli artt. 2943 e segg. c.c.; ne consegue che la prescrizione annuale (nella specie, con riferimento all’azione risarcitoria) deve ritenersi interrotta, a norma dell’art 2944 c.c., per effetto del riconoscimento, da parte del venditore, del diritto del compratore alla garanzia.

Cassazione civile sez. II, 21/06/2019, n.16766

Garanzia per i vizi della cosa venduta: i rimedi alla violazione dell’impegno traslativo

La garanzia per i vizi della cosa venduta ex art. 1491 cod.civ. offre rimedi alla violazione dell’impegno traslativo; ciò postula l’obbligo del venditore di verificare che il bene trasferito abbia i requisiti necessari per la sua utilizzazione e la violazione di tale obbligo integra una ipotesi di responsabilità contrattuale del venditore.

Corte appello Bari sez. II, 02/05/2019, n.1030

Garanzia per vizi della cosa venduta: accordo integrativo

La garanzia per i vizi della cosa venduta disciplinata dagli artt. 1490 e seguenti c.c. differisce da quella di buon funzionamento prevista dall’art. 1512 c.c. per il fatto che, mentre la seconda impone all’acquirente solo l’onere di dimostrare il cattivo funzionamento della cosa venduta, la prima – cui il venditore è tenuto anche se incolpevole, essendo la colpa di questi richiesta solo ai fini dell’obbligo del risarcimento del danno – impone all’acquirente anche l’onere di dimostrare la sussistenza dello specifico vizio che rende la cosa venduta inidonea all’uso cui essa è destinata.

Inoltre, la garanzia di cui all’art. 1512 c.c., che attua, con l’assicurazione di un determinato risultato – il buon funzionamento della cosa per il tempo convenuto – una più forte garanzia del compratore, in via autonoma ed indipendente rispetto alla garanzia per vizi ed alla responsabilità per mancanza di qualità, trova fondamento in un patto contrattuale e, pertanto, può essere invocata solo previa deduzione e dimostrazione dell’esistenza di un tale patto nel contratto di compravendita.

Cassazione civile sez. III, 14/02/2019, n.4298

Vendita: eccezione di tardività della denuncia del vizio

In tema di garanzia per i vizi della cosa venduta, eccepita dal venditore la tardività della denuncia rispetto alla data di consegna della merce, incombe sull’acquirente, trattandosi di condizione necessaria per l’esercizio dell’azione, l’onere della prova di aver denunziato i vizi nel termine di legge ex art. 1495 c.c.; ne deriva che decade dalla garanzia in questione chi, lamentando che i vizi sarebbero consistiti nell’avaria della merce e, dunque, in una condizione di ammaloramento del prodotto ictu oculi verificabile già a momento della consegna, asserisca di averla smaltita, senza provare peraltro che fosse proprio la merce in questione, quasi un anno dopo la consegna delle merce, circostanza questa che rende del tutto implausibile il collegamento dell’ammaloramento ad un vizio intrinseco dei prodotti caseari, già di per sè immediatamente deperibili.

Tribunale Parma sez. I, 08/01/2019, n.46

Riparto dell’onere della prova

Appare opportuno rimettere gli atti al Primo Presidente, ai fini dell’eventuale assegnazione del ricorso alle Sezioni Unite, per la soluzione del seguente quesito: se il principio di diritto affermato dalle Sezioni unite con la sentenza n. 13533 del 2001 sia applicabile in tema di garanzia per vizi della cosa venduta (in particolare all’azione redibitoria esperita nel caso di specie) o se la configurazione dei rimedi, quale emerge dall’esame della giurisprudenza, giustifichi una soluzione diversa.

Cassazione civile sez. II, 26/09/2018, n.23015

Assunzione della garanzia per i vizi della cosa venduta

L’assunzione della garanzia per i vizi della cosa venduta ex art. 1490 c.c. è configurabile in capo ad un soggetto diverso dal venditore, laddove sia legato da particolari rapporti (di commissione, di preposizione institoria ecc.) con il venditore stesso e non, invece, con l’acquirente.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto validamente assunta la suddetta garanzia da parte del direttore dei lavori, per mezzo di una lettera nella quale questi si era limitato ad esprimere un parere di congruità sul materiale utilizzato, precedentemente ordinato dal committente e messo in opera dall’appaltatore).

Cassazione civile sez. II, 17/05/2018, n.12116



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