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Contratto di fideiussione: ultime sentenze

5 Maggio 2021
Contratto di fideiussione: ultime sentenze

Principio di accessorietà del contratto di fideiussione; inserimento di una clausola di pagamento a prima richiesta e senza eccezioni; differenza tra contratto autonomo di garanzia e contratto di fideiussione.

Nullità del contratto di fideiussione

È nullo il contratto di fideiussione stipulato in violazione di una norma imperativa disciplinante l’attività bancaria e finanziaria, tuttavia l’accertamento della nullità contrattuale è limitato ai casi in cui da tale accertamento non riverberino conseguenze pregiudizievoli nella sfera giuridica del contraente che a quella nullità non ha dato causa.

Comm. trib. reg. Roma, (Lazio) sez. VI, 28/01/2021, n.496

Nullità parziale del contratto di fideiussione

La nullità delle clausole di un contratto di fideiussione non importa necessariamente la nullità dell’intero contratto, potendo trovare applicazione l’art. 1419 Cc, laddove l’assetto degli interessi in gioco non venga pregiudicato da una pronuncia di nullità parziale, limitata alle clausole rivenienti dalle intese illecite.

Tribunale Torino sez. I, 28/01/2021, n.407

Contratto di fideiussione e contratto autonomo di garanzia: struttura ed effetti

Il contratto autonomo di garanzia costituisce espressione di quella autonomia negoziale riconosciuta alle parti dall’art. 1322 c.c., comma 2. Caratteristica fondamentale di tale contratto, che vale a distinguerlo da quello di fideiussione di cui agli artt. 1936 e seguenti cod. civ., é la carenza dell’elemento dell’accessorietà: il garante si impegna a pagare al beneficiario, senza opporre eccezioni in ordine alla validità e/o all’efficacia del rapporto di base.

La diversità di struttura e di effetti rispetto alla fideiussione si riflette sulla causa concreta del Garantievertrag e comporta che al contratto autonomo di garanzia, in difetto di diversa previsione da parte dei contraenti, non si applica la norma di cui all’art. 1957 cod. civ, atteso che su tale norma si fonda l’accessorietà dell’obbligazione fideiussoria, instaurando essa in collegamento tra la scadenza dell’obbligazione di garanzia e quella dell’obbligazione principale.

Tribunale Torino sez. IV, 04/12/2020, n.4328

Nullità della fideiussione in contrasto con le norme Antitrust

La nullità totale del contratto fideiussorio in contrasto con l’articolo 2 della Legge n. 287/1990, è rilevabile anche se la domanda è stata formulata per la prima volta in sede di precisazione delle conclusioni, perché rilevabile d’ufficio e nel caso non sia stata rilevata dal Giudice del primo grado ben può esserlo anche dal Giudice di appello. È inoltre da ritenersi che la predetta nullità travolga l’intero contratto di fideiussione.

Tribunale S.Maria Capua V. sez. III, 13/10/2020, n.2357

Elemento caratterizzante della fideiussione: l’accessorietà

È fideiussione – e non contratto autonomo di garanzia – il contratto in cui, dalla lettura complessiva ed integrata delle clausole, si possa evincere l’accessorietà della garanzia all’obbligazione principale in quanto l’oggetto della garanzia si identifica proprio nell’adempimento dell’obbligazione gravante sul debitore principale come avviene tipicamente nel contratto di fideiussione, mentre non risulta configurabile in capo al garante l’obbligo di tenere il garantito indenne dalle conseguenze negative dell’inadempimento del debitore principale che caratterizza il contratto autonomo di garanzia.

Tribunale Rimini, 25/08/2020, n.520

Contratto di fideiussione: funzione

A differenza del contratto di fideiussione, il quale garantisce l’adempimento della medesima obbligazione principale altrui, tutelando l’interesse all’esatto adempimento della relativa prestazione, il contratto autonomo di garanzia (cosiddetto “Garantievertrag”) ha la funzione di tenere indenne, mediante il tempestivo versamento di una somma di denaro predeterminata, il creditore dalle conseguenze del mancato adempimento della prestazione gravante sul debitore principale, avendo come causa concreta quella di trasferire da un soggetto ad un altro il rischio economico connesso alla detta mancata esecuzione.

Tribunale Ancona sez. II, 19/03/2019, n.539

Contratto di fideiussione: cosa occorre per il perfezionamento?

L’obbligazione fideiussoria nella sua configurazione tipica ex art. 1936 c.c. nasce da un contratto risultante dalla proposta del fideiussore non rifiutata dal creditore, non richiedendo quindi per perfezionarsi l’accettazione espressa di quest’ultimo ai sensi dell’art. 1333 c.c., sicché l’eventuale conferma inviata dal creditore costituisce un elemento esecutivo del negozio già concluso.

Cassazione civile sez. I, 14/02/2018, n.3606

Fideiussione: è valida se prestata da soggetto incapiente?

La causa del contratto di fideiussione (che non è un contratto aleatorio) è non già il rischio dell’inadempimento dell’obbligazione principale, ma la funzione di garanzia dell’adempimento dell’obbligazione mediante l’allargamento della base soggettiva la quale è del tutto indipendente dall’effettivo “rischio” di inadempimento e, dunque, dall’eventualità che il debitore principale non adempia la propria obbligazione, ovvero che il suo patrimonio (o il bene offerto in garanzia reale) sia insufficiente a soddisfare le ragioni del creditore.

Appurato, pertanto, che la causa del negozio di fideiussione, e cioè, lo scopo concreto dell’operazione negoziale, resta la funzione di garanzia di un debito altrui, la stessa non può ritenersi mancante se prestata da soggetto incapiente.

Cassazione civile sez. I, 10/09/2019, n.22559

Clausola di pagamento a prima richiesta e senza eccezioni

L’inserimento in un contratto di fideiussione di una clausola di pagamento a prima richiesta e senza eccezioni generalmente è idonea a qualificare il negozio come contratto autonomo di garanzia, in quanto incompatibile con il principio di accessorietà che caratterizza il contratto di fideiussione, salvo quando vi sia un’evidente discrasia rispetto all’intero contenuto della convenzione negoziale, sicché, ai fini dell’interpretazione della volontà delle parti, pur in presenza della clausola predetta, il giudice è sempre tenuto a valutarla alla luce della lettura dell’intero contratto.

Tribunale Roma sez. XVII, 30/05/2019, n.11483

Accertamento della volontà concreta delle parti

Quanto alla deroga alla norma di cui all’art. 1957 c.c., essa non può ritenersi implicita laddove sia inserita, all’interno del contratto di fideiussione, una clausola di “pagamento a prima richiesta”, o altra equivalente, non solo perché la disposizione è espressione di un’esigenza di protezione del fideiussore che, prescindendo dall’esistenza di un vincolo di accessorietà tra l’obbligazione di garanzia e quella del debitore principale, può essere considerata meritevole di tutela anche quando tale collegamento sia assente, ma anche perché una tale clausola non ha rilievo decisivo per la qualificazione di un negozio come “contratto autonomo di garanzia” o come “fideiussione”, potendo tali espressioni riferirsi sia a forme di garanzia svincolate dal rapporto garantito (e quindi autonome), sia a garanzie, come quelle fideiussorie, caratterizzate da un vincolo di accessorietà, più o meno accentuato, nei riguardi dell’obbligazione garantita, sia, infine, a clausole il cui inserimento nel contratto di garanzia è finalizzato, nella comune intenzione dei contraenti, a una deroga parziale della disciplina dettata dal citato art. 1957 c.c. (ad esempio, limitata alla previsione che una semplice richiesta scritta sia sufficiente ad escludere l’estinzione della garanzia), esonerando il creditore dall’onere di proporre l’azione giudiziaria.

Ne consegue che, non essendo la clausola di pagamento “a prima richiesta” incompatibile con l’applicazione dell’art. 1957 c.c., spetta al giudice di merito accertare la volontà in concreto manifestata dalle parti con la sua stipulazione.

Tribunale Monza sez. I, 07/05/2019, n.1029

Fideiussione: riconoscimento dell’autonomia della garanzia 

Ai fini del riconoscimento dell’autonomia della garanzia risulta decisivo l’inserimento in un contratto di fideiussione di una clausola di pagamento “a prima richiesta e senza eccezioni” la quale vale di per sé a qualificare il negozio come contratto autonomo di garanzia (cd. Garantievertrag), in quanto incompatibile con il principio di accessorietà che caratterizza il contratto di fideiussione, salvo quando vi sia un’evidente discrasia rispetto all’intero contenuto della convenzione negoziale.

Tribunale Roma sez. XVII, 10/04/2019, n.7872

Contratto autonomo di garanzia e contratto di fideiussione: configurabilità

Ai fini della configurabilità di un contratto autonomo di garanzia oppure di un contratto di fideiussione, non è decisivo l’impiego o meno delle espressioni “a semplice richiesta” o “a prima richiesta” del creditore, ma la relazione in cui le parti hanno inteso porre l’obbligazione principale e l’obbligazione di garanzia.

Ne consegue che la carenza dell’elemento dell’accessorietà, che caratterizza il contratto autonomo di garanzia e lo differenzia dalla fideiussione, deve necessariamente essere esplicitata nel contratto con l’impiego di specifica clausola idonea ad indicare l’esclusione della facoltà del garante di opporre al creditore le eccezioni spettanti al debitore principale, ivi compresa l’estinzione del rapporto.

Tribunale Napoli sez. II, 01/10/2019, n.8630

Contratto autonomo di garanzia e fideiussione: differenza

La differenza tra contratto autonomo di garanzia e fideiussione è possibile solo nel caso in cui il contratto contenga contemporaneamente sia l’obbligo di pagamento a prima richiesta scritta che la rinuncia ad opporre eccezioni. Tale combinazione manifesterebbe la volontà di vincolarsi senza quel carattere di accessorietà che caratterizza la fideiussione. Il contratto che contiene sì la prima clausola, ma non la seconda perché l’esclusione di eccezioni è limitata solo al tempo in cui la banca eserciterà il suo diritto di credito e niente più è quindi un normalissimo contratto di fideiussione bancaria e non un contratto autonomo di garanzia.

Tribunale Padova sez. II, 29/01/2019

Contratto di fideiussione: la qualità di consumatore

In presenza di un contratto di fideiussione, ai fini dell’applicabilità della specifica normativa in materia di tutela del consumatore di cui agli artt. 1469-bis e segg. c.c., nel testo vigente “ratione temporis”, il requisito soggettivo della qualità di consumatore deve riferirsi all’obbligazione garantita, cui quella del fideiussore è accessoria, sicché, difettando tale condizione, è valida la clausola derogativa della competenza territoriale contenuta nel contratto di fideiussione per le esposizioni bancarie di una società di capitali stipulato da un socio o da un terzo.

Tribunale Roma sez. XVII, 26/02/2019, n.4341

Contratto di fideiussione: domanda di nullità

La domanda di nullità del contratto di fideiussione, per violazione del diritto di concorrenza ex art. 33, comma 2, l. n. 287/1990, spetta alla competenza funzionale del Tribunale delle imprese, ai sensi dell’art. 4, comma1-ter, l. n. 168/2003.

Tribunale Verona sez. III, 01/10/2018



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