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Andare prima in pensione: ecco come

14 Novembre 2019 | Autore:
Andare prima in pensione: ecco come

Pensione anticipata ordinaria, contributiva, quota 100, opzione donna, Ape, addetti ai lavori usuranti e gravosi: chi può anticipare l’uscita dal lavoro.

Con l’età pensionabile attuale, pari a 67 anni, sono in molti i lavoratori che desiderano terminare l’attività prima di maturare le condizioni per la pensione di vecchiaia.

Fortunatamente, esistono numerose tipologie di trattamento che consentono un’uscita anticipata dal lavoro: queste tipologie di pensione, tuttavia, richiedono un maggior numero di contributi rispetto a quelli necessari per ottenere la pensione di vecchiaia. Per quest’ultimo trattamento, difatti, bastano 20 anni di contribuzione, mentre per la pensione anticipata ordinaria sono necessari almeno 42 anni e 10 mesi di contributi, per gli uomini, e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, più l’attesa di una finestra pari a tre mesi. Non ci sono, però, limiti minimi di età.

Ma come andare in pensione prima del compimento dell’età per il trattamento di vecchiaia, quindi prima dei 67 anni?

Le tipologie di pensione per le quali è previsto un requisito di età inferiore rispetto a quello necessario per la vecchiaia (il requisito resterà fermo a 67 anni sino al 31 dicembre 2022), o per le quali non è previsto alcun requisito di età minimo, sono piuttosto numerose: vediamo quali sono i trattamenti anticipati accessibili allo stato attuale.

Pensione anticipata ordinaria

La pensione anticipata ordinaria può essere raggiunta dalla generalità dei lavoratori iscritti presso una gestione amministrata dall’Inps. Grazie alle previsioni della legge di bilancio 2017 [1], poi, il trattamento può essere anche ottenuto dagli iscritti presso le casse dei liberi professionisti, sommando la contribuzione Inps alla contribuzione accreditata presso le gestioni previdenziali professionali.

Sino al 2026, per ottenere la Pensione anticipata ordinaria sono necessari:

  • 41 anni e 10 mesi di contributi, più l’attesa di una finestra pari a tre mesi, per le lavoratrici;
  • 42 anni e 10 mesi di contributi, più l’attesa di una finestra pari a tre mesi, per i lavoratori.

Pensione anticipata precoci

Per i lavoratori precoci, la pensione può essere ottenuta con soli 41 anni di contributi, più l’attesa di una finestra pari a tre mesi. Ma chi sono i lavoratori precoci?

Si tratta di coloro che possiedono almeno 12 mesi di contribuzione da effettivo lavoro accreditata prima del compimento del 19º anno di età. Non solo: per ottenere questo trattamento anticipato è necessario essere iscritti alla previdenza obbligatoria anteriormente al 1996, risultare iscritti presso una delle gestioni amministrate dall’Inps ed appartenere a una delle categorie tutelate: disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi dal 74%, addetti ai lavori gravosi o usuranti.

Per approfondire, qui la guida alla pensione anticipata precoci. È bene sapere che il trattamento non è cumulabile con i redditi da lavoro sino alla maturazione virtuale del requisito contributivo per la pensione anticipata ordinaria, quindi sino un massimo di 10 mesi per le donne e di un anno e 10 mesi per gli uomini.

Pensione anticipata contributiva

Abbiamo detto che, nella generalità dei casi, anticipare l’età pensionabile richiede un versamento maggiore di contributi, rispetto ai 20 anni necessari per conseguire la pensione di vecchiaia.

Non è sempre così, tuttavia: la pensione anticipata contributiva, ad esempio, può essere ottenuta con soli 20 anni di contributi. È richiesta però un’età minima, pari a 64 anni. Inoltre, il trattamento è accessibile soltanto da coloro che non possiedono contributi accreditati anteriormente al 1996, o che hanno optato per il computo presso la gestione separata, cioè per il versamento di tutta la contribuzione presso questa gestione dell’Inps.

In questi casi, difatti, la pensione dell’interessato è calcolata con il sistema interamente contributivo.

Non bastano, comunque, i requisiti esposti di età e contribuzione per conseguire la pensione anticipata contributiva: è anche necessario aver diritto a un trattamento di pensione pari ad almeno 2,8 volte l’assegno sociale. In caso contrario, l’Inps rigetta la domanda di pensione.

Pensione con opzione donna

È calcolata con il sistema integralmente contributivo (normalmente penalizzante rispetto al sistema retributivo e misto, in quanto ai fini dell’assegno non si considerano gli ultimi redditi, o i redditi migliori, ma esclusivamente la contribuzione è l’età pensionabile) anche la pensione di anzianità con l’opzione donna.

Si tratta di una prestazione economica sperimentale, che l’Inps riconosce alle lavoratrici nate entro il 1960, se autonome, o entro il 1961, se dipendenti, purché possiedano almeno 35 anni di contributi alla data del 31 dicembre 2019 (in base a quanto disposto nel disegno di legge di bilancio 2020).

A partire dalla data di maturazione dei requisiti, per la liquidazione della pensione è necessario attendere una finestra pari a 12 mesi per le dipendenti, ed a 18 mesi per le lavoratrici autonome.

Pensione anticipata con quota 100

La pensione anticipata può essere conseguita anche avvalendosi della cosiddetta opzione quota 100: si tratta di una pensione sperimentale, riservata a chi compie 62 anni di età e matura 38 anni di contribuzione entro il 31 dicembre 2021. L’assegno, in questo caso, non è ricalcolato col sistema contributivo e non subisce penalizzazioni.

La pensione anticipata quota 100 non è cumulabile con il redditi di lavoro, ad esclusione del lavoro autonomo occasionale entro 5000 euro annui, sino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia.

Ape sociale

L’Ape sociale, o anticipo pensionistico a carico dello Stato, è un trattamento che può essere conseguito a partire dai 63 anni di età, dai lavoratori appartenenti a specifiche categorie tutelate, con 30 o 36 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza (le donne con figli possono ottenere uno sconto nel requisito contributivo sino a un massimo di due anni).

Questo trattamento, in sostanza, accompagna l’interessato sino alla pensione: è calcolato proprio come la futura pensione, ma non può superare i 1500 euro mensili. Inoltre, è cumulabile limitatamente con i redditi di lavoro, autonomo, parasubordinato o dipendente.

Per approfondire, qui la Guida all’Ape sociale 2020. A questo proposito, è bene sapere che si tratta di una prestazione economica sperimentale, che potrà essere richiesta da coloro che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2020.

Ape volontario

Un’altra prestazione di accompagnamento alla pensione è l’Ape volontario: si tratta di un anticipo pensionistico che non è a carico dello Stato, ma a carico dell’interessato, e che è ottenuto tramite un prestito bancario. La restituzione del prestito comporta una penalizzazione nei ratei della futura pensione. In alcuni casi, l’azienda può sostenere una parte di quest’onere: parliamo allora di Ape aziendale.

Il trattamento, comunque, è esentasse: in altre parole, l’assegno ricevuto mensilmente a titolo di Ape non ha trattenute fiscali, non essendo gravato dalle imposte.

Qui l’approfondimento completo sull’Ape volontario.

Pensione per gli addetti ai lavori usuranti e notturni

Gli addetti ai lavori usuranti o ai turni notturni hanno diritto a una speciale pensione di anzianità, nell’ipotesi in cui abbiano svolto mansioni usuranti o in orario notturno per almeno metà della vita lavorativa, o per almeno sette anni nell’ultimo decennio.

In particolare, i beneficiari conseguono il trattamento con un minimo di 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi, con quota pari a 97,6.

Se l’interessato possiede anche contributi da lavoro autonomo, i requisiti sono aumentati di un anno; peri lavoratori adibiti a turni notturni, le quote sono differenti a seconda del numero di notti lavorate nell’anno.

Per saperne di più: Pensione addetti ai lavori usuranti ed ai turni notturni.

Scivoli per la pensione

Oltre alle tipologie di pensione anticipata illustrate ed agli anticipi pensionistici, è bene sapere che alcune categorie di lavoratori possono beneficiare del cosiddetto scivolo per la pensione.

Si tratta di prestazioni economiche che “accompagnano” i lavoratori in esubero sino alla data di maturazione della pensione: tra i principali trattamenti, abbiamo l’Isopensione e l’assegno straordinario, che consentono di anticipare il pensionamento sino a 7 anni. Il nuovo contratto di espansione consente un anticipo di 5 anni, mentre il cosiddetto prepensionamento quota 100, ad oggi, può far ottenere un anticipo massimo di circa 2 anni.

Per approfondire: Guida agli scivoli per la pensione.

Pensione di vecchiaia anticipata

Ci sono delle ipotesi nelle quali anche la pensione di vecchiaia può essere anticipata, derogando al requisito di età. Possono beneficiare degli “sconti” sull’età pensionabile gli addetti ai lavori gravosi, gli invalidi dall’80% lavoratori dipendenti del settore privato, i non vedenti. Per approfondire: Guida alla pensione di vecchiaia.

note

[1] L. 232/2016.


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