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Gravidanza durante disoccupazione: spetta l’indennità di maternità?

23 Novembre 2019
Gravidanza durante disoccupazione: spetta l’indennità di maternità?

Ho lavorato per diversi comuni italiani come agente di polizia municipale. L’ultimo mio contratto va dal 17 luglio 2018 al 17 ottobre 2018 con il comune di San salvo (ch). Dopo la scadenza del contratto, ho percepito la disoccupazione (naspi) fino a settembre 2019. A fine settembre 2018 ho scoperto di essere incinta ed ho partorito il 17 luglio 2019. Informandomi su internet ho letto che anche chi percepisce la disoccupazione avrebbe diritto a percepire i cinque mesi di indennità di maternità.  A fine settembre l’Inps mi ha risposto che essendo lavoratrice non di ruolo ma a tempo determinato, non ho diritto all’ indennità e che eventualmente è di spettanza del datore di lavoro erogarmela. Mi sono recata al patronato il quale mi ha confermato la necessità di rivolgermi al mio ultimo datore di lavoro. Vorrei quindi sapere se questa cosa è vera e se si come fare per ottenere questa indennità?

Partiamo da un presupposto: il trattamento di maternità spetta, ai sensi dell’art. 13 comma 2 l. 30 dicembre 1971 n. 1204, anche alle lavoratrici assunte a tempo determinato in virtù dell’art. 8 d.l. 29 marzo 1991 n. 103, conv. nella l. 1 giugno 1991 n. 166.

Proprio una giurisprudenza recente della Cassazione Civile ha confermato come, in tema di tutela delle lavoratrici madri, il diritto all’indennità giornaliera di maternità spetta anche quando il periodo di congedo abbia avuto inizio dopo la risoluzione del rapporto, a condizione che tra la cessazione del rapporto stesso e l’inizio del congedo non siano decorsi più di sessanta giorni, da calcolarsi con riferimento alla data presunta del parto e non a quella effettiva, oppure che, trascorso detto termine, la lavoratrice sia disoccupata e in godimento dell’indennità di disoccupazione (Cassazione civile, sez. lav., 22/02/2019, n. 5367). Alla luce di questa pronuncia, possiamo confermare come Le spetta tale indennità di maternità.

Con riferimento specifico al Suo caso, in caso di rapporto a tempo determinato intrattenuto con un comune per far fronte ad esigenze stagionali, il dipendente ha diritto all’attribuzione del trattamento economico iniziale del personale di ruolo di corrispondente profilo professionale, con riferimento al periodo di servizio ed alle giornate lavorative effettivamente prestate, alla tredicesima mensilità, all’indennità di maternità, a tanti trattamenti di fine rapporto, calcolati in dodicesimi, quanti sono stati i periodi di servizio, mentre non va riconosciuta una indennità sostitutiva per ferie asseritamente non godute (Consiglio di Stato, sez. V, 27/09/2004, n. 6279).

L’indennità non può che essere posta a carico dell’ultima amministrazione di appartenenza. Sul punto, infatti, viene in aiuto la giurisprudenza di legittimità, la quale stabilisce che il trattamento economico di maternità è dovuto alle lavoratrici madri “direttamente dalle amministrazioni pubbliche delle quali le medesime erano già state dipendenti con rapporto a tempo determinato (anche se non più dipendenti da oltre sessanta giorni e in stato di disoccupazione, con godimento della relativa indennità) e non dall’Inps, in difetto di una indicazione in tal senso nella norma interpretativa” (Cassazione civile, sez. lav., 06/12/2002, n. 17400).

Per tale motivo, alla luce delle sentenze indicate, posso confermarLe come l’indennità dovrà essere richiesta al Comune che ha stipulato con Lei l’ultimo contratto scaduto.

Articolo tratto da una consulenza resa dall’avvocato Salvatore Cirilla


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