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Le Guide Abbigliamento scolorito o ristretto: quali tutele per l’acquirente?

Le Guide Pubblicato il 16 luglio 2013

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> Le Guide Pubblicato il 16 luglio 2013

Quante volte capita di acquistare un prodotto, spesso un vestito, che presenta dei difetti, che si scolorisce o si restringe al primo lavaggio: ecco le garanzie a tutela del consumatore.

Capita sempre più spesso di scoprire che un capo “firmato”, apparentemente perfetto, abbia dei difetti non visibili al momento dell’acquisto, che ne rendono impossibile l’uso (si pensi al vestito che scolorisce o si restringe al primo lavaggio). In questi casi, la legge predispone una serie di tutele per il consumatore.

Il difetto del tessuto del capo di abbigliamento acquistato può costituire un cosiddetto vizio di qualità (che ricorre quando la cosa venduta non ha le qualità promesse ovvero quelle essenziali per l’uso a cui è destinato [1]). È il caso dei pantaloni firmati, dai quali il consumatore si aspetta un certo livello di qualità, che, se scoloriscono al primo lavaggio, non sono più utilizzabili.

Quando ricorre un vizio di qualità, il consumatore può chiedere al venditore:

– la riparazione del bene;

– la sua sostituzione [2];

– una congrua riduzione del prezzo di acquisto;

– la risoluzione del contratto di compravendita quando la riparazione o sostituzione del bene siano oggettivamente impossibili o eccessivamente onerose per il venditore/produttore oppure nel caso in cui, nonostante la richiesta di riparazione o sostituzione, il venditore non abbia provveduto entro un congruo termine.

Termini

La responsabilità del venditore sussiste quando il difetto del bene si manifesta entro due anni dalla consegna.

Se il vizio si manifesta entro i primi sei mesi dalla consegna opera una presunzione legale secondo cui si presume che i vizi esistessero già alla data della consegna. Pertanto, il consumatore è esonerato dal provare il difetto di conformità.

Se il vizio si manifesta, invece, dopo sei mesi dalla consegna, grava sul consumatore l’onere di provare che il vizio sussisteva già al momento della consegna e non sia stato, invece, determinato dall’utilizzo del bene o dall’usura del tempo.

Il consumatore deve necessariamente denunciare il vizio entro otto giorni dalla scoperta, pena la decadenza da ogni azione nei confronti del venditore.

Ovviamente non rientrano nella garanzia i difetti provocati dal consumatore stesso che, per tornare all’esempio dei pantaloni stinti o ristretti, non ha osservato le prescrizioni di lavaggio contenute nell’etichetta.

Cosa accade se l’etichetta è errata?

Supponiamo che il consumatore abbia seguito le istruzioni di lavaggio indicate nell’etichetta, ma che i pantaloni si siano scoloriti o ristretti. Che fare quando il problema sia derivato dalle cattive indicazioni contenute nell’etichetta?

L’etichetta errata, in quanto parte essenziale del capo di abbigliamento, costituisce vizio del capo stesso. Ciò significa che il consumatore che ha danneggiato il vestito, perché lo ha lavato con la tecnica errata suggeritagli dall’etichetta, può agire contro il venditore o il produttore con le stesse modalità con le quali agirebbe in caso di vizio del tessuto o delle cuciture (azione di riparazione o sostituzione o azione di riduzione del prezzo o di risoluzione del contratto di vendita).

Inutile dire che conviene agire contro il venditore/produttore solo in caso di vizi consistenti che, rapportati al prezzo del prodotto, possano giustificare una riduzione del prezzo o una risoluzione del contratto.

In ogni caso al consumatore spetta un’azione di risarcimento per i danni ulteriori subiti a causa del difetto della cosa [3]: si pensi ai danni subiti dalla sposa a causa del difetto dell’abito nuziale.

L’azione di risarcimento può essere esperita entro 1 anno dalla consegna, ma i vizi devono essere denunciati entro otto giorni dalla scoperta. In altre parole: dal momento in cui si è scoperto il difetto non devono trascorrere più di otto giorni prima di inviare la raccomandata a.r. al venditore. Se, poi, si vuole fare causa contro di questi, non bisogna far passare più di un anno.

Il consumatore che chiede il risarcimento deve provare la colpa del venditore, ossia il fatto che questi non abbia tenuto quella diligenza necessaria ad evitare i vizi del bene.

note

[1] Art. 1497 cod. civ.

[2] Il consumatore ha diritto alla riparazione o sostituzione gratuita del bene entro un termine congruo.

[3] Art. 1494 cod. civ.


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2 Commenti

  1. ACQUISTATO VESTITO DI SETA …HO SUDATO E…IL COLORE BLU HA SCOLORITO SUL COLORE BIANCO…IL NEGOZIANTE MI DICE CHE LA SETA NON SI PUO ESSERE LAVATA AD ACQUA
    QUINDI …..E’ COLPA MIA
    HO DENUNCIATO IL ATTO DOPO 4 GG DALL’ACQUISTO….
    HO SOLO LA RICEVUTA DELLA CARTASI E NON LO SCONTRINO

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