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Riconciliazione dei coniugi: ultime sentenze

6 Dicembre 2019
Riconciliazione dei coniugi: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: riconciliazione dei coniugi dopo la separazione; onere della prova; coabitazione; ripresa delle relazioni materiali e spirituali; prova in giudizio della riconciliazione. 

Riconciliazione dei coniugi: presupposti, requisiti, effetti

Ritenuta l’essenziale rilevanza, fattuale ed effettuale, sul piano personale e patrimoniale, nei rapporti “inter partes” e nei confronti dei terzi, della cd. riconciliazione fra coniugi in crisi, in rotta o già in conflitto giudiziario vero e proprio; ma ritenuto, altresì, che il giudice, prescindendo da irrilevanti riserve mentali, non può accedere alla sfera intima ed insondabile dei sentimenti, dovendo egli affidarsi, pertanto, alla condotta dei coniugi, l’elemento oggettivo del ripristino della loro coabitazione è potenzialmente a fondare il suo positivo convincimento in ordine all’asserita, avvenuta riconciliazione, spettando al coniuge interessato a negare che conciliazione vi sia stata, dimostrare che il nuovo assetto di vita comune non sia stato tale da integrare una ripresa della convivenza basata sull'”honor matrimonii” e sulla “familiaris consortio”, convivenza configurabile, quindi, come evento-prova conciliativo: il coniuge affermante la riconciliazione dovrebbe provare la piena ripresa di una convivenza veramente coniugale nella casa familiare od altrove, ferma restando la legittimazione del coniuge negante la riconciliazione a dimostrare che tale ripresa era stata motivata da ragioni diverse, insuscettibili di esprimere e provare volontà e valenza realmente conciliativa.

(Nella specie, il S.C. ha negato che vera riconciliazione vi fosse stata, avendo uno dei partner coniugali compiuto con l’amante non pochi, significativi viaggi, nonché aveva acquistato mobili domestici che aveva fatto pervenire nella casa della partner extraconiugale, casa anche da lui utilizzata, anche se non continuativamente).

Cassazione civile sez. I, 01/10/2012, n.16661

Riconciliazione dei coniugi: l’accertamento

Qualora sia proposto ricorso per separazione giudiziale in data successiva all’omologazione della separazione consensuale, si rende necessaria l’adozione di provvedimenti provvisori ai sensi dell’art. 708 c.p.c. ove il Presidente accerti la riconciliazione dei coniugi sopravvenuta alla separazione consensuale.

Tribunale Nola sez. I, 05/06/2012

Riconciliazione dei coniugi dopo la separazione: l’onere della prova

La parte che ha interesse a far accertare l’avvenuta riconciliazione dei coniugi, dopo la separazione, ha l’onere di fornire una prova piena e incontrovertibile, che il giudice di merito è chiamato a verificare, tenendo presente che, in mancanza di una dichiarazione espressa di riconciliazione, gli effetti della separazione cessano soltanto col fatto della coabitazione, la quale non può ritenersi ripristinata per la sola sussistenza di ripetute occasioni di incontro e di frequentazione, ove le stesse non depongano per una reale e concreta ripresa delle relazioni materiali e spirituali.

Il relativo apprezzamento, effettuato seguendo i criteri appena riportati, non può essere oggetto di sindacato di legittimità, in presenza di una motivazione adeguata ed esaustiva.

Cassazione civile sez. VI, 26/07/2019, n.20323

Coabitazione: prova la riconciliazione dei coniugi?

La mera coabitazione non è sufficiente a provare la riconciliazione tra i coniugi separati, essendo necessario il ripristino della comunione di vita e d’intenti che costituisce il fondamento del vincolo coniugale.

Cassazione civile sez. VI, 05/02/2016, n.2360

Ripresa della convivenza

Nell’ambito dello spirito partecipativo e del contraddittorio tra le parti nel procedimento amministrativo (nella specie, volto al riconoscimento della cittadinanza italiana), l’Amministrazione — qualora ritenga inidonea e insufficiente la prova fornita — non può esimersi dall’effettuare accertamenti d’ufficio in ordine alla riconciliazione dei coniugi e all’eventuale ripresa della convivenza, fermo restando in un caso o nell’altro l’obbligo di concludere il procedimento.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. II, 14/07/2011, n.1095

L’eccezione di sopravvenuta riconciliazione

Con riguardo al giudizio di divorzio l’art. 3, comma 2, lett. b), l. n. 898 del 1970 stabilisce espressamente che l’eccezione di sopravvenuta riconciliazione deve essere proposta a istanza di parte. Come, pertanto, il giudice non può rilevare d’ufficio l’avvenuta riconciliazione tra le parti così la relativa eccezione non può essere formulata, per la prima volta, in grado di appello, neppure dal coniuge contumace in primo grado.

Cassazione civile sez. I, 19/11/2010, n.23510

Ripristino della convivenza materiale e dell’unione spirituale

Posto che osta alla pronuncia del divorzio l’intervenuta riconciliazione dei coniugi, consistente nel ripristino non solo della convivenza materiale, ma anche della unione spirituale tra gli stessi, ai fini della prova relativa, che incombe sul coniuge che si oppone al divorzio, deve attribuirsi prevalente valore, piuttosto che ad elementi psicologici e soggettivi, a quelli esteriori, oggettivamente diretti a dimostrare la volontà dei coniugi di ripristinare la comunione di vita, quali la ripresa della convivenza e le sue modalità.

Cassazione civile sez. I, 01/08/2008, n.21001

Riconciliazione dei coniugi e caducazione degli effetti della separazione

La riconciliazione dei coniugi e la ripresa della vita matrimoniale successiva alla separazione ne caduca gli effetti con l’ulteriore conseguenza della mancanza, ai fini della dichiarazione degli effetti civili del matrimonio, del presupposto del protrarsi dello stato di separazione per un interrotto periodo di tre anni.

Corte appello Milano, 12/07/2006, n.1856

Riconciliazione dei coniugi: il ripristino della comunione legale

Il ripristino del regime di comunione legale, a seguito della riconciliazione dei coniugi separati, in difetto di segnalazioni esterne dell’evento, non è opponibile ai terzi che abbiano acquistato in buona fede a titolo oneroso; dal coniuge che risulti unico titolare del bene immobile alienato.

Cassazione civile sez. I, 05/12/2003, n.18619

Riconciliazione dei coniugi: prova in giudizio 

Il p.m. ai sensi dell’art. 397 c.p.c. è legittimato a chiedere la revocazione della sentenza di divorzio pronunziata sulla base della ininterrotta durata della separazione, senza che emergesse la sopravvenuta riconciliazione dei coniugi, giacché è ben vero che ai sensi dell’art. 3 n. 2 lett. b) l. n. 898 del 1970 l’eventuale interruzione della separazione deve essere eccepita dalla parte convenuta, ma nella specie la mancata allegazione e prova in giudizio della riconciliazione integrava una collusione dei coniugi volta a evitare che il giudice appurasse anche d’ufficio, stante la rilevanza pubblicitaria della disciplina, la mancanza dei presupposti di legge del divorzio.

Tribunale Verona, 05/06/2002

Accertamento della riconciliazione dei coniugi: cosa implica?

In tema di eccezione alla domanda di scioglimento degli effetti civili del matrimonio, l’accertamento della riconciliazione dei coniugi non può non solo implicare necessariamente una ripresa della convivenza materiale, ovvero concretarsi in una coabitazione “sotto lo stesso tetto”, ma anche la ripresa della c.d. “affectio maritalis”, per la cui prova non basta tuttavia il certificato storico di residenza dell’attore prodotto dalla parte convenuta, dato il valore presuntivo di tali risultanze.

Tribunale Vercelli, 09/05/2001



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