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Riconciliazione dei coniugi: ultime sentenze

3 Gennaio 2023
Riconciliazione dei coniugi: ultime sentenze

Coabitazione; ripresa delle relazioni materiali e spirituali; prova in giudizio della riconciliazione. 

Riconciliazione dei coniugi dopo la separazione

Il coniuge che ha interesse a far accertare l’avvenuta riconciliazione, dopo la separazione, ha l’onere di fornire una prova piena e incontrovertibile della ricostituzione del consorzio familiare, che il giudice di merito è chiamato a verificare, compiendo un apprezzamento insindacabile in sede di legittimità, in presenza di una motivazione adeguata ed esaustiva.

(Nella specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile, perché attinente al merito, la censura contro la sentenza che aveva ritenuto non provata la riconciliazione in base alle risultanze istruttorie, dalle quali era emerso soltanto che i coniugi avevano continuato a frequentarsi conservando una conflittualità tale da far escludere il superamento delle condizioni che avevano reso intollerabile la convivenza).

Cassazione civile sez. VI, 23/09/2022, n.27963

Ripetute occasioni di incontro e di frequentazione tra i coniugi

La parte che ha interesse a far accertare l’avvenuta riconciliazione dei coniugi, dopo la separazione, ha l’onere di fornire una prova piena e incontrovertibile, che il giudice di merito è chiamato a verificare, tenendo presente che, in mancanza di una dichiarazione espressa di riconciliazione, gli effetti della separazione cessano soltanto col fatto della coabitazione, la quale non può ritenersi ripristinata per la sola sussistenza di ripetute occasioni di incontro e di frequentazione, ove le stesse non depongano per una reale e concreta ripresa delle relazioni materiali e spirituali e che il relativo apprezzamento non può essere oggetto di sindacato di legittimità, in presenza di una motivazione adeguata ed esaustiva.

Cassazione civile sez. VI, 23/09/2022, n.27963

Ripristinare la comunione materiale e spirituale

Ai fini della riconciliazione dei coniugi legalmente separati è necessario che entrambi riprendano concretamente reciproche relazioni di vita, idonee a dimostrare la ricostruzione spirituale e materiale del vincolo matrimoniale, con conseguente superamento delle condizioni che in precedenza avevano reso intollerabile la prosecuzione della convivenza. Ciò comporta che ai fini del ricongiungimento ex art. 154 c.c. non rileva il mero auspicio o, in generale, l’elemento psicologico, né, di per sé, la stessa ripresa della convivenza.

Tribunale Bergamo sez. I, 13/07/2022, n.1746

Riconciliazione: è necessario ricostruire il consorzio famigliare

Ai fini della riconciliazione dei coniugi non è sufficiente un mero ripristino della situazione antecedente alla separazione, ma è necessario ricostituire il consorzio familiare attraverso la ricomposizione della comunione coniugale di vita, vale a dire la ripresa di relazioni reciproche, tali da comportare il superamento di quelle condizioni che avevano reso intollerabile la prosecuzione della convivenza e che si concretizzano in un comportamento non equivoco incompatibile con lo stato di separazione.

Tribunale Vicenza sez. II, 14/07/2021, n.1476

Coabitazione: è sufficiente a provare la riconciliazione dei coniugi separati?

La sola coabitazione non è sufficiente a provare la riconciliazione tra i coniugi separati, occorrendo che risulti il ripristino della comunione di vita e di intenti che costituisce il fondamento del vincolo coniugale.

Tribunale Venezia sez. II, 23/06/2021, n.1298

Ripristino della convivenza a scopo sperimentale e provvisorio

In tema di riconciliazione tra coniugi separati, alla luce degli effetti da essa derivanti, non è sufficiente che i medesimi abbiano ripristinato la convivenza a scopo sperimentale e provvisorio, essendo invece necessaria la ripresa dei rapporti materiali e spirituali, che costituiscono il nucleo del vincolo coniugale.

Conseguentemente, l’accertamento di elementi che depongano in senso contrario alla ricostituzione dell’affectio familiare (a titolo esemplificativo: marito che dorme sul divano; assenza di rapporti fisici; relazione extraconiugale intrattenuta dall’ex marito durante la ripresa della convivenza) impedisce la produzione degli effetti che la legge riconnette alla riconciliazione.

Cassazione civile sez. I, 21/05/2021, n.14037

Ripresa dei rapporti materiali e spirituali

Non è sufficiente, per provare la riconciliazione tra coniugi separati, considerati gli effetti da essa derivanti, che i medesimi abbiano ripristinato la convivenza a scopo sperimentale e provvisorio, essendo invece necessaria la ripresa dei rapporti materiali e spirituali, caratteristici della vita coniugale (confermata la decisione di merito secondo cui le circostanze accertate – pagamento dell’assegno, marito che dorme sul divano, assenza di rapporti fisici, relazione extraconiugale intrattenuta dall’ex marito durante la ripresa della convivenza – deponessero per la mancata ricostruzione della comunione spirituale e materiale).

Cassazione civile sez. I, 21/05/2021, n.14037

Riconciliazione coniugi: in cosa consiste?

La riconciliazione non consiste nel mero ripristino della situazione quo ante, ma nella ricostituzione del consorzio familiare attraverso la ricomposizione della comunione coniugale di vita, vale a dire la ripresa di relazioni reciproche, oggettivamente rilevanti, tali da comportare il superamento di quelle condizioni che avevano reso intollerabile la prosecuzione della convivenza.

Tribunale Vicenza sez. II, 01/10/2020, n.1598

Rapporti caratteristici della vita coniugale

In tema di separazione dei coniugi, non è sufficiente, per provare la riconciliazione tra coniugi separati, per gli effetti che ne derivano, che i medesimi abbiano ripristinato la convivenza a scopo sperimentale, essendo invece necessaria la ripresa dei rapporti materiali e spirituali, caratteristici della vita coniugale.

Tribunale Imperia sez. I, 17/07/2020, n.369

La riconciliazione dei coniugi

È improcedibile la domanda di scioglimento del matrimonio se i coniugi dopo la separazione sono tornati a vivere insieme per anni, pur avendo altre soluzioni abitative. L’eccezione di sopravvenuta riconciliazione non può essere rilevata d’ufficio, non investendo profili di ordine pubblico, ma aspetti strettamente attinenti al rapporto tra coniugi, in ordine ai quali è onere della parte convenuta eccepire e provare tempestivamente l’avvenuta riconciliazione.

Deve inoltre escludersi che il procedimento di modifica delle condizioni di separazione dei coniugi, il cui thema decidendum è rappresentato dall’esistenza di rilevanti mutamenti di fatto delle condizioni poste a base della decisione, comporti anche un accertamento con efficacia di giudicato sull’assenza dell’avvenuta riconciliazione dei coniugi, ove la questione non sia stata posta da alcuna delle parti processuali.

Cassazione civile sez. I, 16/06/2020, n.11636

Modifica delle condizioni di separazione dei coniugi

Deve escludersi che il procedimento di modifica delle condizioni di separazione dei coniugi, il cui “thema decidendum” è rappresentato dall’esistenza di rilevanti mutamenti di fatto delle condizioni poste a base della decisione, comporti anche un accertamento con efficacia di giudicato sull’assenza dell’avvenuta riconciliazione dei coniugi, ove la questione non sia stata posta da alcuna delle parti processuali.

Cassazione civile sez. I, 16/06/2020, n.11636

Riconciliazione dei coniugi dopo la separazione: l’onere della prova

La parte che ha interesse a far accertare l’avvenuta riconciliazione dei coniugi, dopo la separazione, ha l’onere di fornire una prova piena e incontrovertibile, che il giudice di merito è chiamato a verificare, tenendo presente che, in mancanza di una dichiarazione espressa di riconciliazione, gli effetti della separazione cessano soltanto col fatto della coabitazione, la quale non può ritenersi ripristinata per la sola sussistenza di ripetute occasioni di incontro e di frequentazione, ove le stesse non depongano per una reale e concreta ripresa delle relazioni materiali e spirituali.

Il relativo apprezzamento, effettuato seguendo i criteri appena riportati, non può essere oggetto di sindacato di legittimità, in presenza di una motivazione adeguata ed esaustiva.

Cassazione civile sez. VI, 26/07/2019, n.20323

Incontri occasionali: non è configurabile la riconciliazione

In forza dell’art. 157 c.c., gli effetti della separazione personale, in mancanza di una dichiarazione espressa di riconciliazione, cessano soltanto col fatto della coabitazione, la quale non può, quindi, ritenersi ripristinata per la sola sussistenza di ripetute occasioni di incontri e di frequentazioni tra i coniugi, ove le stesse non depongano per una reale e concreta ripresa delle relazioni materiali e spirituali costituenti manifestazione ed effetto della rinnovata società coniugale.

Cassazione civile sez. VI, 26/07/2019, n.20323

Coabitazione: prova la riconciliazione dei coniugi?

La mera coabitazione non è sufficiente a provare la riconciliazione tra i coniugi separati, essendo necessario il ripristino della comunione di vita e d’intenti che costituisce il fondamento del vincolo coniugale.

Cassazione civile sez. VI, 05/02/2016, n.2360

Riconciliazione dei coniugi: presupposti, requisiti, effetti

Ritenuta l’essenziale rilevanza, fattuale ed effettuale, sul piano personale e patrimoniale, nei rapporti “inter partes” e nei confronti dei terzi, della cd. riconciliazione fra coniugi in crisi, in rotta o già in conflitto giudiziario vero e proprio; ma ritenuto, altresì, che il giudice, prescindendo da irrilevanti riserve mentali, non può accedere alla sfera intima ed insondabile dei sentimenti, dovendo egli affidarsi, pertanto, alla condotta dei coniugi, l’elemento oggettivo del ripristino della loro coabitazione è potenzialmente a fondare il suo positivo convincimento in ordine all’asserita, avvenuta riconciliazione, spettando al coniuge interessato a negare che conciliazione vi sia stata, dimostrare che il nuovo assetto di vita comune non sia stato tale da integrare una ripresa della convivenza basata sull'”honor matrimonii” e sulla “familiaris consortio”, convivenza configurabile, quindi, come evento-prova conciliativo: il coniuge affermante la riconciliazione dovrebbe provare la piena ripresa di una convivenza veramente coniugale nella casa familiare od altrove, ferma restando la legittimazione del coniuge negante la riconciliazione a dimostrare che tale ripresa era stata motivata da ragioni diverse, insuscettibili di esprimere e provare volontà e valenza realmente conciliativa.

(Nella specie, il S.C. ha negato che vera riconciliazione vi fosse stata, avendo uno dei partner coniugali compiuto con l’amante non pochi, significativi viaggi, nonché aveva acquistato mobili domestici che aveva fatto pervenire nella casa della partner extraconiugale, casa anche da lui utilizzata, anche se non continuativamente).

Cassazione civile sez. I, 01/10/2012, n.16661

Riconciliazione dei coniugi: l’accertamento

Qualora sia proposto ricorso per separazione giudiziale in data successiva all’omologazione della separazione consensuale, si rende necessaria l’adozione di provvedimenti provvisori ai sensi dell’art. 708 c.p.c. ove il Presidente accerti la riconciliazione dei coniugi sopravvenuta alla separazione consensuale.

Tribunale Nola sez. I, 05/06/2012

Ripresa della convivenza

Nell’ambito dello spirito partecipativo e del contraddittorio tra le parti nel procedimento amministrativo (nella specie, volto al riconoscimento della cittadinanza italiana), l’Amministrazione — qualora ritenga inidonea e insufficiente la prova fornita — non può esimersi dall’effettuare accertamenti d’ufficio in ordine alla riconciliazione dei coniugi e all’eventuale ripresa della convivenza, fermo restando in un caso o nell’altro l’obbligo di concludere il procedimento.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. II, 14/07/2011, n.1095

L’eccezione di sopravvenuta riconciliazione

Con riguardo al giudizio di divorzio l’art. 3, comma 2, lett. b), l. n. 898 del 1970 stabilisce espressamente che l’eccezione di sopravvenuta riconciliazione deve essere proposta a istanza di parte. Come, pertanto, il giudice non può rilevare d’ufficio l’avvenuta riconciliazione tra le parti così la relativa eccezione non può essere formulata, per la prima volta, in grado di appello, neppure dal coniuge contumace in primo grado.

Cassazione civile sez. I, 19/11/2010, n.23510

Ripristino della convivenza materiale e dell’unione spirituale

Posto che osta alla pronuncia del divorzio l‘intervenuta riconciliazione dei coniugi, consistente nel ripristino non solo della convivenza materiale, ma anche della unione spirituale tra gli stessi, ai fini della prova relativa, che incombe sul coniuge che si oppone al divorzio, deve attribuirsi prevalente valore, piuttosto che ad elementi psicologici e soggettivi, a quelli esteriori, oggettivamente diretti a dimostrare la volontà dei coniugi di ripristinare la comunione di vita, quali la ripresa della convivenza e le sue modalità.

Cassazione civile sez. I, 01/08/2008, n.21001

Riconciliazione dei coniugi e caducazione degli effetti della separazione

La riconciliazione dei coniugi e la ripresa della vita matrimoniale successiva alla separazione ne caduca gli effetti con l’ulteriore conseguenza della mancanza, ai fini della dichiarazione degli effetti civili del matrimonio, del presupposto del protrarsi dello stato di separazione per un interrotto periodo di tre anni.

Corte appello Milano, 12/07/2006, n.1856

Riconciliazione dei coniugi: il ripristino della comunione legale

Il ripristino del regime di comunione legale, a seguito della riconciliazione dei coniugi separati, in difetto di segnalazioni esterne dell’evento, non è opponibile ai terzi che abbiano acquistato in buona fede a titolo oneroso; dal coniuge che risulti unico titolare del bene immobile alienato.

Cassazione civile sez. I, 05/12/2003, n.18619

Riconciliazione dei coniugi: prova in giudizio 

Il p.m. ai sensi dell’art. 397 c.p.c. è legittimato a chiedere la revocazione della sentenza di divorzio pronunziata sulla base della ininterrotta durata della separazione, senza che emergesse la sopravvenuta riconciliazione dei coniugi, giacché è ben vero che ai sensi dell’art. 3 n. 2 lett. b) l. n. 898 del 1970 l’eventuale interruzione della separazione deve essere eccepita dalla parte convenuta, ma nella specie la mancata allegazione e prova in giudizio della riconciliazione integrava una collusione dei coniugi volta a evitare che il giudice appurasse anche d’ufficio, stante la rilevanza pubblicitaria della disciplina, la mancanza dei presupposti di legge del divorzio.

Tribunale Verona, 05/06/2002

Accertamento della riconciliazione dei coniugi: cosa implica?

In tema di eccezione alla domanda di scioglimento degli effetti civili del matrimonio, l’accertamento della riconciliazione dei coniugi non può non solo implicare necessariamente una ripresa della convivenza materiale, ovvero concretarsi in una coabitazione “sotto lo stesso tetto”, ma anche la ripresa della c.d. “affectio maritalis”, per la cui prova non basta tuttavia il certificato storico di residenza dell’attore prodotto dalla parte convenuta, dato il valore presuntivo di tali risultanze.

Tribunale Vercelli, 09/05/2001



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7 Commenti

  1. Io e la mia ex ci siamo riconciliati dopo un lungo periodo di separazione. E’ stato come se non ci fossimo mai divisi. Eppure, le incomprensioni tra noi erano tante, ma abbiamo un figlio e ciò ci ha sempre riavvicinati, nonostante siamo un disastro come coppia, ma sappiamo che l’uno non può vivere senza l’altra e quindi dopo la recita del nostro bambino è scattata la voglia di riprovarci e siamo ritornati insieme

  2. Io credo che prima di chiudere definitivamente una coppia debba provarle tutte, se c’è l’amore di fondo. Cioè se ci sono state incomprensioni, monotonia e altre ragioni risolvibili allora si può tentare di recuperare il rapporto andando in terapia da uno psicoterapeuta, provando a riavvicinarsi e poi se non va almeno si capisce che non si è lasciato nulla di intentato e che ormai la relazione è arrivata al capolinea e bisogna farsene una ragione. SE poi ci sono altri motivi e si sta insieme solo per stanchezza, abitudine e paura di restare soli, allora meglio non allungare il brodo che tanto non porta da nessuna parte e si fa male ad entrambi

  3. Ho visto tante coppie lasciarsi e poi ritornare insieme più innamorate di prima. Forse, bisognava che entrambi sviluppassero delle consapevolezze lontani l’uno dall’altra per poi ritrovarsi cambiati e cresciuti, ma con il cuore sempre aperto ad accogliere l’ex coniuge. Ed è così che magari battaglie legali che talvolta si avviano anche nel peggiore dei modi, possono avere un lieto fine.

  4. Credo che siano davvero rari i casi in cui due che si lasciano poi riescano a ritornare insieme e a lasciarsi tutte le cattiverie che si sono detti alle spalle. Certo, esiste il perdono e le persone possono cambiare, ma chi vi dice che se una persona vi ha matto del male non lo rifarà ancora? Magari guardandovi negli occhi vi mentirà spudoratamente e voi, fingerete di crederle, ma in fondo sapete benissimo che sta dicendo l’ennesima bugia. E allora che farete? Continuerete a perdonare e a rimanere perennemente infelici e insoddisfatti? Per cosa poi? Per un pugno di briciole? Là fuori ci sono miliardi di persone e voi volete proprio quella che vi ha fatto del male e vi ha distrutto psicologicamente ed ha stravolto la vostra vita? Ma allora siete proprio masochisti! E ditelo no?!

  5. Il mio ex mi ha lasciato per un’altra e poi è tornato strisciando scusandosi senza vergogna e dicendo a me di ragionare e di non gettare al vento tutti gli anni insieme. Io dovrei ragionare? Cioè lui fa l’infame ed io sono quella che dovrebbe ragionare? Io sarei stata disposta a perdonargli tutto, ma le menzogne no, quelle non ci riesco perché lui si è sempre mostrato come quello che avrebbe dato la vita per me e poi infatti ha dato la vita ad un’altra ed è tornato da me come un verme quando ha capito che io avevo ritrovato il mio equilibrio e finalmente mi ero ricostruita una nuova vita andando a convivere con il mio nuovo compagno. Ecco, sinceramente, la nostra separazione non ha avuto affatto un lieto fine. Quelle sono storie da film. Ma nella vita reale uno non si fa imbambolare più volte sempre dallo stesso scemo

  6. Dopo la nostra separazione, io e la mia ex non avendo avuto figli non ci siamo più rivisti. Era una scelta consensuale perché la convivenza era diventata intollerabile. Lei era tornata a vivere dai suoi ed io ero rimasto nella nostra casa. E’ stato difficile perché ovunque mi girassi mi venivano in mente mille ricordi. E mi sono domandato mille volte come fossimo arrivati a stancarci l’una dell’altro. Ormai, non c’era più entusiasmo, non c’era più intenzione di riprovarci. Una sera ci siamo ritrovati ad una festa di amici comuni. Nel frattempo, entrambi abbiamo avuto un’altra relazione ma non è andata. Allora, quella sera ci siamo rivisti e abbiamo parlato, abbiamo riso, come se avessimo fatto un tuffo nel passato. Da lì, non ci siamo più lasciati. Lei è ritornata subito a vivere con me nella nostra casa. Una riconciliazione inaspettata

  7. Io e la mia ex ci siamo separati. Dopo un po’, abbiamo ritentato a riconciliarci. Per qualche mese sembrava fossimo ritornati quei giovani sposini dei primi anni, ma dopo appena un anno eravamo punto e a capo. La fiamma si era spenta, ormai, non c’era più desiderio, eravamo come fratello e sorella. Insomma, la morte del matrimonio. Quindi, nostro malgrado, nonostante i ripetuti tentativi, era davvero finita

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