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Scioglimento del matrimonio: ultime sentenze

6 Dicembre 2019
Scioglimento del matrimonio: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: pronuncia di scioglimento del matrimonio; accertamento delle condizioni per lo scioglimento del matrimonio; procedimento per lo scioglimento del matrimonio.

Quali sono i presupposti necessari per lo scioglimento del vincolo coniugale? Quando va accolta la domanda di scioglimento del matrimonio? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.

Scioglimento del matrimonio: giurisdizione

Le disposizioni dei Regolamenti CE n. 2201/2003 e della Direttiva n. 4/2009 hanno carattere settoriale, dettando norme sulla giurisdizione con esclusivo riferimento a specifiche tipologie di domande (in materia di scioglimento del matrimonio, di responsabilità genitoriale e di obbligazioni di mantenimento); ne consegue una frammentazione dei diversi criteri di giurisdizione astrattamente operanti nell’ambito della medesima controversia in cui siano formulate più domande, attenuata dal principio di c.d. concentrazione che riconduce le domande accessorie alla competenza del giudice chiamato a decidere sull’azione di stato proposta in via principale.

Tribunale Novara, 16/05/2019

Scioglimento del matrimonio: i presupposti

In tema di divorzio a domanda congiunta, l’accordo sotteso alla relativa domanda riveste natura meramente ricognitiva con riferimento ai presupposti necessari per lo scioglimento del vincolo coniugale, la cui sussistenza è soggetta a verifica da parte del tribunale, avente pieni poteri decisionali al riguardo. Per quanto invece concerne la prole ed i rapporti economici, la domanda congiunta assume valore negoziale nel cui merito il tribunale non deve entrare, salvo che le condizioni pattuite non si pongano in contrasto con l’interesse dei figli minori.

Ne consegue che la revoca del consenso da parte di uno dei coniugi risulta irrilevante sotto il primo profilo, non precludendo al tribunale il riscontro dei presupposti necessari per la pronuncia del divorzio, mentre è inammissibile sotto il secondo profilo, poiché la natura negoziale e processuale dell’accordo intervenuto tra le parti in ordine alle condizioni del divorzio ed alla scelta dell’iter processuale, esclude la possibilità di ripensamenti unilaterali, configurandosi la fattispecie non come somma di distinte domande di divorzio o come adesione di una delle parti alla domanda dell’altra, ma come iniziativa comune e paritetica, rinunciabile soltanto da parte di entrambi i coniugi  .

Cassazione civile sez. VI, 24/07/2018, n.19540

Scioglimento del matrimonio: le condizioni concordate tra i coniugi

In materia di scioglimento del matrimonio, le condizioni concordate dai coniugi possono essere recepite in sentenza, costituendo espressione della libera autonomia negoziale delle parti, purché conformi alla legge come nel caso in cui sussistano le condizioni previste dall’art. 3, n. 2, lett. b), della legge 1/12/70 n. 898.

Tribunale Bari sez. I, 24/07/2018, n.3246

Dichiarazione di scioglimento del matrimonio

Ai fini della dichiarazione di scioglimento del matrimonio, sussistono le condizioni previste dall’art. 3, n. 2, lett. b), della legge 1/12/70 n. 898, quando le pattuizioni concordate dalle parti, costituenti espressione della loro libera autonomia contrattuale, sono conformi alla legge.

Tribunale Bari sez. I, 24/07/2018, n.3243

Sentenza di scioglimento del matrimonio

Nell’ambito della cessazione degli effetti civili del matrimonio, costituiscono libera espressione della libertà negoziale delle parti le condizioni concordate circa l’affidamento condiviso dei figli, il collocamento presso la madre, la regolamentazione del diritto di visita e il contributo paterno al mantenimento dei figli. Possono dunque essere recepite nella sentenza di scioglimento del matrimonio.

Tribunale Bari sez. I, 10/07/2018, n.2946

Scioglimento del matrimonio: istruttoria

In caso di separazione pacificamente realizzata dinanzi l’ufficiale dello stato civile comunale, è necessario che il giudice, al quale le parti si rivolgono per ottenere lo scioglimento degli effetti civili del matrimonio, proceda ad adeguata istruttoria al fine di verificare, nello specifico, se sia intervenuta tra i coniugi una riconciliazione oppure se ricorrano le condizioni per la pronuncia di scioglimento del matrimonio.

Tribunale Fermo, 10/01/2018, n.6

La domanda di scioglimento del matrimonio

In tema di cessazione degli effetti civili del matrimonio, la domanda di scioglimento del matrimonio è fondata e merita accoglimento qualora risulti che la separazione dei coniugi, caratterizzata dalla mancanza di coabitazione e convivenza, da presumersi ininterrotta non essendo stata formulata eccezione in proposito né emergendo elementi di segno contrario, si è protratta ininterrottamente ben oltre il termine previsto dalla legge rispetto al momento in cui i coniugi comparvero dinanzi al Presidente del Tribunale in occasione della loro separazione personale. Sussiste dunque il presupposto previsto dal dall’art. 3 n. 2 lettera b) della legge 1.12.1970 n. 898, come modificata dalla legge n. 74/1987 Legge, e da ultimo dalla l. 06/05/2015 n° 55, applicabile ai giudizi in corso in forza dell’art. 3.

Tribunale Roma sez. I, 06/06/2017, n.11495

Scioglimento del matrimonio: il diniego della domanda

In tema di divorzio congiunto la revoca del consenso di una dei coniugi non comporta necessariamente il diniego della domanda di scioglimento del matrimonio. Si tratta infatti di una decisione che deve prendere il giudice avente presupposti completamente diversi da quella prevista per la separazione consensuale.

Cassazione civile sez. VI, 24/07/2018, n.19540

Scioglimento del matrimonio: il procedimento dinanzi all’ufficiale di stato civile

Nel procedimento per lo scioglimento del matrimonio dinanzi all’ufficiale di stato civile, ai sensi dell’art. 12 d.l. 12 settembre 2014, n. 132, convertito con modificazioni in legge n. 162/2014, la comparizione del coniuge può avvenire anche a mezzo di una terza persona, quando munita di procura speciale.

Tribunale Bari sez. I, 19/10/2016

Scioglimento del matrimonio: diritto della prole al mantenimento

A seguito della separazione personale tra coniugi (e a maggior ragione della pronuncia di scioglimento del matrimonio, identica essendo la ratio), anche la prole ha diritto ad un mantenimento tale da garantire un tenore di vita corrispondente alle risorse economiche della famiglia ed analogo per quanto possibile a quello goduto in precedenza, continuando a trovare applicazione l’art. 30 Cost. che, imponendo il dovere di mantenere, istruire ed educare i figli, obbliga i genitori a far fronte ad una molteplicità di esigenze, non riconducibili al solo obbligo alimentare, ma estese all’aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario e sociale, all’assistenza morale e materiale, alla opportuna predisposizione, fin quando l’età dei figli stessi lo richieda, di una stabile organizzazione domestica, idonea a rispondere a tutte le necessità di cura e di educazione.

Tribunale Rieti, 04/10/2019, n.706

Scioglimento del matrimonio e processo di divorzio

Nel processo di divorzio non trovano applicazione gli articoli 183 e 190 del codice di procedura civile, venendo in rilievo la disciplina speciale di cui all’articolo 4 della legge n. 898 del 1970 (come modificato dall’articolo 8 della legge n. 74 del 1987) volta ad accelerare la procedura di accertamento dei presupposti dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio, al fine di impedire condotte defatigatorie e ostative del convenuto, e in virtù della quale è riservata al giudice istruttore la possibilità di rimettere la causa al collegio per l’emissione della sentenza non definitiva relativa allo status quando la causa debba proseguire per la determinazione dell’assegno. Tali principi trovano applicazione anche nelle ipotesi in cui siano contestati i presupposti per la dichiarazione di cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Cassazione civile sez. VI, 26/07/2019, n.20323

Declaratoria di inammissibilità della domanda nel giudizio di divorzio

La declaratoria di inammissibilità della domanda volta al riconoscimento dell’assegno di divorzio, proposta tardivamente nel giudizio relativo allo scioglimento del vincolo matrimoniale, non ne limita la proponibilità in separato giudizio, ai sensi dell’art. 9 della l. n. 898 del 1970, pur in mancanza di fatti sopravvenuti, trattandosi di pronuncia processuale inidonea alla produzione del giudicato perché impeditiva dell’esame nel merito della domanda.

Cassazione civile sez. I, 26/06/2019, n.17102


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