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Termini per querela diffamazione

15 Novembre 2019 | Autore:
Termini per querela diffamazione

Offesa alla reputazione: entro quanto tempo si può sporgere querela? Cosa succede se si scopre tardivamente di essere stati diffamati alle spalle?

Una persona ti ha riferito che un tuo vecchio amico ha messo in giro alcune voci poco lusinghiere sul tuo conto: sono oramai mesi che ha rivelato un segreto che non volevi conoscesse nessuno e la gente ora ride alle tue spalle. Ti senti profondamente umiliato e offeso da quanto è accaduto; vorresti fare qualcosa ma pensi che oramai è troppo tardi per sporgere una querela per diffamazione, visto che sono già molti mesi che le voci sul tuo conto sono state messe in giro. In realtà, potresti essere ancora in tempo, visto che i termini per la querela per diffamazione cominciano a decorrere da quando tu ne hai avuto conoscenza.

Facciamo un altro esempio. Hai scoperto su facebook che una persona che conoscevi ha pubblicato una tua foto accompagnata da un commento ingiurioso. Hai segnalato il post al social network e dopo un po’ è stato rimosso. Nonostante sia stato eliminato, pensi comunque di aver subito un danno rilevante e intendi sporgere denuncia. Puoi ancora farlo oppure i termini per la querela per diffamazione sono scaduti? Prosegui nella lettura di questo articolo se vuoi conoscere le risposte a queste domande e vuoi saperne di più sull’argomento.

Parlare male di altri: quando è reato?

Quando si configura il reato di diffamazione? È la legge a spiegarcelo chiaramente: chiunque, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a milletrentadue euro [1].

La diffamazione, dunque, non è altro che la condotta idonea a ledere la reputazione di un’altra persona, la quale non deve essere presente al momento in cui il fatto avviene.

Per reputazione si intende la considerazione che altre persone hanno di colui che è stato offeso; la reputazione può riguardare il mero ambito sociale, oppure uno più ristretto, come ad esempio quello lavorativo o professionale.

Insomma, la reputazione corrisponde al senso di stima che le persone hanno nei confronti di un determinato individuo. Perché si integri la diffamazione è fondamentale che tale reputazione venga minata con commenti, espressioni o anche soltanto atteggiamenti irrispettosi, commessi alle spalle della vittima (in sua assenza) e in presenza di almeno altre due persone.

La diffamazione aggravata

La legge prevede alcune ipotesi in cui la diffamazione è punita più severamente: si parla in questi casi di diffamazione aggravata. Più nel dettaglio, ricorrono tali condizioni quando:

  • l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato;
  • l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico;
  • l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio.

Nel primo caso di diffamazione aggravata, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a duemilasessantacinque euro; nel secondo, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a cinquecentosedici euro; nel terzo, la legge si limita solamente a dire che la pena è aumentata rispetto all’ipotesi di diffamazione semplice.

Diffamazione: dopo quanto tempo si può querelare?

La diffamazione è un reato procedibile a querela di parte. Cosa significa? Vuol dire che, se la persona offesa non denuncia il fatto alle autorità, nessun altro potrà farlo al suo posto e la polizia giudiziaria non potrà attivarsi per punire il colpevole.

La querela, però, ha un termine, nel senso che deve essere presentata entro un lasso di tempo stabilito dalla legge. Come per (quasi) tutti gli altri reati procedibili a querela, il termine per segnalare la diffamazione alle autorità è di tre mesi, che decorrono dal momento in cui la vittima ha avuto percezione dell’offesa. La legge [2], infatti, dice che il diritto di querela non può essere esercitato, decorsi tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce il reato.

In poche parole, non importa tanto il momento in cui la diffamazione è stata posta in essere, quanto l’istante in cui la vittima ne ha avuto conoscenza. Ciò significa che, se in rete circola una tua immagine corredata di un commento ingiurioso, oppure pubblicamente sei stato disprezzato a gran voce, avrai tempo tre mesi per presentare querela a partire dal momento in cui hai avuto conoscenza dell’offesa: ad esempio, se si è trattato di un posto di Facebook offensivo, i tre mesi decorreranno dal momento in cui ne avrai preso anche tu visione, oppure da quando te l’avranno comunicato.

Querela diffamazione: tre mesi o novanta giorni?

Si potrebbe pensare che il termine per la querela per diffamazione, essendo pari a tre mesi, sia equivalente a novanta giorni. Non è così. Come ha avuto cura di specificare la giurisprudenza [3], il termine per proporre la querela è di tre mesi, e non di novanta giorni, decorrente dal giorno della notizia del fatto che costituisce il reato. Facciamo un esempio.

Il 3 aprile Tizio ha visualizzato su facebook un post per lui profondamente offensivo; il termine ultimo per presentare querela sarà il 3 luglio, cioè tre mesi dopo il giorno in cui ha avuto conoscenza dell’offesa. Se il termine per proporre querela fosse stato di novanta giorni, il termine ultimo sarebbe stato il 2 luglio, esattamente novanta giorni dopo la data della scoperta della diffamazione.

Esempi di termini per querela per diffamazione

Tizio, politico locale, scopre accidentalmente che in internet circola oramai da mesi un articolo in cui viene pesantemente ingiuriato per le sue scelte amministrative. Sentendosi offeso dalle parole profondamente ingiuste e denigratorie, Tizio intende sporgere querela nonostante siano diversi mesi che l’articolo sia stato pubblicato. La querela è ancora possibile, purché non venga sporta dopo tre mesi da quando ha avuto contezza delle offese.

Caio viene a sapere da Sempronio che, durante una rimpatriata tra vecchi compagni di classe, molti si sono divertiti a parlare male di lui e a svelare alcuni segreti che sarebbero dovuti rimanere tali. Offeso da questa condotta, Caio ha tre mesi di tempo da quando Sempronio gli ha riferito la notizia per sporgere querela.



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