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Di Maio ammonisce i dissidenti del Movimento 5 Stelle

14 Novembre 2019
Di Maio ammonisce i dissidenti del Movimento 5 Stelle

Una dura presa di posizione del leader pentastellato contro gli avversari interni: vadano fuori dal movimento, dentro qualche partito, non li rimpiangeremo.

Il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio sceglie Facebook per lanciare un monito agli avversari interni e li invita ad andarsene. In un lungo e duro post di oggi, diffuso dall’agenzia stampa Adnkronos, Di Maio dice senza mezzi termini «Chi fa il gioco del sistema si accomodi in un partito». E, per rimarcare ancor di più il concetto, aggiunge: «Chi guarda gli affari suoi conosce la strada, non lo piangeremo».

Ecco il contenuto delle dichiarazioni, da cui trapela la preoccupazione dell’attuale capo dei pentastellati di evitare le spaccature e di mantenere coeso il Movimento rispetto alle fronde dei “malpancisti” e dei dissidenti dalla linea portata avanti dallo stesso Di Maio. Lo fa senza citare nomi, ma il suo messaggio appare chiaro agli interessati, che in questi giorni avevano preso posizioni autonome con dichiarazioni rese alla stampa.

«In un momento difficile per tutti e per il Paese, vedo che c’è qualcuno più interessato ad alzare polemiche inutili sul Movimento, qualcuno che presta il fianco a una stampa che ci ha sempre disprezzato, che lo fa rincorrendo il suo ego, la propria visibilità, disinteressandosi di tutto quel che sta accadendo intorno a noi», scrive su Facebook il leader del M5S Luigi Di Maio.

«Lo dico chiaramente: qui nel Movimento 5 Stelle si lavora percambiare il Paese. Chi è interessato a fare il gioco degli altri e del sistema può accomodarsi in un partito. Il Movimento è un’altra cosa, il Movimento si occupa dei problemi delle persone, il Movimento è quella forza politica – lo ricordo per chi non l’avesse ancora capito – che taglia le poltrone in Parlamento, che non prende tangenti sulle opere pubbliche e che quando fa una scelta di politica economica, la fa pensando all’ambiente e alla salute di tutti noi. Tutto questo si ottiene lavorando ogni giorno a testa bassa, non alimentando retroscena su qualche giornale compiacente», avverte il capo politico pentastellato.

«L’ego umano lo conosciamo, e quando il Movimento è nato sapevamo bene che sarebbe potuto succedere che qualcuno di noi pensasse più ai suoi interessi che a quelli del Paese. Era una cosa prevedibile, nessuno si stupisce. Bene, chi di fronte alle vittime di Venezia e al dramma dell’Ilva preferisce guardarsi gli affari suoi, conosce la strada. Il Movimento non lo piangerà».



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