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Il federalismo fiscale è fallito: aumenti fino al 500% delle tasse regionali

Pubblicato il 16 luglio 2013

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> Pubblicato il 16 luglio 2013

Con il federalismo fiscale, le imposte locali sono aumentate del cinquecento per cento; a ciò non ha fatto da contropartita neanche a una diminuzione di quelle statali.

Il federalismo fiscale, anziché portare risparmi alla spesa dei cittadini, ha determinato un aumento della tassazione. In 40 anni, infatti, il fisco regionale è salito di trenta volte.

Venti anni di fisco decentrato non sono serviti neanche a raggiungere l’obiettivo di una miglior gestione delle politiche pubbliche e dei loro costi nella prospettiva di quell’autonomia impositiva degli enti locali che, per il legislatore, doveva servire a garantire la sostanziale invarianza della pressione fiscale.

Dal 1992, la spesa delle amministrazioni locali è salita del 126%, mentre quella delle amministrazioni centrali del 53%. Nel complesso la spesa corrente delle amministrazioni pubbliche è aumentata dell’82,5%.

All’aumentare delle tasse locali non ha fatto da contropartita neanche un calo dei tributi statali, così come ci si aspettava. Nel 2000, quando il fisco regionale è nato, finiva alle regioni il 27,5% del gettito. Nell’ultima ripartizione si è arrivati al 52,89%. Aggiungendo la compartecipazione Iva, si arriva a 138 miliardi e a una percentuale del 9% del Pil (nel 1970 era lo 0,3%).

A fronte di questa esplosione della spesa locale, i trasferimenti delle amministrazioni centrali sono aumentati, in vent’anni, solo del 20%. Non sorprende, quindi, il boom delle imposte. Se a livello centrale sono aumentate del 95%, quelle degli enti locali sono cresciute da 18 a 108 miliardi, con un eccezionale incremento di oltre il 500%.

Come detto, l’esplosione del fisco locale non è stata accompagnata da un dimagrimento di quello nazionale. E a peggiorare il quadro ci pensano i nuovi aumenti. Il decreto “Iva-lavoro” ha previsto la possibilità per le regioni autonome di aumentare di un punto l’addizionale Irpef dall’anno prossimo. La stessa chance è stata offerta alle Regioni impegnate nei piani di rientro dell’extradeficit sanitario, con il risultato che dal 2014 l’Irpef regionale potrebbe arrivare al 3,33% in 11 Regioni e due Province autonome. Ma anche le altre Regioni non stanno a guardare perché le regole del federalismo fiscale prevedono la stessa possibilità dal 2015.


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