Quanti soldi si possono prelevare in contanti

14 Novembre 2019
Quanti soldi si possono prelevare in contanti

Prelievi allo sportello o al bancomat: i limiti in materia fiscale e quelli imposti dalla normativa sull’antiriciclaggio. 

Le nuove misure di contrasto all’evasione fiscale e quelle volte a favorire gli strumenti di pagamento elettronici (come carte di credito, bancomat e bonifici) portano a chiedersi quanti soldi si possono prelevare in contanti. C’è un limite all’uso del bancomat o alle richieste presentate allo sportello? Può il dipendente di banca pretendere di conoscere dal correntista la destinazione del denaro attinto dal proprio conto? 

Sul punto, si registra ancora molta incertezza. Si confonde, in particolar modo, la disciplina fiscale con quella relativa all’antiriciclaggio. Vediamo, dunque, di fare una distinzione e di spiegare quali sono i limiti al prelievo di contanti.

Prelievi di contanti: sono liberi?

Eccezion fatta per le società, che non possono prelevare più di mille euro al giorno o 5mila al mese senza riportare in contabilità la destinazione del denaro, tutti i privati possono prelevare contanti dallo sportello o dal bancomat senza alcun limite di tipo fiscale. In altre parole, l’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza – pur potendo sapere del prelievo grazie all’anagrafe tributaria – non staranno a chiedere spiegazioni o a pretendere documenti circa l’uso fatto dei propri soldi dal contribuente.

I prelievi di contanti dal bancomat vengono limitati dalla banca solo per prevenire possibili furti di denaro in caso di smarrimento o di sottrazione della tessera. Di solito, il limite di prelievo è fissato a 500 euro per giorno solare. Tuttavia, contattando il proprio istituto di credito, è possibile elevare tale soglia per chi ha particolari esigenze. Le stesse banche, però, sono restie a consentire eccessive aperture: da un lato per evitare che le macchine Pos rimangano sprovviste di contanti, dall’altro per evitare di dover rifondere i propri dipendenti in caso di truffe.

Questi limiti non esistono, invece, per i prelievi di contanti allo sportello, salvo quanto andremo a vedere a breve nel paragrafo dedicato alle segnalazioni in materia di antiriciclaggio.

Ritornando alla disciplina fiscale, ciascuno è libero di prelevare dal proprio conto quanto vuole, ben oltre quindi il limite imposto per gli scambi di denaro tra soggetti differenti. L’importante è, ovviamente, prestare attenzione a come verranno spesi: se il correntista, dopo aver prelevato 5mila euro, decide di darli al proprio avvocato, commetterà un illecito perché la normativa vieta, dal 1° gennaio 2020, scambi di denaro superiori a 2mila euro. 

Prelievi di contanti: c’è segnalazione?

Una normativa, che rispetto a quella fiscale si pone su un diverso piano, impone alle banche di segnalare i prelievi di contanti che superano 10mila euro nell’arco di un mese solare. A stabilirlo è un recente provvedimento della Uif (l’Unità di Informazione Finanziaria) di cui abbiamo già parlato in Massimo prelievo contanti privati. 

Al superamento della soglia di 10mila euro nel periodo di riferimento, lo sportellista della banca che esegue l’operazione effettua una “registrazione” che viene archiviata dall’istituto di credito e, da lì, parte poi mensilmente la segnalazione alla Uif.

La segnalazione scatta anche se il superamento della soglia avviene attraverso più prelievi che, singolarmente presi, sono inferiori a 10mila euro ma che, sommati tra loro, raggiungono il limite. Ciò, però, vale solo se le operazioni sono pari o superiori a 1.000 euro l’una.

Tali segnalazioni, però, non sono dirette all’Agenzia delle Entrate o alla Guardia di Finanza ma alla Uif, un ufficio della Banca d’Italia. Questo valuta tutte le possibili operazioni sospette dietro le quali possono nascondersi reati particolarmente gravi come il contrabbando, la criminalità organizzata, la grossa evasione fiscale. Dunque, se sussistono gli indizi di una violazione penale, la Uif fa una segnalazione alla Procura della Repubblica per l’apertura di un procedimento penale. 

Si tratta, è bene chiarirlo subito, di «controlli» e non di «divieti», siamo fuori dal perimetro delle segnalazioni per operazioni sospette (Sos) ma comunque, secondo la Gdf e la Direzione investigativa antimafia, in un ambito che deve essere monitorato per incrociare informazioni su chi è troppo appassionato al contante, «strumento anonimo e non tracciabile». 

È però ovvio che il fascicolo potrebbe ben finire anche nelle mani dell’Agenzia delle Entrate che, a sua volta, andrebbe a verificare se sussistono i profili dell’evasione fiscale. E in quel caso, oltre all’indagine penale, scatterebbe anche la possibilità di un accertamento tributario. 

Un ulteriore limite ai prelievi in contanti scatta al superamento della somma di 12.500 euro in un’unica soluzione: in tal caso, la tua banca ti impedirà di prendere tanti soldi. Se li vuoi trasferire a un’altra persona, dovrai avvalerti di un intermediario abilitato (come la stessa banca, che potrebbe rilasciarti un assegno circolare). 

Quindi, se è vero che più prelievi di oltre 10mila euro nel complesso non possono essere vietati, seppure possono essere segnalati alla Uif, un prelievo oltre 12.500 euro è assolutamente vietato dalla normativa antiriciclaggio. 

Prelievi contanti per gli imprenditori

Come anticipato in apertura, per gli imprenditori soggetti a contabilità – e quindi anche per le società – c’è una disciplina diversa. I prelievi dal conto aziendale non possono superare 1.000 euro nell’arco di un giorno e comunque 5.000 euro nell’arco di un mese. In caso contrario, scatta l’obbligo di documentare la spesa, riportando il beneficiario del denaro in contabilità. Diversamente, scatta un accertamento fiscale.

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4 Commenti

  1. è possibile avere i rif normativi di
    – Prelievi contanti per gli imprenditori 1000/5000€
    – “limite ai prelievi in contanti scatta al superamento della somma di 12.500 euro in un’unica soluzione: in tal caso, la tua banca ti impedirà di prendere tanti soldi. ”

    il secondo punto soprattutto ha un importo (12.500) che non mi sembra più vigente

  2. Tutte le misure che si sono adottate dai vari organismi per limitare l’uso del contante e sulle quali le banche e lo Stato “ci marciano”, perché è un sistema con il quale si finanzia il sistema bancario con i soldi dei cittadini che finiscono nei bot e cct tramite le banche che lucrano gli interessi ridotti a zero o quasi per i risparmiatori, sono tutti in violazione dell’art. 1 del protocollo n. 1 CEDU. Essendo infatti il denaro come titolo di credito dello Stato o meglio, trattandosi di Euro, della Banca Centrale Europea, la quale appone interessi alle banche ridicoli ma utili a fornire l’alibi che esse non hanno bisogno dei risparmi dei Cittadini, i quali sono però obbligati a tenerli in banca…, “per la lotta all’evasione o al riciclaggio”, con conseguente azzeramento degli interessi che nel libero mercato dovrebbero pagare…, il denaro è però anche una merce di scambio e come tale un bene del suo possessore. Sicché per il citato art.1 “Nessuno può essere privato della sua proprietà o “dei suoi beni”,se non per pubblica utilità e nel rispetto dei principi internazionalmente riconosciuti” (alias: dietro pagamento del controvalore o indennità di esproprio). Ciò che è inaccettabile è che il raggiro del diritto provenga dalle istituzioni. È chiaro dunque che risorgano desideri di ordine, legalità, e rispetto dei diritti… che nella Storia fanno ricordare che si stava meglio quando si stava peggio…

  3. siamo in mano a lupi famelici, in giacca e cravatta con eleganza ti dissanguano col sorriso sulle labbra. il vero cancro del 21 secolo; PARASSITI SPECULATORI MANGIARISPARMI!

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