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Si mettono male le cose nel M5S per difendere Di Maio

14 Novembre 2019
Si mettono male le cose nel M5S per difendere Di Maio

Il leader non si tocca: la testuggine contro i dissidenti. Ora bisogna difendere Di Maio.

La ‘testuggine’ più volte evocata da Luigi Di Maio scende in campo per blindare proprio lui, il capo politico pentastellato. Fioccano post e comunicati a sostegno del ministro degli Esteri, a partire da Francesco Silvestri: “La leadership di Di Maio non è in discussione”, rimarca il capogruppo vicario alla Camera puntando il dito contro i retroscena giornalistici sulla crisi del leader grillino. Leggi Fuga di parlamentari dal M5s.

Di Maio non si tocca“, gli fa eco Michele Gubitosa. Interviene anche il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, per smentire l’esistenza di una frattura tra lui e il titolare della Farnesina. 

Leggi Di Maio a rischio leadership

Arrivano parole al miele per Di Maio da parte di Laura Castelli, viceministro dell’Economia: “Ogni mattina è un tiro al bersaglio, un accanimento mediatico davvero maniacale contro Di Maio… Nessuno ha il coraggio di raccontare che Luigi sta portando avanti, con coraggio, un processo gigantesco: innovare il Movimento, con grande altruismo”. “Di Maio è una guida autorevole, chi vuole dividerci non riuscirà”, assicura il sottosegretario agli Affari Ue Laura Agea.

È lo stesso capo politico in un lungo post su Facebook a lanciare un avvertimento a dissidenti e malpancisti: “Lo dico chiaramente: qui nel Movimento 5 Stelle si lavora per cambiare il Paese. Chi è interessato a fare il gioco degli altri e del sistema può accomodarsi in un partito”. Un invito, quello di Di Maio, a “lavorare a testa bassa”  senza alimentare “retroscena su qualche giornale compiacente”. Poi l’affondo: “Chi di fronte alle vittime di Venezia e al dramma dell’Ilva preferisce guardarsi gli affari suoi, conosce la strada. Il Movimento non lo piangerà”.

Parole che vengono commentate così dal deputato Giorgio Trizzino: “Fa bene Luigi Di Maio a chiedere a chi si occupa dei propri interessi personali ad accomodarsi in un altro partito e a ricordare che ben altri sono i problemi che sta affrontando l’Italia”, tuttavia, osserva il parlamentare siciliano, serve “un ripensamento dell’organizzazione interna” del M5S “ai fini di rafforzare la partecipazione degli aderenti”. A chi invoca l’intervento del garante Beppe Grillo, Trizzino replica: “Le cose devono risolverle i parlamentari stessi perché solo noi viviamo la storia politica del gruppo ed abbiamo la  responsabilità di governare il Paese”.



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