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Libretto postale pensione: come funziona

15 Novembre 2019 | Autore:
Libretto postale pensione: come funziona

È possibile accreditare la pensione sul libretto di risparmio delle Poste, con quali modalità si effettuano versamenti e prelievi?

Ad oggi sono operative diverse modalità di accredito della pensione: il pensionato, difatti, può scegliere se ritirare l’assegno mensile dell’Inps in contanti presso uno sportello delle Poste (solo se l’ammontare è inferiore a mille euro), oppure se farlo accreditare su conto corrente, carta prepagata o libretto.

Generalmente, scegliere l’accredito presso il conto corrente o il libretto delle Poste offre dei vantaggi per quanto riguarda la data di pagamento della pensione: questa, infatti, viene pagata il primo giorno bancabile del mese (ad eccezione della mensilità di gennaio). Le banche, però, non considerano il sabato giorno bancabile: di conseguenza, se il primo giorno bancabile del mese cade di sabato, a ricevere il pagamento della pensione sono soltanto gli utenti delle Poste, mentre coloro che hanno scelto l’accredito presso la banca devono attendere la giornata bancabile successiva, quindi devono aspettare almeno due giorni in più.

Il pensionato che sceglie di ricevere il pagamento presso le Poste può optare, oltreché per il ritiro della pensione in contanti presso lo sportello, per l’accredito nel conto corrente o nel libretto.

Ma il libretto postale pensione come funziona?

Innanzitutto, va osservato che il libretto postale beneficia di funzionalità più limitate, rispetto a un normale conto corrente. Il libretto postale, difatti, emesso da Cassa depositi e prestiti S.p.A. e collocato da Poste Italiane, è uno strumento di risparmio, dal funzionamento simile a quello di un salvadanaio: chi deposita i propri soldi nel libretto postale non rischia di perderli, perché sono garantiti dallo Stato, ed i risparmi producono degli interessi, anche questi garantiti dallo Stato (allo stato attuale, tuttavia, notevolmente bassi).

Aprire un libretto postale è molto semplice: basta infatti recarsi presso un ufficio postale e portare con sé un documento di identità valido ed il codice fiscale.

Inoltre, è importante non confondere il libretto postale pensione, che è un libretto di risparmio in cui viene accreditata la pensione, col libretto di pensione, che invece è il certificato di pensione, e che si trova anche nel sito web dell’Inps, nella sezione “Cedolini pensione- Certificato di pensione”.

Ma procediamo con ordine.

Chi può essere intestatario del libretto postale?

Il libretto postale ordinario può essere intestato a persone fisiche e giuridiche e può avere un massimo di quattro cointestatari. A partire dal 31 ottobre 2004, non sono possibili cointestazioni tra soggetti maggiorenni e minorenni, né tra minorenni.

È possibile far accreditare la pensione nel libretto?

La pensione può essere accreditata sul libretto postale ordinario. Chi accredita la pensione direttamente sul libretto ordinario beneficia di un’assicurazione gratuita per il furto di contante quando si preleva, che copre fino ad un massimo annuo di 700 euro.

Quanto costa aprire un libretto postale per la pensione?

Nessuna spesa o commissione è dovuta per l’apertura, la gestione e l’estinzione del libretto.

I costi di gestione del libretto postale sono normalmente pari a zero (può essere però dovuta un’imposta di bollo, il cui ammontare dipende dalla tipologia di libretto sottoscritta, dalla categoria a cui appartiene l’intestatario e dalla giacenza media), ma risultano molto bassi, ad oggi, anche gli interessi maturati. Sugli interessi, peraltro, è applicata una ritenuta fiscale del 26%.

Inoltre, il libretto postale, essendo uno strumento di risparmio, non permette di effettuare tutte le stesse operazioni consentite a chi ha un conto corrente.

Che cosa si può fare col libretto postale?

I versamenti in contanti e i prelievi possono essere effettuati presso qualunque ufficio postale, mentre il versamento di assegni può essere effettuato solo presso l’ufficio postale di radicamento del libretto.

Col libretto ordinario non è possibile effettuare prelievi giornalieri in contanti di importo superiore a 600 euro presso uffici postali diversi da quello di radicamento del libretto.

Per chi decide di collegare al libretto postale la carta libretto, è possibile effettuare versamenti sul libretto presso tutti gli uffici postali ed effettuare prelievi giornalieri in contanti di importo superiore a 600 euro anche in uffici differenti da quello di radicamento. Lo stesso vantaggio è previsto per chi sottoscrive il libretto smart dematerializzato.

Inoltre, per chi possiede la carta libretto, presso tutti gli uffici postali e gli sportelli automatici (ATM) del circuito Postamat è consentito:

  • prelevare contanti
  • controllare il saldo e la lista movimenti
  • effettuare operazioni di girofondi da o verso il proprio libretto.

La carta libretto non ha costi e può essere richiesta gratuitamente; per i possessori del libretto in forma dematerializzata (non cartacea), la carta libretto viene rilasciata subito, senza doverla richiedere.

Il rilascio della carta non è tuttavia consentito in caso di libretto cointestato a firma congiunta.

Si può pignorare la pensione accreditata sul libretto postale?

La pensione può essere pignorata sino al massimo di un quinto, ma per il solo importo che va oltre il cosiddetto minimo vitale, che corrisponde a 1,5 volte l’assegno sociale. L’importo del minimo vitale è pari, per il 2019, a 686,99 euro (457,99 euro- importo dell’assegno sociale- moltiplicato per 1,5).

Quando il pignoramento viene notificato alla banca o alle Poste non vale più il limite del minimo vitale. Tuttavia, le somme già depositate sul conto o sul libretto, alla data di notifica dell’atto, sono pignorabili solo per la parte che eccede il triplo dell’assegno sociale, ossia 1.373,97 euro (457,99 moltiplicato 3). Sulle mensilità di pensione successivamente accreditate dall’Inps, le Poste(o la banca) trattengono di volta in volta un quinto, per versarlo al creditore.

Queste regole valgono anche se il pignoramento riguarda non un conto corrente, ma il libretto postale in cui viene accreditata la pensione.

Il creditore può venire a sapere dell’esistenza di libretti di risparmio o di libretti postali della pensione, detenuti dal debitore, attraverso una verifica all’interno dell’Anagrafe dei conti correnti, dietro autorizzazione del Presidente del Tribunale. L’autorizzazione è concessa dopo l’avvenuta notifica dell’atto di precetto.


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