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Chi deve fare dimissioni telematiche

28 Novembre 2019
Chi deve fare dimissioni telematiche

Lasciare il proprio posto di lavoro è sempre una decisione delicata e, per questo, la legge esige che sia assicurata la reale volontà del lavoratore dimissionario.

Hai trovato un nuovo impiego e vuoi dimetterti dal tuo attuale posto di lavoro? Non sai cosa bisogna fare per rassegnare le dimissioni dal posto di lavoro? Innanzitutto, chiariamo subito che dimettersi dal posto di lavoro è un atto assolutamente libero. Nessuno può essere costretto a portare avanti un rapporto di lavoro a tempo indeterminato dal quale vuole uscire.

Proprio per tutelare fino in fondo la libertà e la reale volontà del lavoratore, la legge ha introdotto una apposita procedura online che deve essere seguita per rassegnare le proprie dimissioni. Ma chi deve fare dimissioni telematiche? Come vedremo, non tutti i lavoratori sono obbligati a seguire questa procedura ma solo alcuni.

Può apparire una complicazione ed una burocratizzazione eccessiva, ma le dimissioni telematiche in realtà hanno una funzione di tutela per il lavoratore.

Cosa sono le dimissioni?

La legge [1] riconosce la possibilità alle parti del rapporto di lavoro a tempo indeterminato di recedere dal contratto. Tuttavia, l’esercizio del recesso dal contratto di lavoro prevede obblighi differenti a seconda che a recedere sia il datore di lavoro o il dipendente.

Il datore di lavoro, infatti, può licenziare un dipendente solo se c’è una giusta causa o un giustificato motivo posto a fondamento del recesso. Inoltre, egli deve comunque, salva l’ipotesi della giusta causa di licenziamento, dare al dipendente il periodo di preavviso (o la relativa indennità sostitutiva) previsto nel contratto collettivo di lavoro applicato al rapporto di lavoro.

Il dipendente, al contrario, può dimettersi dal rapporto di lavoro senza alcun obbligo di motivazione, dando solo il preavviso (o la relativa indennità sostitutiva) previsto nel contratto collettivo di lavoro applicato al rapporto di lavoro. Anche in questo caso, il preavviso non è dovuto se le dimissioni sono determinate da una giusta causa (ad es. il datore di lavoro non paga lo stipendio, molesta la dipendente, etc.).

Le dimissioni del lavoratore sono, dunque, lo strumento con cui il dipendente comunica al datore di lavoro la sua volontà di recedere dal contratto di lavoro.

Fino a poco tempo fa, non esisteva una procedura specifica da seguire per dimettersi dal posto di lavoro. Bastava, dunque, una lettera o addirittura una mail per comunicare all’azienda la fine del rapporto.

Dimissioni telematiche: cosa sono?

La modalità tradizionale per rassegnare le dimissioni era, di certo, semplice e immediata ma si prestava a utilizzi fraudolenti da parte dei datori di lavoro.

In particolare, ci sono stati numerosi casi di dimissioni in bianco. In sostanza, quando venivi assunto, il datore di lavoro ti faceva firmare una lettera di dimissioni senza data, in bianco. In un momento successivo a te sconosciuto, quando il datore di lavoro non voleva più averti alle sue dipendenze, protocollava quella lettera e risultava così che tu ti eri dimesso.

Questa prassi è stata spesso usata per colpire le donne che restavano incinte. Proprio per la assoluta incivilità di questa consuetudine, la legge [2] ha introdotto una procedura online che deve essere seguita per dimettersi dal posto di lavoro e che ha l’obiettivo principale di assicurarsi che sia il dipendente, in modo assolutamente volontario, a decidere di dimettersi.

Per effetto di questo intervento normativo, a partire dal 12 marzo 2016, le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro devono essere effettuate esclusivamente in modalità telematiche, seguendo la apposita procedura online cui si può accedere dal sito web del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Un successivo Decreto Ministeriale [3] ha chiarito, più nello specifico, con quali modalità vanno rassegnate le dimissioni con la proceduta telematica oltre ad individure il modulo delle dimissioni e della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, la loro revoca, gli standard, le regole tecniche per la compilazione del modulo e per la sua trasmissione al datore di lavoro e all’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente.

La legge chiarische che le dimissioni rassegnate in modalità alternativa rispetto alla procedura telematica (e dunque, ad esempio, tramite l’invio di una semplice lettera cartacea) sono inefficaci.

Per questo, se un dipendente invia le dimissioni senza aver seguito la procedura online, il datore di lavoro deve renderlo edotto del fatto che esiste questo obbligo di legge e deve invitarlo a presentare le dimissioni con modalità telematica.

Chi deve fare dimissioni telematiche?

Le dimissioni telematiche sono, ormai, la regola generale da seguire per rassegnare le dimissioni dal rapporto di lavoro e per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. Esistono, tuttavia, delle fattispecie che restano escluse da questo obbligo.

In particolare, restano fuori dal campo di applicazione della disciplina relativa alle dimissioni telematiche:

  • il rapporto di lavoro domestico;
  • i casi di risoluzione a seguito di conciliazione stragiudiziale;
  • le ipotesi nelle quali il lavoratore deve convalidare le proprie dimissioni presso l’Ispettorato territoriale del lavoro [4];
  • i rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni.

La principale ipotesi di esclusione dalla procedura telematica riguarda, oltre al lavoro domestico ed al lavoro pubblico, le fattispecie in cui la legge richiede la convalida delle dimissioni presso l’Ispettorato territoriale del lavoro.

In particolare, sono soggetti a seguire la procedura di convalida i lavoratori genitori di figli di età inferiore a tre anni che si dimettono dal rapporto di lavoro.

Ciò in quanto, come accennato prima, spesso le dimissioni delle neo-mamme sono state indotte dal datore di lavoro e, per evitare tali abusi, la legge ha previsto la convalida delle dimissioni innanzi ad una struttura pubblica per accertare la effettiva volontà della neo-mamma di lasciare il posto di lavoro.

Dimissioni telematiche: qual è la procedura?

Chiarito cosa sono le dimissioni telematiche e a chi si applicano vediamo, ora, qual è la procedura che deve seguire un lavoratore che vuole dimettersi in modalità telematica.

Innanzitutto, ci sono due opzioni a discrezione del lavoratore. Il dipendente dimissionario, infatti, può decidere di procedere di persona, in autonomia, alla procedura telematica di dimissioni oppure può decidere di farsi assistere e supportare da uno dei soggetti intermediari autorizzati alla procedura. Tali soggetti sono:

  • patronati;
  • organizzazioni sindacali;
  • commissioni di certificazione dei contratti di lavoro;
  • enti bilaterali;
  • consulenti del lavoro;
  • sedi territoriali dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

Se il lavoratore decide di procedere in autonomia deve essere dotato di uno dei seguenti codici di identificazione digitale:

  • il Pin dispositivo Inps: si tratta di un il codice personale che consente ad ogni cittadino di accedere ai servizi telematizzati dell’Inps. Il Pin dispositivo è composto da 16 caratteri e, se il lavotore non lo possiede, può essere richiesto collegandosi al portale dell’Istituto di previdenza oppure recandosi presso una delle sedi territoriali Inps; oppure lo
  • Spid, acrnonimo di Sistema Pubblico di Identità Digitale. E’ un sistema che consente di identificare il cittadino nella sua operatività online con la Pubblica amministrazione.

Una volta in possesso del Pin dispositivo Inps o dello Spid, il lavoratore che intende dimettersi può accedere direttamente al form online, sul sito del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per rassegnare le dimissioni o la risoluzione consensuale del rapporto di lavoto in modalità telematica.

Nel form, devono essere inseriti una serie di dati relativi al lavoratore ed al datore di lavoro.

In verità, i dati da inserire cambiano a seconda di quando è iniziato il rapporto di lavoro. In particolare:

  • per i rapporti di lavoro sorti a partire dal 2008 la gran parte dei dati da inserire verranno recuperati automaticamente dal sistema, che li attingerà dalla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente;
  • diversamente, per i rapporti di lavoro sorti prima del 2008, il recupero automatico non è possibile e, allora, sarà il lavoratore che compila il form a dover indicare alcuni dati del datore di lavoro, come il codice fiscale, il comune in cui si trova la sede di lavoro e l’indirizzo e-mail o Pec del datore di lavoro.

Una volta compilata questa prima schermata, il lavoratore dovrà indicare la tipologia di comunicazione.

In particolare, la comunicazione può avere ad oggetto:

  • dimissioni volontarie;
  • dimissioni per giusta causa;
  • risoluzione consensuale del rapporto di lavoro;
  • revoca delle dimissioni;
  • revoca della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

Una volta inserita la tipologia di comunicazione, il sistema ufficializza la data di trasmissione (cosiddetta marca temporale). A questo punto, siamo alla fase finale della procedura. Il dipendente deve ricontrollare e, quindi, confermare i dati inseriti. Potrà, quindi, scaricare direttamente il modello in formato PDF.

Il modello di comunicazione verrà, dunque, inviato automaticamente alla casella e-mail o Pec del datore di lavoro ed all’Ispettorato nazionale del lavoro competente per territorio.

La comunicazione di dimissioni/risoluzione consensuale del rapporto di lavoro/revoca sarà inviata dal seguente indirizzo di sistema: dimissionivolontarie@pec.lavoro.gov.it.

Al fine di garantire ulteriormente la reale volontà del lavoratore di dimettersi dal posto di lavoro e di evitare che le dimissioni siano state rese sotto il condizionamento del datore di lavoro, la legge prevede che le dimissioni volontarie già comunicate con procedura telematica possano essere, entro sette giorni dalla comunicazione, revocate.

Per procedere alla revoca delle dimissioni occorre seguire il medesimo iter procedurale che abbiamo visto per la comunicazione delle dimissioni telematiche.


note

[1] Art. 2118 cod. civ.

[2] D. Lgs. n. 151/2015.

[3] D. M. del 15.12.2015.

[4] Art.55 co. 4 D. Lgs. 151/2001.


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