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Bei: stop credito a fonti fossili

15 Novembre 2019
Bei: stop credito a fonti fossili

La Banca Europea per gli Investimenti smetterà di finanziare in campo energetico progetti basati sui combustibili fossili “non abbattuti”, “incluso il gas”, a partire dal  2021.

Ieri sera, la Banca Europea per gli Investimenti, creata nel 1958 per finanziare i progetti in linea con gli obiettivi politici della Cee e oggi dell’Ue, che ha sede a Lussemburgo ha annunciato che dal 2021 non finanzierà i nuovi progetti sul gas naturale. Con la nuova politica rivista degli investimenti in campo energetico, la banca guidata da Werner Hoyer ha fissato un nuovo standard di performance nel campo delle emissioni di 250 grammi di anidride carbonica per kilowattora, meno della metà dello standard attuale, che è di 550 grammi di anidride carbonica per kilowattora.

Il consiglio di amministrazione della Bei, composto principalmente da ministri delle Finanze dei 28 Stati membri dell’Ue, è stato chiamato in ballo più volte da gruppi ambientalisti affinché venissero esclusi proprio questi investimenti.

La decisione, presa durante la riunione di ieri, è stata approvata da un’ampia maggioranza degli Stati azionisti e segna un passo in avanti verso la promozione delle fonti rinnovabili con l’obiettivo di raggiungere un’economia neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050.

Già nel 2013, la politica per la concessione dei crediti era stata rivista, facendo della Bei la prima istituzione finanziaria internazionale al mondo a porre termine al finanziamento della generazione di energia attraverso il carbone e la lignite, tramite l’adozione di uno standard di emissioni più stringente. Diversi Paesi membri, tra cui Germania, Polonia, Romania e Italia erano contrari ad una svolta radicale sul gas, ha spiegato nei giorni scorsi incontrando la stampa a Bruxelles l’eurodeputato olandese dei Verdi Bas Eickhout.

La decisione della Bei era molto attesa, ha spiegato Eickhout, perché “ciò che decide la Bei segnala quello che le banche private faranno in seguito. Del resto, non è questo il ruolo di una banca pubblica? L’abbiamo creata per questo. Da quello che sentiamo, alcuni temono” che la Bei si spinga “troppo oltre”. Una politica creditizia ‘carbon free‘ ha un impatto non trascurabile sull’economia Ue, visto il ruolo fondamentale che hanno le banche nell’allocazione delle risorse.

I finanziamenti della Bei, come riporta la nota stampa dell’agenzia Adnkronos, innescheranno “un trilione”, cioè mille miliardi di euro, di investimenti nel prossimo decennio, secondo le stime dell’istituto con sede a Lussemburgo. La nuova politica creditizia della banca dell’Ue per il settore energia sarà basata su cinque principi: priorità all’efficienza energetica, per sostenere i nuovi target Ue previsti dalla direttiva in materia; andare avanti nella ‘decarbonizzazione’ dell’energia, attraverso un “maggiore sostegno” alle tecnologie a basso o zero tenore di anidride carbonica, con l’obiettivo di raggiungere nell’Ue il 32% della produzione energetica da fonti rinnovabili.

E ancora: aumento dei finanziamenti per la produzione decentralizzata di energia, lo stoccaggio innovativo della stessa e la mobilità elettronica; assicurare investimenti nelle reti, che sono “essenziali” per le nuove fonti di energia, che sono intermittenti e non continue,  come l’eolico e il solare, oltre al “rafforzamento delle interconnessioni transfrontaliere”.

La Bei punta anche ad “aumentare l’impatto degli investimenti per sostenere la trasformazione energetica fuori dall’Ue“. Il clima, sottolinea il presidente della Bei Werner Hoyer, “è il problema principale dell’agenda politica del nostro tempo. Gli scienziati stimano che ci stiamo attualmente dirigendo verso un aumento delle temperature di tre-quattro gradi centigradi entro la fine del secolo”. “Se questo accadrà – prosegue Hoyer – grandi porzioni del nostro pianeta diventeranno inabitabili, con conseguenze disastrose per i popoli in tutto il mondo”.

“La banca dell’Ue – continua Hoyer – è stata la banca europea del clima per molti anni. Abbiamo deciso di fare un salto quantico in questa ambizione. Smetteremo di finanziare i combustibili fossili e lanceremo la più ambiziosa strategia di investimento sul clima di qualsiasi istituzione finanziaria pubblica in qualunque luogodella terra”.

“Ringrazio gli azionisti della banca, gli Stati membri dell’Ue, per laloro collaborazione negli ultimi mesi. Lavoreremo a stretto contatto con loro e con il Consiglio dei Ministri dell’Ue, con la Commissione Europea, con il Parlamento Europeo, con le istituzioni internazionali e finanziarie e, cosa ancora più importante, con il settore privato, per sostenere” l’obiettivo di arrivare ad avere una “economia europea neutra per il clima entro il 2050”, conclude Hoyer.

Per Andrew McDowell, vicepresidente della Bei con delega all’Energia, “le emissioni di anidride carbonica dell’industria energetica globale hanno raggiunto un nuovo massimo nel 2018. Dobbiamo agire con urgenza per contrastare questo trend. L’ambiziosa politica creditizia per il settore energetico adottata dalla Bei – conclude – è una pietra miliare cruciale nella lotta contro il riscaldamento globale“.

La nuova policy sul credito all’energia della Bei sarà attiva a partire dalla fine del 2021, ma il gruppo “allineerà tutte le attività di finanziamento con gli obiettivi dell’accordo di Parigi a partire dalla fine del 2020”. La bozza della strategia presentata in luglio dalla Bei, spiega il Climate Action Network, una Ong che raccoglie oltre 160 organizzazioni attive in 35 Paesi europei, prevedeva di terminare la maggior parte dei finanziamenti entro la fine del 2020. Dalla presentazione della prima bozza, “diversi Stati membri, inclusa la Germania, ma anche la Commissione Europea, sono riusciti a introdurre delle modifiche alla policy, cosa che consentirà alla banca di continuare a finanziare alcuni progetti basati su gas fossili fino al 2021”. Si tratta dei cosiddetti Pci, cioè i Projects of Common Interest, Progetti di interesse comune dell’Ue.

La Germania, che si era opposta alla prima bozza della strategia, potrebbe alla fine aver votato a favore della nuova politica creditizia. E anche l’Italia, secondo quanto ha dichiarato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, “ha votato a favore della nuova strategia perché all’allarme per il cambiamento climatico devono seguire scelte coerenti”. Germania, Italia e Polonia si erano opposti nei mesi scorsi alla nuova policy “perché volevano nuovi prestiti a favore del gas”, ma poi Berlino e Roma hanno cambiato posizione. Dunque, “l’Italia ha dimostrato di aver capito l’importanza di mettere fine a tutti i finanziamenti di progetti con combustibili fossili“.

La decisione della Bei “invia un segnale al settore energetico e alla comunità finanziaria globale e cioè che l’era dei combustibili fossili sta volgendo al termine”. E’ il commento di Greenpeace allo stop, annunciato dalla Banca europea per gli investimenti, ai finanziamenti a progetti che prevedono il ricorso a combustibili fossili, gas compreso, a partire da fine 2021.

Per Piotr Wojcik di Greenpeace Campagna Finanziaria, “l’emergenza climatica continua a intensificarsi, e l’Europa non può permettersi di sprecare un altro giorno o un altro euro in combustibili fossili. Tutti i finanziamenti per combustibili fossili dovrebbero essere vietati, incluso il gas fossile“.



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