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Il collocamento obbligatorio dei disabili nei posti di lavoro

16 Luglio 2013 | Autore:


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Collocamento obbligatorio dei disabili anche con contratto di lavoro a tempo determinato e senza apposita convenzione con la Pubblica Amministrazione

La legge [1] disciplina il collocamento lavorativo dei disabili, con l’obbiettivo di garantire l’inserimento e la reintegrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro, valorizzando le potenzialità del disabile, al fine di individuare le occupazioni più congrue.

Soggetti

I destinatari di questa disciplina sono:

– persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e i portatori di handicap intellettivo, con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%;

– persone invalide al lavoro con un grado di invalidità superiore al 33%;

– persone sordomute o non vedenti;

– persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalidate per servizio con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria (secondo la Tabella annessa al Testo Unico delle norme in materia di pensioni di guerra).

Possono essere iscritti nelle liste del collocamento obbligatorio, sussistendone i requisiti di disabilità, oltre che tutti i cittadini dell’Unione europea, anche i cittadini extracomunitari [1].

 

Soggetti obbligati all’assunzione

Sono obbligati ad assumere disabili tutti i datori di lavoro che occupano più di 15 dipendenti: a seconda del numero di lavoratori occupati, tali datori dovranno riservare un certo numero di posti di lavoro alle categorie di lavoratori suddetti [2].

In particolare, dovranno essere assunti:

– un lavoratore per datori che occupano tra i 15 e i 35 dipendenti;

– due lavoratori, per datori che occupano da 36 a 50 dipendenti;

– il 7% dei lavoratori, per datori che occupano più di 50 dipendenti.

L’organico aziendale su cui computare la quota di riserva si calcola considerando tutti i lavoratori in forza ed escludendo:

– i lavoratori divenuti inabili a seguito di infortunio o malattia occorsi durante lo svolgimento dell’attività lavorativa;

– i lavoratori assunti ai sensi della stessa normativa in questione [1], i dirigenti, i soci di cooperative di produzione e lavoro, i telelavoratori, i lavoratori a domicilio disabili occupati per l’orario normale di lavoro, i lavoratori in part-time, considerandoli per la quota di orario effettivamente svolto;

– i lavoratori con contratto di formazione e lavoro e con contratto di inserimento, gli apprendisti, i lavoratori forniti da imprese di somministrazione, i lavoratori assunti per svolgere esclusivamente attività all’estero.

Presso i centri per l’impiego è quindi istituito un unico elenco pubblico in cui risulta la graduatoria regionale in cui devono iscriversi gli aventi diritto.

I datori di lavoro, raggiunta la soglia dimensionale prevista dalla legge, devono quindi inoltrare apposita richiesta di assunzione agli uffici competenti o stipulare apposite convenzioni ai sensi dell’art.11 della predetta legge.

Modalità di assunzione

Il datore di lavoro indica specificamente il nome del lavoratore disabile che intende assumere, per tutte le assunzioni compiute da datori di lavoro che occupano da 15 a 35 dipendenti, per i partiti politici, le organizzazioni sindacali e sociali e gli enti da essi promossi; per il 50% delle assunzioni cui sono tenuti i datori che occupano da 36 a 50 dipendenti; per il 60% delle assunzioni cui sono tenuti i datori di lavoro che occupano più di 50 dipendenti [3].

L’assunzione avviene invece mediante avviamento diretto da parte dei centri per l’impiego degli iscritti nella graduatoria regionale, in tutti gli altri casi [4].

Il datore di lavoro è tenuto a presentare agli uffici competenti la richiesta di assunzione entro 60 giorni dal momento in cui scatta l’obbligo di assunzione di lavoratori disabili.

L’assunzione del lavoratore disabile può avvenire anche attraverso la stipulazione di convenzioni tra datori di lavoro e centri per l’impiego e concordando con questi ultimi, sulla base delle proprie esigenze e di quelle dell’invalido, la durata del rapporto di lavoro.

Nelle convenzioni stipulate tra le Imprese e la Pubblica Amministrazione sono stabiliti i tempi e le modalità delle assunzioni che il datore di lavoro si impegna ad effettuare. Tra le modalità che possono essere convenute vi sono anche la facoltà della scelta nominativa, lo svolgimento dei tirocini con finalità formative o di orientamento, l’assunzione con contratto di lavoro a termine, lo svolgimento di periodi di prova più ampi di quelli previsti dal contratto collettivo.

Le convenzioni sono generalmente a tempo determinato. Diversamente da quanto previsto dalla legge in generale per il contratto di lavoro a tempo determinato, le convenzioni stipulate da un’impresa con la Pubblica Amministrazione per l’assunzione a termine di un disabile non richiedono l’indicazione, nel relativo contratto, delle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo che giustificano l’apposizione del termine

Per le assunzioni a termine senza apposita convenzione, in assenza di previsioni legislative in materia, il Ministero del Lavoro ha affermato [5] che si ritiene possibile l’assunzione di lavoratori disabili con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato [6] e quindi, in assenza di precisazioni ministeriali ulteriori, anche in mancanza di una convenzione.

note

[1] L. 68/1999.

[2] C. Cost. sent. n. 454 del 16.12.1998.

[2] Cosiddetta “quota di riserva

[3] Assunzione nominativa.

[4] Assunzione numerica.

[5] Ministero del Lavoro – Interpello n. 66 del 31 -07-2009.

[6] Ai sensi e nel rispetto del D.Lgs. n.368/01.


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