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Arriva il social network sulla fertilità

15 Novembre 2019
Arriva il social network sulla fertilità

Difficoltà a concepire: arriva Connegs una nuova piattaforma online per le coppie che non possono avere figli.

In Italia, una coppia su cinque non riesce ad avere un bambino. Per fugare dubbi, confrontarsi e trovare supporto arriva Conneggs, un social network sulla fertilità e la procreazione medicalmente assistita, lanciato dalla start up romana Mabu srl. In Italia si stima che più del 15% delle coppie soffra di infertilità e, secondo l’Istat, quasi la metà delle donne in età fertile (18-49 anni) non ha figli: il tasso di fecondità totale nel 2018 è stato di 1,32 figli per donna, il più basso, insieme alla Spagna, nell’Ue.

Nel nostro Paese, ricordano gli ideatori del social in una nota che La Legge per Tutti ha appena ricevuto dall’agenzia stampa Adnkronos, una coppia su cinque non riesce ad avere figli in modo naturale e nel 2017 (sulla base dei dati più recenti forniti dal Registro nazionale Pma dell’Istituto superiore di sanità) sono state 78.366 le coppie italiane trattate con tecniche di fecondazione assistita.

Conneggs è nato da una mia esigenza personale – spiega Steffi Pohlig,founder di Conneggs, 37 anni, tedesca in Italia da 20 anni e madre di due bambini, Margherita e Tommaso, nati grazie a tecniche di Pma – Volevo creare un luogo per le donne che hanno problemi di infertilità, un luogo anonimo dove possono parlarsi, ascoltarsi, confrontarsi e scambiarsi idee in cui il problema della fertilità, o della gravidanza che non arriva nei tempi desiderati, non venga sminuito o banalizzato. Quando ho scoperto che non riuscivo a fare un figlio mi sono trovata sola e ho vissuto anni pieni di solitudine e isolamento: non uscivo più e non volevo vedere più nessuno anche perché quando non riesci a rimanere incinta tutti, amici e parenti, ti incoraggiano dicendoti ‘vedrai che adesso viene, devi solo rilassarti’. Però non è così facile e il problema viene sempre sminuito. Ecco, mi piacerebbe che Conneggs diventasse un luogo dove non solo si possono scambiare esperienze, emozioni e paure, ma anche un luogo dove le donne si possono fare forza e coraggio a vicenda, pur non conoscendosi. Un luogo dove la solitudine non esiste più”.

La condivisione dell’esperienza, per chi affronta un percorso di Pma, è fondamentale: “Le donne che soffrono di problemi di infertilità – dichiara Cecilia Mencacci, medico chirurgo specialista in endocrinologia e malattie del ricambio presso l’European Hospital di Roma – vedono stravolta la loro vita quotidiana e hanno assoluto bisogno di una condivisione dell’esperienza con altre persone che come loro stanno vivendo o hanno già vissuto queste problematiche. Riuscire a condividere con altri la propria situazione aiuta le donne a ridurre i loro livelli di ansia e preoccupazione. Il percorso è sicuramente impegnativo, con aspettative molto alte che i pazienti riversano su noi medici”.

A Conneggs ci si può iscrivere gratuitamente sia scaricando l’App dall’App Store e da Google Play, sia registrandosi sul sito www.conneggs.com. Una volta iscritte le utenti – sono tutte donne – creano il proprio profilo completamente anonimo e accedono alla loro personal page. Qui possono leggere tutti i post pubblicati dalle altredonne sui gruppi predefiniti ai quali decidono di iscriversi. Attualmente, il social ne ha 9, fra cui Monitoraggio dell’ovulazione o Inseminazione intrauterina. Ci sono i Calendar groups ai quali le utenti possono accedere, inserendo la data di un inizio trattamento che può accomunarle con altre donne, iniziando così un cammino insieme. E gruppi di follow up, formati da donne incinte e mamme.


3 Commenti

  1. Una bella idea per quelle coppie che vorrebbero avere un figlio e purtroppo non ne hanno la possibilità a causa dell’infertilità della persona che amano… Ecco vorrei sapere se avete qualche informazione aggiuntiva sulla fecondazione medicalmente assistita. quale procedura occorre seguire? vi fringrazio anticipatamente per la vostra consueta disponibilità

    1. L’accesso alla procreazione medicalmente assistita è consentito solo in presenza di condizioni non modificabili che impediscano la procreazione. Possono farvi ricorso:
      le coppie che non sono state in grado di procreare dopo un anno di rapporti sessuali non protetti e mirati;
      le coppie in cui uno o entrambi i partner sono affetti da una condizione fisica permanente che rende impossibile la procreazione.
      La condizione di sterilità può essere attestata da parte di ogni medico abilitato all’esercizio della professione, ma per accedere alla procreazione medicalmente assistita è necessario che il certificato venga compilato dal medico responsabile del centro che attua tali procedure o da medici che abbiano specializzazioni attinenti (genetisti, ginecologi, andrologi).
      La fecondazione medicalmente assistita viene definita omologa quando vengono utilizzati i gameti femminili e maschili della coppia sterile. Nella fecondazione medicalmente assistita eterologa vengono utilizzati ovociti o spermatozoi appartenenti a soggetti diversi quindi con un patrimonio genetico differente. Possono essere utilizzati ovociti da donatore (eterologa femminile), spermatozoi da donatore (eterologa maschile), oppure entrambi i gameti da donatore (embriodonazione).
      La procreazione medicalmente assistita eterologa può essere:
      femminile (ovodonazione): vengono utilizzati gli spermatozoi del partner per inseminare ovociti appartenenti a una donna diversa (donatrice) da quella nel cui utero viene trasferito l’embrione. Trova indicazione in presenza di insufficienza ovarica o patologia genetica materna. La procedura utilizzata è la tecnica di secondo o di terzo livello;
      maschile: consiste nella fecondazione dell’ovocita da parte di spermatozoi da donatore (banche del seme). Trova indicazione in presenza di azoospermia, insuccesso della tecnica di iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI), disfunzione eiaculatoria incurabile, malattia genetica. La procedura utilizzata è la tecnica di secondo o di terzo livello;
      embriodonazione: gli ovociti da donatrice vengono fecondati in vitro con spermatozoi da donatore (banca del seme) e successivo trasferimento nell’utero.

  2. Credo che sia una bella iniziativa ed una piattaforma utile per coloro che soffrono nel non riuscire ad avere un figlio. Ecco Chi le ha provate tutte e purtroppo non riesce a concepire un bambino, può ricorrere all’adozione. Ci sono tanti bambini in cerca di una famiglia amorevole che possa sostenerli e coccolarli, in quanto gli sono state negate le attenzioni e l’affetto di cui hanno bisogno in tenera età e che solo una famiglia può dargli.

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