I compiti a casa nel weekend sono dannosi?

15 Novembre 2019
I compiti a casa nel weekend sono dannosi?

Il pediatra avverte gli insegnanti: sono dannosi soprattutto per i bambini che fanno il tempo pieno. E consiglia cosa fare nei weekend al posto dei compiti.

È una delle domande più ricorrenti dei genitori: i compiti a casa fanno male? La risposta non è mai stata univoca: insegnanti, educatori e medici sono sempre stati divisi. Stavolta però arriva un’indicazione più chiara, anche se non riguarda tutti i compiti a casa ma soltanto quelli assegnati nel fine settimana, i week end di sabato e domenica.

A fornirla è un pediatra, Italo Farnetani, ordinario alla Libera Università Ludes di Malta. Lo ha intervistato dall’agenzia stampa Adnkronos in occasione dell’anniversario dalla Convenzione sui diritti del fanciullo, approvata dall’Assemblea dell’Onu il 20 novembre 1989. Ecco il monito che lancia agli insegnanti: basta con i compiti per il lunedì.

Riempire il diario di esercizi, problemi e pagine da studiare a casa nel weekend significa, per il dottor Farnetani, «accanirsi contro gli alunni, con effetti inutili e anche dannosi. In un sistema scolastico basato sui compiti a casa, assegnati anche ai bambini che fanno il tempo pieno, almeno il fine settimana dovrebbe essere risparmiato come tempo prezioso per stare in famiglia, incontrare gli amichetti, fare sport o un giro al parco, andare a trovare i nonni. Tutte attività preziose per la crescita e lo sviluppo dei bambini, antidoto all’epidemia di obesità dilagante, ostacolate dal tempo da riservare ai compiti».

Quella di Farnetani contro i compiti a casa, per il lunedì ma anche per le vacanze, è una battaglia annosa. «Ma il problema resta sempre valido – dice il pediatra all’AdnKronos Salute – ancor di più in un fine settimana come questo: essendo previsto maltempo un po’ in tutta Italia, sarebbe davvero assurdo far passare i giorni di festa ai bambini in casa a fare i compiti. Consiglio di occupare questo periodo piovoso invitando i coetanei per delle piccole festicciole o anche solo per giocare insieme: ricordiamo infatti che il periodo delle elementari è caratterizzato dalla necessità di frequentare proprio i coetanei».

Però, attenzione – avverte il medico – i bambini non si devono trovare insieme per fare i compiti, cioè per replicare la scuola, ma per interagire in modo diverso, giocare e stare insieme“. Se invece nel fine settimana c’è bel tempo, queste giornate devono permettere ai bambini, e magari ai loro genitori, “di fare movimento, stare all’aria aperta e fare sport”. Stiamo allevando generazioni cresciute al chiuso, e con tablet in mano: non meravigliamoci poi se fin da piccoli hanno il problema dei chili di troppo, dice il pediatra.

Secondo Farnetani, a tanti anni dalla Convenzione dell’Onu in molti Paesi la situazione dell’infanzia è migliorata, ma i problemi sono cambiati. «Oggi i bambini dei Paesi industrializzati lottano contro nemici che si chiamano sovrappeso, obesità, poca attività fisica, solitudine». Quindi, è inevitabile che «esseri costretti a dedicare gli unici giorni liberi dalla scuola a studiare e fare i compiti – conclude – impedisce ai bambini di godere pienamente del diritto alla vita familiare, fatta anche di gite, sport, pomeriggi di gioco e relax».


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Immagine: 123rf.com


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