Diritto e Fisco | Articoli

Pagamento in contanti, la ricevuta d’affitto è obbligatoria?

17 Novembre 2019
Pagamento in contanti, la ricevuta d’affitto è obbligatoria?

Il padrone di casa (locatore) è tenuto a rilasciare la quietanza di pagamento se il versamento del canone è avvenuto in contanti, con bonifico o con assegno?

Se l’inquilino paga l’affitto in contanti, può esigere dal locatore una ricevuta? A porsi questa domanda sono spesso coloro che, in presenza di un contratto di locazione non registrato, versano il canone mensile nelle mani del locatore, senza avere così le prove dell’avvenuto adempimento. Il che pone il problema di dimostrare la consegna del denaro nel caso in cui tra le parti dovessero sorgere contestazioni. Se, ad esempio, il padrone di casa dovesse esigere due volte la stessa mensilità, come fare a difendersi? Di qui, la domanda che spesso viene posta al consulente immobiliare: in caso di pagamento in contanti, la ricevuta d’affitto è obbligatoria? Cerchiamo di fare chiarezza sul punto. 

Si può pagare l’affitto in contanti?

Ad oggi, non esiste ancora alcuna norma che obblighi gli inquilini in affitto a pagare con strumenti tracciabili (bonifici o assegni). Entro i limiti previsti per qualsiasi altro scambio di denaro – limite che dal 2020 è fissato in 2.000 euro – è possibile il versamento dell’affitto in contanti. Anche nel caso di più mensilità pagate in un’unica occasione, il limite dei pagamenti in contanti resta riferito al singolo canone mensile e non al totale del debito. Per cui, in presenza di un canone inferiore a duemila euro sarà possibile consegnare contanti anche se, nello stesso momento, si salda il conto degli ultimi sei mesi.

Ciò vale, quindi, sia che il contratto sia “registrato” che “in nero”. 

In verità, per la legge, il contratto di locazione in nero è come se non fosse mai stato stipulato e le clausole non hanno alcun valore quando la mancata registrazione è il frutto dell’accordo tra le parti (l’una per non sottostare alle tasse, l’altra per ottenere un canone ridotto). Quando, invece, l’affitto non è stato registrato per volontà del solo locatore, il contratto esplica un’efficacia limitata in favore dell’inquilino. In pratica, quest’ultimo non può essere mandato via prima della scadenza. 

Se l’inquilino non ha la ricevuta di pagamento può denunciare l’affitto in nero?

Nel pensiero di molti padroni di casa c’è spesso la convinzione che non rilasciare all’inquilino una ricevuta per il pagamento in contanti dell’affitto serva ad evitare il rischio di una denuncia all’ufficio delle imposte. Meno tracce si lasciano dell’evasione, meglio è. 

Tale pensiero, però, è frutto di un errore giuridico. Al Fisco, infatti, basta la sola dichiarazione dell’inquilino per dimostrare l’esistenza di un contratto di affitto in nero. In tal caso, l’Agenzia delle Entrate avvia un controllo nell’appartamento che, altrimenti, senza un valido indizio, non potrebbe eseguire. La legge, infatti, vieta gli accessi a casa del contribuente senza il previo nulla osta del Procuratore della Repubblica che, a sua volta, può concederlo solo nel caso in cui vengano prodotte sulla sua scrivania fondate prove di evasione. 

Dunque, anche senza ricevuta del pagamento, l’inquilino può denunciare l’esistenza di un affitto in nero e se il padrone di casa dovesse sostenere che, in realtà, il rapporto è un semplice comodato gratuito, la sua dichiarazione non avrebbe alcun valore. 

Ciò detto, è praticamente inutile la precauzione del locatore di non consegnare la ricevuta di pagamento al conduttore: con o senza questa, quest’ultimo può comunque ricattarlo.

Si deve consegnare la ricevuta di pagamento dell’affitto in contanti?

Al di là dell’opportunità di rilasciare o meno la ricevuta, dobbiamo però comprendere cosa dice la legge e se tale documento sia obbligatorio o meno. 

La legge impone al padrone di casa di rilasciare, a richiesta dell’inquilino, la quietanza relativa al pagamento del canone di locazione. L’obbligo sussiste sia nel caso in cui il versamento sia avvenuto in contanti che con strumenti tracciabili come il bonifico bancario o l’assegno non trasferibile.  

L’obbligo di emettere la ricevuta d’affitto è stato introdotto dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 642 del 26 ottobre 1972, per due tipi di quietanze:

  • le quietanze emesse per importi superiori a 77,47 Euro;
  • le quietanze non soggette ad IVA (come appunto lo è il canone di locazione).

Quindi, la ricevuta va sempre emessa e l’apposizione della marca da bollo è obbligatoria.

Ricapitoliamo: il conduttore ha diritto a pretendere una dichiarazione scritta da parte del locatore, con cui questi dichiara «di non aver più nulla a che pretendere per il mese appena trascorso e i precedenti», anche se il pagamento è avvenuto mediante sistemi tracciabili (assegno, bonifico) e nonostante il fatto che, grazie a un comune estratto conto, è sempre possibile risalire all’avvenuto adempimento ed averne prova.

Se il padrone di casa dovesse opporsi, è diritto del conduttore non pagare o, comunque, farlo in presenza di un testimone o di una registrazione video per precostituirsi la prova in caso di contenzioso.

Si tenga comunque conto che, in caso di pagamento dell’affitto tramite bonifico o assegno, l’inquilino potrà sempre disporre della tracciabilità del relativo mezzo di pagamento come prova dell’adempimento, senza bisogno quindi della quietanza.  

È anche possibile chiedere una quietanza liberatoria con cadenza più ampia rispetto al singolo mese (ad esempio, una volta ogni sei mesi oppure ogni anno) che liberi, in modo esplicito, l’inquilino dai debiti pregressi.

Per l’inquilino, la ricevuta d’affitto è un documento necessario per accedere ad alcune agevolazioni come, ad esempio, i contributi ad integrazione dei canoni di locazione previsti dal Comune o le eventuali detrazioni fiscali sull’affitto.

Come compilare la ricevuta d’affitto

Non c’è una forma specifica con cui debba essere compilata la ricevuta d’affitto. L’importante è non lasciare margini di dubbio in merito ai seguenti elementi, da indicare quindi con la massima precisione:

  • identità delle parti;
  • immobile concesso in locazione;
  • data del contratto di locazione;
  • importo del pagamento;
  • data del pagamento;
  • mensilità dell’affitto a cui si riferisce il pagamento;
  • la firma del padrone di casa.

Il fac-simile di una possibile liberatoria potrebbe avere la seguente forma:

«Io sottoscritto sig. ……, in qualità di locatore relativamente al contratto del ……, registrato in data ……, dichiaro di aver ricevuto, in data ……, dal conduttore sig. ……, la somma di euro ……, a completo adempimento di quanto dovutomi per la/e seguente mensilità …… La presente, pertanto, vale a titolo di quietanza liberatoria».



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

2 Commenti

  1. Buongiorno. Se il mio affittuario non mi richiede ricevuta (con contratto regolarmente registrato da ormai ben 8 anni) e su mio invito lui mi dice testuali parole “mi fido più di te che di me stesso” sono io in qualche modo obbligato a rilasciarla?

  2. Forse nell’articolo sarebbe interessante capire cosa succede se il locatore nega di aver ricevuto il bonifico… La ricevuta dimostra solo l’inoltro…non il buon fine. Credo spesso sia questo il motivo della preoccupazione del pagatore/inquilino.

Rispondi a Anonimo Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube