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Cosa succede se si affitta “a uso ufficio” un immobile invece abitativo

16 luglio 2013


Cosa succede se si affitta “a uso ufficio” un immobile invece abitativo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 luglio 2013



Quali sono le conseguenze in caso di locazione per uso ufficio di un appartamento invece classificato in catasto come abitazione?

Se si intende affittare per uso commerciale un appartamento, con destinazione catastale “abitativa”, va tenuto presente che la legge [1] stabilisce che la richiesta di registrazione di contratti di locazione o affitto di beni immobili deve contenere anche l’indicazione dei dati catastali degli immobili. La mancata o errata indicazione dei dati catastali è considerato fatto rilevante ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro ed è punita con una sanzione [2].

Non sono quindi necessarie opere di modifica dello stato dei luoghi. Il locatore rischia, al più, la sanzione amministrativa dal centoventi al duecentoquaranta per cento dell’imposta dovuta.

È tuttavia opportuno, per il padrone di casa, mettere subito in chiaro ogni questione con il conduttore, onde evitare inutili e lunghi contenziosi. Infatti, se il conduttore non è a conoscenza, al momento della conclusione del contratto, della diversa destinazione d’uso dell’immobile, può chiedere la risoluzione del contratto.

E dunque è opportuno che il locatore chieda la visura catastale e, con apposito patto scritto, dia atto nel contratto che l’immobile ha destinazione catastale abitativa.

Se, invece, il conduttore è a conoscenza, al momento della conclusione del contratto, della destinazione d’uso effettiva dell’immobile locato e, quindi, anche della inidoneità dello stesso a realizzare il proprio interesse, e ciò nonostante abbia accettato il rischio economico dell’impossibilità di utilizzazione dell’immobile stesso, non può poi chiedere la risoluzione del contratto.

In tal caso, il mancato rilascio di concessioni, autorizzazioni o licenze amministrative relative alla destinazione d’uso dell’immobile locato non intacca la validità del rapporto di locazione, sempre che vi sia stata, da parte del conduttore, concreta utilizzazione del bene secondo la destinazione d’uso convenuta [3].

note

[1] Art. 19, comma 15, del Dl 31 maggio 2010, n. 78.

[2]  Quella prevista dall’articolo 69 del decreto del presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131 ossia dal centoventi al duecentoquaranta per cento dell’imposta dovuta.

[3] Cass. sent. n. 139821 del 21.01.2011.

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