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Studi di settore adeguati alla crisi: i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate

16 Luglio 2013


Studi di settore adeguati alla crisi: i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Luglio 2013



Crisi economica: a causa del calo dei fatturati, l’Agenzia delle Entrate ha rivisto gli studi di settore per l’anno 2012.

Con una recentissima circolare [1] l’Agenzia delle Entrate ha chiarito la corretta modalità di compilazione degli studi di settore per il 2012, alla luce delle novità introdotte [2] per adeguare gli indicatori di coerenza all’effettiva situazione economica attuale di crisi economica.

Ecco i principali aspetti illustrati dalla circolare.

 

Nuovi indicatori di coerenza e la stabile collaborazione dei giovani professionisti

La circolare ricorda l’introduzione di nuovi indicatori di coerenza economica applicabili alle attività d’impresa, di un correttivo sulle attività relative alle stabili collaborazioni negli studi professionali e dell’introduzione di due correttivi allo studio di settore relativo “Trasporto di merci su strada e servizi di trasloco” (con riguardo al credito d’imposta per il caro petrolio e all’impiego di personale familiare con funzioni esclusivamente di segreteria).

Particolarmente interessante il correttivo sulle stabili collaborazioni dei giovani professionisti negli studi professionali, riguardante gli studi di settore utili alla determinazione del reddito prodotto dagli studi professionali di geometriavvocaticommercialisticonsulenti del lavoro e architetti.

Il correttivo consiste in un nuovo indicatore di coerenza fra l’apporto dei collaboratori di studio e la formazione dei ricavi. Esso agisce unicamente sul “tempo dedicato all’attività” (e non anche sulle spese sostenute) dei soggetti che, avendo un’anzianità professionale non superiore a 6 anni, svolgono la propria attività:

– in forma individuale;

– esclusivamente presso altri studi e/o strutture (realizzando più del 50% dei propri compensi dalle “stabili collaborazioni”);

– senza avvalersi di dipendenti o collaboratori.

In tal modo si tiene conto delle situazioni in cui il numero di ore dedicato dal giovane collaboratore all’attività professionale non è direttamente riconducibile alla produzione di compensi, ma allo svolgimento di attività pratica volta alla crescita professionale e alla maturazione di esperienza.

Sempre con riguardo agli studi professionali, è previsto un nuovo indicatore di coerenza fra l’apporto di beni strumentali di terzi (per esempio azienda in affitto) e la formazione dei ricavi.

 

Indicatori territoriali per la valutazione degli immobili

La circolare si sofferma sulla particolare novità consistente nella possibilità di diversificare le modalità di applicazione degli studi di settore in base agli indicatori territoriali individuati dall’OMI [3].

Oggi è possibile differenziare il territorio nazionale sulla base dei valori di mercato degli immobili distinti per comune, provincia, regione e area territoriale. La differenziazione tiene conto anche della tipologia di immobile (abitazione, magazzino, laboratorio, negozio, ufficio, villa ecc.)  e della sua collocazione territoriale (area centrale, rurale, urbana ecc.).

 

Studi di settore su base regionale

Tra le novità richiamate nella circolare, vi è l’elaborazione di 5 studi di settore su base regionale. A tal fine, si ricorre all’applicazione dei cosiddetti “modelli lineari misti” che, sulla base di variabili statistico-matematiche, consentono l’utilizzazione di informazione relative all’ambito regionale di operatività del contribuente.

 

Novità in risposta alla crisi

La circolare riferisce poi gli interventi introdotti al fine di adeguare i risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore rispetto agli effetti dell’attuale crisi economica. In particolare:

– la modifica del funzionamento dell’indicatore di normalità economica relativo alla durata delle scorte;

– l’introduzione di correttivi specifici per la crisi (per esempio nel settore trasporti sono stati previsti correttivi per contrastare l’aumento dei prezzi del carburante);

– la riproposizione di correttivi congiunturali di settore e individuali.

Questi ultimi sono applicabili ai soggetti che dichiarino, per il periodo d’imposta 2012 ricavi o compensi inferiori rispetto al dato puntuale di riferimento.

Per i contribuenti colpiti dal sisma

Infine, la circolare ricorda l’esclusione dell’obbligo di presentazione del modello Ine per i contribuenti domiciliati fiscalmente nei territori colpiti dagli eventi sismici del maggio 2012, a condizione che rientrino in una delle seguenti ipotesi:

–  abbiano affrontato un periodo di non normale svolgimento dell’attività, in ragione della specifica situazione soggettiva;

–  abbiano cessato l’attività;

– si trovino in liquidazione volontaria.

note

[1] Circolare n. 23/E del 15 luglio 2013.

[2] Si tratta delle novità introdotte con decreto del 28 marzo 2013.

[3] L’OMI è l’osservatorio immobiliare italiano; esso indica, per ogni Comune, il valore di mercato degli immobili distinti secondo la relativa tipologia, stato conservativo, fascia comunale.


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