Ecco perché l’Ilva è importante per tutti gli italiani

16 Novembre 2019 | Autore:
Ecco perché l’Ilva è importante per tutti gli italiani

Non solo la perdita del lavoro per i dipendenti, ma ricadute negative per tutta l’economia italiana. Ecco punto per punto cosa comporta la chiusura dell’Ilva.

La preannunciata chiusura delle acciaierie Ilva non riguarda soltanto le migliaia di lavoratori interessati – il che già costituirebbe un problema enorme – ma mette in gioco l’economia nazionale e rischia di indebolire il nostro Paese.

Vediamo perché l’Ilva è importante per tutti gli italiani, esaminando le conseguenze economiche, quelle politiche e quelle sociali.

Disoccupazione: non solo al Sud

Iniziamo da queste ultime, che sono le più immediate da comprendere: la perdita di circa 8 mila posti di lavoro costituirà una “bomba sociale” per tutti gli interessati, per le loro famiglie e per l’intero territorio di riferimento, l’area tarantina. Ci sono poi altre migliaia di lavoratori a rischio nelle aree dell’indotto, che dipendono proprio dall’Ilva per la loro sopravvivenza, a cominciare dai trasporti per arrivare all’intera “filiera” di trasformazione dell’acciaio prodotto dall’Ilva; molte di queste aziende sono nel Nord e nel Centro Italia. Non avrebbero più approvigionamenti e dovrebbero ottenerli altrove, con importazioni molto costose.

L’Italia perde il primato economico

Quanto abbiamo detto già basterebbe a preoccupare molto; ma le ricadute più estese e profonde sono di carattere economico. L’Italia grazie all’Ilva è un grande produttore di acciaio. L’Ilva è la più grande acciaieria d’Europa. Così il nostro Paese è uno dei più grandi poli siderurgici dell’Ue. L’acciaio viene esportato. Senza l’Ilva non saremo più importanti per gli altri Stati come è avvenuto fino ad oggi. Conteremo meno nell’Unione Europea e nel mondo. Avremo meno peso nelle decisioni strategiche.

I prodotti costeranno di più

La chiusura degli stabilimenti di produzione comporterà che milioni di tonnellate di acciaio dovranno essere importate dall’estero. Ci saranno molti costi aggiuntivi che metteranno in difficoltà le imprese di trasformazione e che infine incideranno sul prezzo di tutti i prodotti finali che contengono acciaio lavorato. Qualunque oggetto, elettrodomestico, autoveicolo, struttura edilizia contenente acciaio costerà di più e tutto questo sarà inevitabilmente scaricato sui prezzi finali dei prodotti, acquistati dai consumatori.

Spread più alto e debito pubblico maggiore

L’indebolimento dell’Italia senza l’Ilva sarà strutturale e avrà conseguenze negative anche dal punto di vista finanziario. I mercati non stanno a guardare e agiscono con rapidità: lo spread salirà e in questi giorni ha già cominciato a farlo. Il maggior costo del debito pubblico mette a rischio la tenuta dei conti: serviranno più soldi allo Stato per pagare gli interessi sui titoli pubblici. Si tratta di parecchi miliardi di euro.

Manovra finanziaria più pesante

Il primo effetto di quanto abbiamo appena detto è che il Governo dovrà rimettere mano alle stime di bilancio per il prossimo anno: la manovra finanziaria attualmente in discussione in Parlamento non aveva previsto la crisi Ilva ed ora serviranno alcuni miliardi di euro in più, che difficilmente potranno essere coperti col deficit, che già arriva a 20 e non può estendersi oltre, altrimenti scatterebbero le clausole di salvaguardia e l’intervento europeo. C’è il serio rischio che vengano introdotte nuove tasse per fronteggiare le esigenze di bilancio dello Stato.

Rischi ambientali

La chiusura improvvisa degli altiforni di produzione, che è già programmata per i prossimi giorni, potrebbe provocare il pericolo di emissioni nocive nell’ambiente. Il rischio riguarda innanzitutto gli abitanti dell’area tarantina ma l’inquinamento di aria ed acque potrebbe facilmente estendersi altrove, anche a notevoli distanze. I materiali e gli impianti non possono essere abbandonati, occoreranno interventi per metterli in sicurezza e poi smontarli o riconvertirli, non si sa ancora come e non sarà facile. Se questi interventi si faranno, saranno molto costosi, per le difficoltà di smantellare stabilimenti del genere; se si eviteranno o ritarderanno, ci sarà un costo ancora maggiore da pagare in termini di danni ambientali.

Caduta politica: Governo a rischio

Con la crisi dell’Ilva, l’Italia ha subito un grosso schiaffo da una multinazionale privata straniera e rischia di perdere la faccia: è in gioco la credibilità non solo del Governo, primo chiamato ad intervenire, ma dell’intero sistema politico italiano. La politica è chiamata a dare soluzioni e in casi di emergenza come questo c’è il rischio di una spaccatura profonda anche in seno all’attuale maggioranza parlamentare. Le divergenze di vedute già ci sono e le accuse reciproche su chi doveva e dovrebbe fare qualcosa cominciano ad arrivare già in questi giorni e sono tante e pesanti. Quando il contrasto è insanabile e mancano soluzioni efficaci, il Governo potrebbe cadere e l’unica risposta sarebbero le elezioni.



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