Arriva il lunedì nero delle tasse

16 Novembre 2019
Arriva il lunedì nero delle tasse

Lunedì 18 novembre imprese e altre partite Iva verseranno 27 miliardi di euro: il valore di una manovra finanziaria.

Lunedì sarà un giorno pesante per le imprese e per tutto il popolo delle partite Iva: il 18 novembre è infatti il termine per versare sia l’Iva sia le ritenute Irpef per i contributi previdenziali dei dipendenti e dei collaboratori, e artigiani, commercianti e lavoratori autonomi dovranno versare direttamente i propri.

La Cgia di Mestre, secondo quanto rende noto adesso l’agenzia stampa Adnkronos, ha calcolato che le tasse complessive da versare in questa giornata saranno quasi 27 miliardi di euro. Così lo Stato – afferma il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – «verosimilmente incasserà in un solo giorno un importo pari alla dimensione economica della prossima manovra di bilancio».

Certo, la cifra è impressionante, ma in buona parte è una partita di giro, perché l’Iva da versare lunedì è quella che imprese e commercianti hanno incassato nelle scorse settimane dalla propria clientela ed anche l’Irpef è di competenza dei dipendenti. Tuttavia la preoccupazione c’è: molte imprese, specialmente quelle piccole e le partite Iva individuali, hanno in questo periodo un serio problema di liquidità che rende difficile fronteggiare questi adempimenti.

In Italia la pressione fiscale complessiva sulle imprese ammonta, secondo gli ultimi dati della Banca Mondiale al 59,1 per cento dei profitti commerciali, contro una media nei Paesi dell’area Euro del 42,8 per cento; insomma in Italia si pagano molte più tasse che negli altri Stati europei.

Per la Cgia di Mestre, poi, oltre a pagare troppo, nell’ultimo anno il rapporto tra fisco e imprese è stato completamente rivoluzionato. Dopo l’introduzione della fatturazione elettronica che ha debuttato ad inizio anno, dallo scorso primo luglio è scattata una nuova scadenza per le partite Iva con volume d’affari superiore ai 400.000 euro. Si tratta dell’obbligo di memorizzazione e di invio telematico dei corrispettivi, che dal 2020 sarà esteso anche a tutte le altre partite Iva, dunque anche a quelle con giro d’affari minimo.

Un’altra importante novità è stata la sostituzione dei tanto criticati studi di settore con i nuovi Isa (Indicatori sintetici di affidabilità fiscale), uno strumento che però nella prima fase di applicazione ha messo in gravi difficoltà gli stessi addetti ai lavori, come le associazioni di categoria e i commercialisti; figuriamoci gli imprenditori.

Per questo la Cgia ritiene che «insomma, ci troviamo di fronte a un cambiamento epocale che rischia di tradursi, però, solo in un aumento dei costi legati alla burocrazia fiscale».

Cosa succede a chi non paga entro lunedì 18 novembre? L’ordinamento tributario, ricorda l’Ufficio studi della Cgia, impone al contribuente una sanzione dell’1 per cento dell’importo da versare al fisco per ogni giorno di ritardo entro il 15° dalla scadenza. La percentuale sale al 15 per cento se il pagamento viene effettuato entro il 90° giorno dalla scadenza. Per omesso pagamento o per versamento effettuato dopo 90 giorni dal termine previsto per legge, la sanzione sale al 30 per cento dell’importo da versare all’erario. Indipendentemente dal ritardo, sono altresì dovuti gli interessi legali pari allo 0,8 per cento dell’importo da pagare. Va ricordato che le sanzioni possono essere fortemente ridimensionate usufruendo dell’istituto del ‘ravvedimento operoso‘.

Il peggio, comunque, deve ancora arrivare. La scadenza del prossimo 30 novembre, che essendo di sabato slitterà a lunedì 2 dicembre, invece ‘chiederà’ alle imprese altri 28 miliardi di euro circa per la seconda o unica rata degli acconti Irpef, Irap e Inps. Le società di capitali, invece, pagheranno la seconda o unica rata dell’acconto Ires e Irap. Leggi anche qui per conoscere le scadenze fiscali di novembre 2019.



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