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Dove depositare i soldi?

17 Novembre 2019
Dove depositare i soldi?

Dove mettere i contanti: materasso, carte prepagate, Poste, conti correnti, luoghi segreti in casa. I rischi con il fisco… e con i ladri.

La rinnovata lotta ai contanti portata avanti dagli ultimi governi nel tentativo di combattere l’evasione e la notizia secondo cui Unicredit vorrebbe applicare tassi di interesse negativi ai conti correnti (ossia far pagare i proprio clienti per la tenuta del denaro) ha riproposto un problema vecchio quanto l’uomo: dove depositare i soldi?

Chi opta per il tradizionale materasso, oltre al rischio dei furti in casa, sa che un successivo deposito in banca del gruzzoletto diventa rischioso: il fisco infatti vorrà conoscere, con prova scritta, la provenienza del denaro, cosa tutt’altro che facile da ricostruire dopo molto tempo. 

I libretti al portatore invece hanno un limite massimo di mille euro l’uno. 

Non restano che le cassette di sicurezza, le Poste, le carte di credito prepagate con Iban e, per chi è più avvezzo agli strumenti tecnologici, le banche online e quelle straniere come PayPal. 

È tutt’altro che facile stabilire dove depositare i soldi. Le variabili sono rappresentate dall’entità della somma, dalla provenienza del denaro, dalle disponibilità economiche dell’interessato, dall’eventuale sussistenza di debiti, ecc. Ciò nonostante è comunque possibile dare qualche consiglio pratico in modo che si sappia a cosa si va incontro.

Soldi in nero: dove depositarli?

Per il fisco sono “in nero” non solo i soldi frutto di evasione fiscale, ma anche quelli di cui non si riesce a dimostrare, con prova certa, la provenienza. Entrambi, infatti, fanno la stessa fine: vengono tassati e sanzionati. 

Una donazione da un parente avvenuta in contanti, una vincita alle carte o una scommessa tra amici, i risparmi accumulati nel salvadanaio per anni: si tratta di somme di cui è difficile, se non impossibile, fornire una giustificazione scritta. Per questi, dunque, si pone il problema di dove depositarli. 

Sicuramente, il posto peggiore per nascondere il nero è il conto corrente. Con l’anagrafe dei conti correnti, infatti, l’Agenzia delle Entrate è in grado di rilevare tutti i versamenti e i bonifici. E se di tale denaro non vi è traccia nella dichiarazione dei redditi, l’ufficio delle imposte è legittimato a presumere – salvo prova contraria che deve fornire il contribuente – che si tratti del frutto di evasione. 

In verità, a parte il mattone di casa, ci sono pochi luoghi ove è possibile depositare i contanti di difficile dimostrazione. Uno di questi sono le cassette di sicurezza.

Cassette di sicurezza

Di solito, quando i soldi da depositare superano cinque mila euro, si ricorre alle cassette di sicurezza presso le banche. 

È legale custodire contanti nelle cassette di sicurezza, né ciò genera presunzione di illecito fiscale. Una cassetta di sicurezza di medie dimensioni ha un costo che oscilla tra 50 e 200 euro annui. Vi si può inserire ciò che si vuole ed il contenuto resta segreto sia alla banca che al fisco (salvo venga disposto un controllo presso l’Istituto di credito). 

Lo svantaggio è che il denaro non genera frutti: non si tratta, quindi, di un investimento. Si tratta di un’alternativa al materasso di casa, ma assicurata dal rischio di rapine entro i limiti del massimale previsto nel contratto.

Assicurazioni e polizze vita

Se anche le polizze vita non sono pignorabili, la loro esistenza è comunque facilmente rilevabile al fisco che potrebbe ritenerle incongrue rispetto al reddito e spiccare un accertamento tramite il Redditometro. Bisogna, quindi, stare attenti a contrarre polizze il cui premio è troppo elevato rispetto al reddito dichiarato.

Il materasso di casa

Quando parliamo di “materasso di casa”, in realtà, ci riferiamo ai numerosi luoghi segreti che si possono trovare all’interno di un appartamento. Il nascondiglio è più una precauzione contro i ladri che contro il fisco. Se, infatti, l’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza non possono fare accessi nelle abitazioni senza indizi di gravi prove di evasione e salvo comunque l’autorizzazione della Procura della Repubblica, i malviventi non hanno di questi limiti. 

Ed ecco un fiorire di posti dove nascondere i contanti: dentro un chiodo vuoto, dentro il ricambio dell’aspirapolvere, dentro un barattolo delle medicine, dentro una scarpa vecchia, le mattonelle, dentro uno o più assorbenti femminili, dentro il condizionatore, in un libro vuoto, in un sottocassetto, dentro la collezione di dischi, dentro una mattonella del bagno, dentro gli album di fotografie, dentro lo scarico del bagno (in un involucro idrorepellente e ben sigillato), dentro una vecchia presa elettrica (che andrà prima svitata), in un portafotografie.

Chi deposita i soldi nel cassetto di casa, però, deve sapere che va incontro alla svalutazione. Sebbene negli ultimi anni l’inflazione è ai minimi storici, c’è comunque un costo determinato dal “tempo”: 1.000 euro diventano €875 in 10 anni. Tutto sommato una cifra minima. A cui, però, si aggiunge il mancato guadagno che si sarebbe potuto ottenere con possibili forme di investimento, fosse anche una pensione integrativa che, peraltro, è deducibile dalle tasse.

Pensione integrativa

Eccola, una delle forme di deposito del denaro meno considerate dagli italiani e forse più conveniente: con una pensione integrativa è possibile mettere da parte un gruzzoletto per quando non si potrà più lavorare, con la possibilità anche di un riscatto anticipato. I contributi versati ogni anno nella propria forma pensionistica consentono, inoltre, di abbattere l’imponibile fiscale ai fini Irpef. I versamenti effettuati nell’anno sono, infatti, sottratti dal reddito dichiarato prima che venga applicata l’aliquota progressiva prevista, di conseguenza ci sono meno imposte da versare.

Il limite di deducibilità ammonta a ben 5.164,57 euro annui. Fino a questo tetto annuale i contributi versati possono essere portati in deduzione fiscale.

Conti correnti

Ne esistono di diverse forme, ma quasi tutti rendono ormai pocchissimo o niente. Ne abbiamo già parlato in La tassa nascosta sui conti correnti. L’inflazione resta, comunque, un costo per il correntista, una sorta di invisibile svalutazione che opera giorno dopo giorno. Oltre a questa, ovviamente, ci sono i costi di tenuta del conto che variano a seconda della tipologia e del numero di operazioni consentite dal contratto con la banca. 

In alternativa, c’è il conto deposito che offre la possibilità di guadagnare interessi relativamente elevati, soprattutto se paragonato a quanto offerto invece dalle altre proposte di banche e Poste.

Poi, ci sono le numerose banche online che quantomeno presentano ai propri clienti dei costi di gestione molto più bassi dei tradizionali sportelli fisici.

Conviene più il conto bancario o le Poste?

Ci sono sempre le Poste Italiane, luogo prediletto dagli anziani per le pensioni, forse per comodità visto che, fino a qualche tempo fa, gli assegni dell’Inps erano riscosse proprio presso gli uffici postali. 

Il rendimento di un conto corrente bancario non è molto diverso da quello proposto da un conto corrente postale. Il vantaggio di Poste Italiane è quello di avere una rete di sportelli vicina alle 13mila unità che difficilmente chiuderanno e che i cittadini frequentano anche per altri motivi: il pagamento di un bollettino postale, ad esempio, fa restare i risparmiatori a stretto contatto con le Poste. 

I libretti postali hanno poi dei costi molto inferiori a quelli del conto corrente. Un libretto ordinario rende lo 0,01% lordo, da cui bisogna togliere imposte del 26% sugli interessi e un altro 2% di bollo se il deposito medio supera i 5mila euro.

Buoni fruttiferi del tesoro 

I buoni del tesoro sono la forma più elementare di investimento. Il loro rendimento dipende dall’asta e dallo spread. Il rendimento dei Btp e dei Bot non è lontano dal poter pensare che si tratti di una speculazione, ma quantomeno consentono di evitare la perdita del potere d’acquisto dei propri guadagni che, invece, si subisce nei conti correnti o nei libretti postali.  

Carte prepagate con Iban

Nate come strumento di pagamento per gli acquisti online, oggi le carte prepagate vengono considerate una valida alternativa al conto corrente, specie perché alcune di queste sono dotate di Iban e, quindi, consentono le tradizionali operazioni. Sicuramente, sono un mezzo di pagamento meno elastico del conto e il rischio di perdere la tessera magnetica potrebbe mettere a repentaglio lo stesso portafogli dell’intestatario.  



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2 Commenti

  1. Le prove che i soldi risparmiati NON provengono da operazioni in “nero” sono gli estratti conto delle banche: entrate, uscite, disponibilità. Entrate: stipendio o pensioni e basta. Che c’è da “eccepire”?

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