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Prescrizione Canone Rai

17 Novembre 2019
Prescrizione Canone Rai

Dopo quando tempo non è più dovuta l’imposta della televisione per gli arretrati non versati negli scorsi anni?

Dopo che l’imposta sulla televisione è stata trasferita sulla bolletta della luce, a poche persone interesserà ancora sapere qual è la prescrizione del Canone Rai. Difficile, infatti, sottrarsi al versamento dell’odiata tassa se non dichiarando il falso nell’autocertificazione da inviare all’Agenzia delle Entrate, comportamento che però implica un reato e un procedimento penale (oltre alle sanzioni tributarie).

Ciò nonostante, ci sono ancora diverse situazioni in cui il Canone non viene addebitato sulla bolletta, come nell’ipotesi della seconda casa, delle attività commerciali e degli anziani over 75 anni. Oltre a ciò, ci sono i consueti furbetti, quelli che tutt’oggi dichiarano all’ufficio delle imposte, nell’autocertificazione, di non possedere alcuna televisione.

Il problema della prescrizione del Canone Rai può, infine, interessare chi non ha versato l’imposta negli anni passati, prima cioè che il Governo Renzi ne delegasse la riscossione alle società elettriche. Ecco che allora l’argomento diventa ancor oggi attuale. Vediamo allora cosa dispone la legge.

Leggi anche Chi non paga il canone Rai e Come non pagare il Canone Rai per la seconda casa.

Quando si prescrive il Canone Rai?

Di tutte le numerose tasse di cui è piena l’Italia, forse il Canone Rai è quella con il nome volgare più improprio. Essa, infatti, non è né un “canone” (ossia un corrispettivo per un servizio), né è collegata alla visione delle tre reti nazionali. Si tratta al contrario di una comunissima imposta indiretta, ancorata alla detenzione della televisione, intesa non come canali Rai, ma come apparecchio. Quindi, anche chi non guarda la tv o non l’ha sintonizzata al digitale deve versare il balzello. 

Non versa il Canone Rai solo chi non ha la tv, ha più di 75 anni e un reddito basso e chi ha già il convivente che adempie a tale onere (a patto, però, di avere la residenza nello stesso immobile).

Ciò detto, possiamo vedere quando si prescrive il Canone Rai. Si tratta di un’imposta erariale, dovuta cioè allo Stato e non agli enti locali. Ragion per cui la tassa sulla tv subisce la stessa disciplina delle “sorelline” riscosse dall’Agenzia delle Entrate come l’Irpef, l’Iva, l’Ires, l’imposta di registro, ecc. 

Ebbene, il termine di prescrizione del Canone Rai è di 10 anni che decorre dall’anno successivo a quello in cui il versamento è dovuto. Ad esempio, chi non paga il canone nell’anno 2018 può dirsi libero dall’obbligo solo a partire dal 1° gennaio 2030 (la prescrizione inizia a decorrere al 1° gennaio 2019 e scade nella mezzanotte del 31 dicembre 2029).

Quando si interrompe la prescrizione del Canone Rai?

Come per tutti i debiti, la prescrizione si interrompe se il creditore invia al debitore una formale diffida di pagamento, sia essa un accertamento fiscale, un’intimazione o una cartella esattoriale. In buona sostanza, per capire se il Canone Rai si è prescritto basta che siano decorsi almeno 10 anni dall’ultima raccomandata ricevuta dall’Agenzia delle Entrate. Le lettere semplici inviate dalla stessa Rai, con il bollettino di pagamento, per invitare i contribuenti ad adempiere all’imposta (cosa che succede prevalentemente per le società e le altre attività commerciali) non hanno alcun valore; esse, infatti, non garantiscono al creditore – l’Erario – la prova circa il ricevimento della diffida.

Cosa fare se si riceve una richiesta di pagamento del Canone Rai prescritto?

Chi dovesse essere raggiunto da una cartella esattoriale o da qualsiasi altra lettera ufficiale con cui viene richiesto il versamento del Canone Rai riferito a più di 10 anni fa deve contestare l’atto dinanzi alla Commissione Provinciale Tributaria. 

I termini per presentare il ricorso sono di 60 giorni dall’avvenuta notifica dell’atto. Il ricorso deve essere preceduto dall’istanza di mediazione tributaria notificata all’Agenzia delle Entrate. 

Fino a 3mila euro, il contribuente può difendersi da solo, senza l’assistenza di un avvocato o un commercialista.

Prima di azionare la carta giudiziaria, val la pena tentare l’invio di una istanza in autotutela con cui si richiede l’annullamento della richiesta di pagamento per intervenuta prescrizione. Si tenga conto che – come abbiamo spiegato già nel nostro articolo dal titolo Istanza autotutela ad Agenzia entrate e Agenzia Entrate Riscossione – l’autotutela non sospende i termini per il ricorso al giudice, né garantisce una risposta. 



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