Poveri con un lavoro: sono sempre di più

16 Novembre 2019
Poveri con un lavoro: sono sempre di più

Sono poveri nonostante abbiano un lavoro: si trovano in questa situazione il 12% delle famiglie italiane. Percentuale esplosa: erano solo il 2% dieci anni fa.

Il rapporto Caritas 2019 su povertà ed esclusione sociale, diffuso oggi in occasione della Giornata Mondiale dei Poveri, contiene molte sorprese: tra queste il fatto che stanno aumentando moltissimo in Italia i cosiddetti “working poor“, coloro che pur lavorando sono poveri perché percepiscono un basso reddito. E quel salario o stipendio non basta a mantenere tutti i componenti della famiglia.

Nel corso del 2018, sono risultate in questa situazione di povertà il 12,3% delle famiglie italiane. Tradotto in numeri, 1 milione e ottocentomila famiglie in povertà assoluta, per un totale di oltre 5 milioni di persone (l’8,4% della popolazione).

Nella maggior parte di questi casi, il capofamiglia è occupato come operaio o ha un lavoro analogo. Il rapporto non ci dice se queste persone abbiano un lavoro temporaneo oppure fisso; certo è che le loro retribuzioni non coprono le spese e il costo della vita.

E soprattutto la tendenza è in preoccupante crescita: raffrontando la situazione delle famiglie con quella di dieci anni prima si scopre che l’incidenza della povertà si è più che sestuplicata (precisamente +624%), passando dal 1,7% del 2007 al 12,3% attuale. I dati appaiono invece stabili se confrontati con quelli dell’anno scorso. Dunque la povertà è peggiorata non in un anno solo ma in un intero decennio.

L”incidenza della povertà assoluta è maggiore nel Sud e nelle Isole ed è minore al Centro ed al Nord. A risolvere il fenomeno non aiutano neppure le misure di sostegno e inclusione sociale, come il Rei (Reddito di inclusione); lo stesso Reddito di cittadinanza penalizza proprio le famiglie numerose quelle con 5 o più componenti, per come emerge sempre dal rapporto Caritas.

Tra i disoccupati, invece, la povertà raggiunge livelli ben maggiori e arriva oggi al 27,6%. A prescindere dal fatto che si lavori o no – come abbiamo visto, anche chi ha un’occupazione è pesantemente colpito – i fattori che incidono di più sulle situazioni di povertà sono la cittadinanza, l’ampiezza dei nuclei familiari e la presenza di figli minori, il livello di istruzione, l’età, lo stato di disoccupazione e, in caso di occupazione, il tipo di lavoro svolto.

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Immagine: 123rf.com


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