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Mediazione civile a termine: ecco come cambia dopo gli emendamenti

17 Luglio 2013
Mediazione civile a termine: ecco come cambia dopo gli emendamenti

Le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio alla Camera hanno approvato gli emendamenti al Dl sul Fare che ripristina la Mediazione civile obbligatoria: ecco la versione semi definitiva del controverso istituto in procinto di partire.

Innanzitutto ci sarà. Salvo sorprese dell’ultimo minuto, la mediazione – ripristinata dal DL del Fare – dovrebbe essere approvata, in via definitiva, dal Parlamento. Ma con modifiche sostanziali rispetto alle iniziali previsioni contenute nel decreto legge. Eccole.

La mediazione sarà attivata solo per un periodo di prova di massimo quattro anni. Dopo i primi due anni, il ministro della Giustizia attiverà un monitoraggio degli esiti di tale sperimentazione, onde verificare il da farsi per i successivi anni.

Nel caso in cui fallisca il primo incontro, volto a trovare l’accordo tra le parti, il ricorso alla mediazione sarà totalmente gratuito.

Alla mediazione dovrà partecipare obbligatoriamente anche l’avvocato della parte, ma solo nei casi in cui si faccia ricorso alla conciliazione come condizione di procedibilità per poter poi ricorrere in tribunale. Tutte le altre volte, invece, in cui il cittadino intenderà attivare la mediazione solo per tentare un accordo con la controparte, senza però essere interessato ad un eventuale e successivo contenzioso giudiziale, la presenza del legale non sarà necessaria.

Gli organismi di mediazione non avranno competenza su tutto il territorio nazionale, ma saranno soggetti a un limite geografico: potranno operare solo nel luogo del giudice territorialmente competente.

La mediazione sarà poi estesa non solo al risarcimento danni derivanti dalle professioni mediche, ma di tutte quelle sanitarie in generale.

Nel caso di più domande di mediazione, depositate per la stessa lite, prevale la prima: fa fede la data del deposito.

La proposta transattiva del giudice in corso di processo non è più obbligatoria, ma facoltativa. Inoltre non discende nessuna conseguenza per chi la rifiuta senza giustificato motivo.

Debutta la formazione continua per gli avvocati che fanno parte di organismi di mediazione.



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