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Silenzio inadempimento: ultime sentenze

8 Dicembre 2019
Silenzio inadempimento: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: configurabilità del silenzio inadempimento della Pubblica Amministrazione; violazione del termine per provvedere; ricorso avverso il silenzio – inadempimento.

E’ ammissibile il ricorso avverso il silenzio del Comune sul rilascio del certificato di destinazione urbanistica? Cos’è il silenzio-inadempimento e cosa è necessario? Occorre che la PA contravvenga a un preciso obbligo di provvedere sull’istanza del privato.

Risarcimento dei danni per ritardo della PA: quando può essere richiesto?

In caso di ritardo dell’Amministrazione Pubblica nell’adozione di un provvedimento dovuto, il risarcimento dei danni può essere richiesto esclusivamente nelle ipotesi in cui il silenzio inadempimento dell’Amministrazione sia stato previamente accertato e dichiarato dal giudice.

T.A.R. Palermo, (Sicilia) sez. I, 05/08/2019, n.2048

Azione avverso il silenzio – inadempimento della PA

L’esperimento dell’azione avverso il silenzio – inadempimento dell’Amministrazione presuppone l’esistenza di uno specifico obbligo di adottare un provvedimento amministrativo esplicito, volto ad incidere, positivamente o negativamente, sulla posizione giuridica e differenziata del richiedente.

Consiglio di Stato sez. V, 31/07/2019, n.5417

L’adozione di atti infraprocedimentali

L’adozione di atti infraprocedimentali non è idonea a impedire la formazione del silenzio inadempimento, posto che solo l’adozione del provvedimento definitivo soddisfa l’interesse, azionato nell’azione avverso il silenzio di cui all’art. 31, cpa, al conseguimento di una risposta esplicita alla domanda introduttiva.

T.A.R. Cagliari, (Sardegna) sez. II, 12/06/2019, n.522

Accertato silenzio inadempimento della PA

In tema di atti amministrativi, qualora in caso di domanda di concessione in sanatoria sia accertato il silenzio – inadempimento dell’Amministrazione, la stessa va condannata ad evadere la richiesta dell’utente.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 17/04/2019, n.4998

Quando si forma il silenzio-diniego?

Ai sensi dell’art. 36, d.P.R. n. 380/2001, ove il Comune non si pronunci espressamente entro il termine di 60 giorni dal ricevimento dell’istanza di accertamento di conformità, la stessa si intende respinta. Su quest’ultima, infatti, non si forma un’ipotesi di silenzio inadempimento, bensì una fattispecie tipica di silenzio-diniego, anche nelle ipotesi in cui la p.a. abbia emanato un preavviso di rigetto ex art. 10 bis, l. n. 241/1990.

T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. II, 14/02/2019, n.256

Ricorso avverso il silenzio del Comune 

Nell’ipotesi di silenzio-rifiuto serbato da un Comune sull’istanza per il rilascio del certificato di destinazione urbanistica, è ammissibile il ricorso avverso il silenzio inadempimento tenuto dall’Amministrazione.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. II, 12/02/2019, n.766

Silenzio della PA e obbligo di provvedere

Affinché possa sussistere silenzio inadempimento dell’Amministrazione non è sufficiente che questa, compulsata da un privato che presenta una istanza, non concluda il procedimento amministrativo entro il termine astrattamente previsto per il procedimento del genere evocato con l’istanza, bensì è anche necessario che essa contravvenga ad un preciso obbligo di provvedere sulla istanza del privato, che sussiste, sia nei casi previsti dalla legge, sia nelle ipotesi che discendono da principi generali, ovvero dalla peculiarità della fattispecie, e allorché ragioni di giustizia ovvero rapporti esistenti tra Amministrazioni ed amministrati impongano l’adozione di un provvedimento, soprattutto al fine di consentire all’interessato di adire la giurisdizione per la tutela delle proprie ragioni.

Ebbene, il rimedio in esame è previsto a garanzia dell’obbligo di « provvedere » e non per compulsare il potere di « disporre » un intervento di riforma organizzativa, tanto più nei casi di trasferimento della funzione normativa dalla sede legislativa a quella governativa, come avviene nel caso in cui la fonte primaria ha rinviato (senza peraltro assegnare alcun termine) all’adozione di un regolamento statale di « delegificazione ».

Consiglio di Stato sez. VI, 08/02/2019, n.961

Inerzia dell’amministrazione 

Il rito del silenzio-inadempimento non può essere utilizzato per costringere le amministrazioni ad adottare atti di natura normativa. È pertanto inammissibile, per difetto assoluto di giurisdizione, la domanda volta a far valere l’inerzia dell’amministrazione nell’adottare un decreto ministeriale avente natura regolamentare.

Lo ha ribadito il Tar Lazio posto che, ai sensi di quanto prescrive l’articolo 7, comma 1, ultimo periodo, del codice del processo amministrativo, simile inerzia assume rilevanza solo sul piano della responsabilità politica degli organi di governo e non è, invece, coercibile sul piano giuridico con il ricorso al rito del silenzio-inadempimento.

Nel caso di specie, si trattava di un’inerzia del ministero dell’Ambiente lunga quasi vent’anni del ministero dell’Ambiente, relativa alla realizzazione di una campagna informativa e educativa circa il corretto uso dei telefonini.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 15/01/2019, n.500

Ricorso in materia di silenzio

Agli atti di pianificazione del territorio, proprio perché atti amministrativi generali, si applica il principio enunciato con riferimento agli atti regolamentari, in relazione ai quali è esclusa l’ammissibilità dello speciale rimedio processuale avverso il silenzio — inadempimento della p.a., in quanto strettamente circoscritto alla sola attività amministrativa di natura provvedimentale; è, pertanto, inammissibile il ricorso avverso il silenzio serbato sulla richiesta di modifica della destinazione urbanistica dei terreni, a suo tempo impressa dal Consiglio comunale con la delibera di approvazione dello strumento urbanistico generale, avverso la quale gli interessati non avevano proposto rituale ricorso.

T.A.R. Cagliari, (Sardegna) sez. II, 21/11/2018, n.985

Risarcimento del danno

La violazione del termine per provvedere ex art. 2, l. n. 241/1990 non determina l’illegittimità del provvedimento tardivo; essa piuttosto facoltizza l’interessato che vi abbia interesse a obbligare l’Amministrazione alla definizione del procedimento utilizzando gli strumenti previsti dall’ordinamento (primo tra tutti lo speciale ricorso in materia di silenzio – inadempimento), ovvero ad agire per ottenere il risarcimento del danno che il ritardo gli abbia arrecato.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 07/11/2018, n.6476

Mancata attivazione del subprocedimento per il rilascio del nulla osta

In presenza della domanda di condono, il rinvio “sine die” del procedimento senza l’attivazione in tempi certi e definiti del subprocedimento per il rilascio del nulla osta paesaggistico si configura come silenzio-inadempimento del dovere degli organi di vigilanza di assumere i provvedimenti sollecitati dai ricorrenti.

Consiglio di Stato sez. VI, 02/11/2018, n.6222

Giudizio avverso il silenzio -inadempimento

Il giudicato formatosi a seguito di un giudizio avverso il silenzio -inadempimento che contenga la condanna dell’Amministrazione a provvedere, comporta in capo alla stessa solo un obbligo procedimentale e strumentale, consistente nel portare a conclusione il procedimento, non un obbligo sostanziale e finale.

Consiglio di Stato sez. V, 09/10/2018, n.5794



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