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Ricorso per accertamento tecnico preventivo: ultime sentenze

7 Dicembre 2019
Ricorso per accertamento tecnico preventivo: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: espletamento dell’accertamento tecnico preventivo; ricorso per accertamento tecnico preventivo; termine di prescrizione; notificazione del ricorso con il pedissequo decreto giudiziale.

Ricorso per accertamento tecnico preventivo

La reclamabilità dell’ordinanza che rigetta il ricorso per accertamento tecnico preventivo ex art. 696-bis c.p.c. postula la comprovata esistenza di elementi di urgenza che rischino di rendere non più utilmente esperibile l’assunzione della prova nel futuro giudizio di merito.

Tribunale Padova, 21/09/2018

Ricorso per accertamento tecnico preventivo obbligatorio: impedimento della decadenza

Il ricorso per accertamento tecnico preventivo obbligatorio previsto dall’art. 445 bis c.p.c. costituisce domanda idonea ad impedire la decadenza ex art. 42, comma 3, del d.l. n. 269 del 2003, conv. con modif. dalla l. n. 326 del 2003, anche laddove sia dichiarato inammissibile per difetto dei relativi presupposti, trattandosi di atto di esercizio giudiziale del diritto alla prestazione previdenziale comunque idoneo ad instaurare un rapporto processuale diretto ad ottenere l’intervento del giudice, produttivo di conseguenze processuali e sostanziali.

Cassazione civile sez. VI, 11/09/2018, n.21985

Accertamento tecnico preventivo e indennità di accompagnamento

In materia di accertamento tecnico preventivo obbligatorio, ai sensi dell’art. 445 bis c.p.c., non è ricorribile ex art. 111 Cost. l’ordinanza che, in esito ad esame sommario, abbia dichiarato insussistenti le condizioni sanitarie per beneficiare della prestazione assistenziale richiesta, trattandosi di provvedimento che non incide con effetto di giudicato sulla situazione soggettiva sostanziale – attesa la possibilità per l’interessato di promuovere il giudizio di merito – ed è comunque idoneo a soddisfare la condizione di procedibilità di cui all’art. 445 bis, comma 2, c.p.c., essendo il procedimento sommario già giunto a conclusione.

(Nella specie, il ricorso per accertamento tecnico preventivo obbligatorio per il ripristino dell’indennità di accompagnamento, revocata in revisione, era stato respinto senza procedere a consulenza, per difetto di allegazione e prova sull’aggravamento delle patologie ovvero sull’insorgenza di nuove malattie).

Cassazione civile sez. lav., 25/06/2018, n.16685

Ricorso per accertamento tecnico preventivo e prescrizione

Nel caso di specie, la conoscenza del pericolo di rovina o di gravi difetti nella costruzione, nei limiti in cui rileva in relazione al disposto dell’art. 1669 c.c., può ricondursi, in difetto di antecedenti emergenze, alla redazione della consulenza tecnica di parte, cui è seguita la tempestiva denuncia.

Il successivo termine annuale di prescrizione è stato quindi interrotto dal ricorso per accertamento tecnico preventivo ex art. 696 -bis c.p.c. Di contro la successiva instaurazione del giudizio, non ha interrotto il nuovo termine annuale di prescrizione, maturato, atteso che, in caso di domanda proposta con ricorso, il mero deposito dell’atto, non consentendo la conoscenza da parte del destinatario, non produce effetto interruttivo.

Tribunale Bari sez. II, 23/05/2016, n.2823

La notifica del ricorso per accertamento tecnico preventivo

L’accertamento tecnico preventivo rientra nella categoria dei giudizi conservativi e, pertanto, la notificazione del relativo ricorso con il pedissequo decreto giudiziale determina, ai sensi dell’art. 2943 c.c., l’interruzione della prescrizione, che si protrae fino alla conclusione del procedimento, ritualmente coincidente con il deposito della relazione del consulente nominato.

Qualora il procedimento si prolunghi oltre tale termine con l’autorizzazione al successivo deposito di una relazione integrativa, esso si trasforma in un procedimento atipico, con la conseguenza che la permanenza dell’effetto interruttivo della prescrizione non è più applicabile.

Cassazione civile sez. II, 19/02/2016, n.3357

Proposizione del ricorso per accertamento tecnico preventivo

L’azione di mero accertamento interrompe la prescrizione. Infatti, la semplice proposizione del ricorso per accertamento tecnico preventivo comporta l’interruzione del termine prescrizionale ai sensi dell’art. 2943 comma 1 c.c., in relazione al diritto oggetto della richiesta istruttoria. Pertanto, il termine di prescrizione annuale per l’azione promossa dal proprietario-committente ex art. 1669 c.c. si interrompe con la proposizione del ricorso per accertamento tecnico preventivo.

Tribunale Verona sez. III, 02/12/2015, n.3229

Ricorso per accertamento tecnico preventivo: l’ordinanza di inammissibilità

L’ordinanza di inammissibilità del ricorso per accertamento tecnico preventivo non incide con effetto di giudicato sulla situazione soggettiva di natura sostanziale, stante la possibilità per l’interessato a promuovere il ricorso nel merito.

Cassazione civile sez. lav., 05/05/2015, n.8932

Processo amministrativo

E’ ammissibile nel processo amministrativo il ricorso per accertamento tecnico preventivo ex art. 696 c.p.c. in quanto si tratta di un mezzo processuale tipico del regime probatorio che è preordinato, attesa la sua valenza conservativa, all’anticipazione del momento di acquisizione della prova e, quindi, è intimamente connesso a quel giudizio di merito nel quale, invece, in via ordinaria avrebbe dovuto trovare espletamento la prova stessa.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 02/10/2013, n.8558

Ammissibilità del ricorso per accertamento tecnico preventivo

Nel processo amministrativo è ammissibile il ricorso per accertamento tecnico preventivo, in quanto si è in presenza di un mezzo processuale tipico del regime probatorio che è preordinato, attesa la sua valenza conservativa, all’anticipazione del momento di acquisizione della prova e, quindi, è intimamente connesso a quel giudizio di merito, nel quale, invece, in via ordinaria avrebbe dovuto trovare espletamento la prova stessa.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 22/04/2013, n.4005

Condizione di procedibilità del ricorso

Il compiuto espletamento dell’accertamento tecnico preventivo è stabilito quale condizione di procedibilità di ricorso volto ad ottenere la condanna dell’istituto all’erogazione della precisazione; ne discende che tale ricorso non può essere proposto contestualmente al ricorso per accertamento tecnico preventivo e, laddove contestualmente proposto, deve essere dichiarato improcedibile ai sensi dell’art. 445 bis, comma 2. c.p.c., statuizione. del resto, coerente con la ratio deflattiva che ha ispirato l’introduzione di nuovo meccanismo processuale.

Tribunale Trieste sez. lav., 11/02/2013, n.38

L’interruzione della prescrizione

La notifica del ricorso per accertamento tecnico preventivo e pedissequo decreto del Presidente del tribunale determinano, ai sensi dell’art. 2943 c.c., l’interruzione della prescrizione (che dura fino al deposito della relazione scritta da parte del consulente) rispetto al soggetto o ai soggetti nei cui confronti l’accertamento medesimo è domandato, nella prospettiva della successiva instaurazione del procedimento cognitivo per l’accertamento e la tutela del diritto fatto valere.

Tribunale Modena sez. I, 20/03/2012, n.526



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