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Delegazione di pagamento: ultime sentenze

7 Dicembre 2019
Delegazione di pagamento: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: delegazione di pagamento; legittimazione a esperire l’azione di ripetizione dell’indebito nei confronti del delegatario; finalità della delegazione di pagamento.

Delegazione di pagamento

In caso di delegazione di pagamento, il delegato non può opporre al delegatario le eccezioni che avrebbe potuto opporre al delegante, se non diversamente pattuito. Pertanto qualora il credito addotto in compensazione sia contestato nell’esistenza, la compensazione legale non può operare, in quanto la contestazione esclude la liquidità del credito.

Tribunale Roma sez. XI, 20/09/2011, n.18082

Adesione a fondi di previdenza complementare

Il meccanismo di adesione a fondi di previdenza complementare configura la fattispecie della delegazione di pagamento di cui all’art. 1269 c.c. Ai sensi dell’art. 1270 1° comma c.c., il delegante può revocare la delegazione sino a quando il delegato non abbia assunto l’obbligazione in confronto del delegatario, o non abbia eseguito il pagamento.

Nel caso in cui non risulti espressamente assunta un’obbligazione da parte del datore di lavoro nei confronti del Fondo, né consti che il pagamento sia avvenuto, la richiesta giudiziale di pagamento del controvalore non versato, da parte del lavoratore, deve ritenersi configurata un’implicita revoca della delegazione di pagamento.

In tal caso, in assenza di posizioni creditorie dirette del Fondo nei confronti del datore di lavoro, constando la permanenza dell’obbligo dello stesso al pagamento in favore del lavoratore delle voci di retribuzione differita non pagate, maturate nell’ambito del rapporto di lavoro per effetto dell’esecuzione della prestazione lavorativa, può accogliersi la domanda di pagamento in proprio favore proposta dal lavoratore ricorrente.

Tribunale Milano sez. lav., 05/09/2018, n.1925

Cessione del quinto e delegazione di pagamento a carico del datore di lavoro 

In materia di cessione del quinto dello stipendio e di delegazione di pagamento a carico del datore di lavoro, se il dipendente, alla cessazione del rapporto di lavoro, inizi a percepire un trattamento pensionistico o un assegno continuativo equivalente, la misura delegata rimarrà pari al quinto; nel caso in cui, invece, a seguito della cessazione del rapporto percepisca una somma una tantum, tale somma potrà essere trattenuta fino alla concorrenza dell’intero residuo debito.

Tribunale Trapani, 11/05/2018

Effetti del bonifico effettuato da un terzo sul conto corrente del fallito

L’operazione di bonifico effettuata da un terzo sul conto corrente del fallito, pur potendosi configurandosi come delegazione di pagamento, perde però la propria autonomia inserendosi nel rapporto di conto corrente in essere con il correntista fallito; per tale ragione è un atto sia assoggettabile a revocatoria, sia assoggettabile alla richiesta di inefficacia ex art. 44 l. fall. se avvenuto dopo la dichiarazione di fallimento, azioni entrambe da svolgersi nei confronti della Banca.

Cassazione civile sez. I, 08/02/2018, n.3086

Schema di delegazione di pagamento

Il rapporto tra Cassa Edile e lavoratore deve essere ricondotto allo schema della delegazione di pagamento e, più precisamente, in considerazione del rapporto giuridico sottostante, allo schema della delegazione cd. titolata. Da ciò deriva che la Cassa, ex c.c., art. 1271, comma 2, può opporre al lavoratore le eccezioni opponibili al datore di lavoro delegante, in relazione al rapporto di provvista.

L’obbligo di pagare ai lavoratori ferie, gratifiche natalizie e festività infrasettimanali non deriva, infatti, dal mero sorgere del rapporto di lavoro, ma sorge con il pagamento da parte del datore di lavoro degli accantonamenti relativi, che è ciò che dà origine al rapporto delegatorio.

Corte appello Bari sez. lav., 18/12/2017, n.2703

Delegazione di pagamento e adempimento del terzo

Al riguardo di un preliminare, stipulato in prossimità delle nozze, alcuna prova risulta offerta dagli attori in merito all’esistenza di un contratto di mandato, il quale, com’è noto, in forza dell’art. 1703 c.c., ha ad oggetto il compimento di atti giuridici e che, ove concerna il pagamento di un debito, si atteggia in concreto a delegazione di pagamento, fattispecie disciplinata dagli artt. 1269 e ss.

Né la fattispecie è inquadrabile nello schema strutturale e funzionale contemplato all’art. 1180 c.c., in tema di adempimento del terzo, che, comunque, non attribuisce all’adempiente un titolo che gli consenta di agire nei confronti del debitore allo scopo di ripetere la somma versata.

Tribunale Bari sez. II, 19/09/2016, n.4658

Delegazione di pagamento: finalità solutoria

Non può essere configurata come operazione a sé stante con autonoma tassazione la delegazione di pagamento, poiché ha finalità solutoria e non tende a trasferire il debito, né a rafforzare la posizione del creditore con un secondo debitore, in quanto si pone come disposizione priva di contenuto patrimoniale

Comm. trib. prov.le Bergamo sez. X, 30/06/2015, n.543

Delegazione di pagamento: legittimazione del delegato alla ripetizione dell’indebito

Nell’ambito della delegazione di pagamento (nella specie titolata tanto rispetto al rapporto di valuta, quanto con riferimento al rapporto di provvista) la legittimazione a esperire l’azione di ripetizione dell’indebito nei confronti del delegatario spetta, ai sensi dell’art. 1271, comma 3, c.c., al delegato (banca depositaria) che abbia pagato quanto successivamente risultato non dovuto; tuttavia a tal fine non è sufficiente che il pagamento sia privo di causa in base al rapporto di valuta, essendo necessario accertare, sulla base del rapporto di provvista, le condizioni relative all’esperimento dell’azione di ripetizione dell’indebito così come risultanti dai rapporti tra delegante (emittente) e delegato (banca depositaria).

Tribunale Milano Sez. spec. Impresa, 16/07/2013, n.10104

Rapporto tra lavoratore, datore di lavoro e Stato

La legge configura il rapporto tra lavoratore (percettore del reddito), datore di lavoro (erogatore del reddito) e Stato come una forma di delegazione di pagamento “ope legis”, dalla quale deriva la liberazione del debitore originario (lavoratore dipendente) e l’impossibilità per lo Stato di rivolgersi a quest’ultimo nel caso di omesso versamento da parte del sostituto d’imposta delle somme trattenute a titolo di ritenuta fiscale. Il datore di lavoro (sostituto d’imposta) diventa, pertanto, debitore verso lo Stato per un debito che non è più del dipendente.

Ne consegue che l’unico obbligato al pagamento delle ritenute è il sostituto d’imposta al quale l’Amministrazione deve rivolgersi per pretendere il pagamento delle imposte trattenibili. Pertanto l’Amministrazione finanziaria non può operare un accertamento in capo al lavoratore subordinato, senza riconoscere al medesimo la detrazione, dal tributo lordo, delle ritenute che il sostituto è chiamato a versare per i redditi corrisposti al lavoratore medesimo.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. XXXI, 15/04/2013, n.51

Operazioni bancarie in conto corrente

La banca, quando accetta la delegazione di pagamento conferitale da un terzo con un bonifico, si obbliga all’esecuzione nei confronti del solo delegante, non assumendo alcuna autonoma obbligazione nei confronti del correntista beneficiario. Il successivo accreditamento del bonifico sul conto corrente del beneficiario avviene invece in ragione di un distinto mandato generico a gestire il servizio cassa, conferito dal correntista alla banca, e prescinde dalla natura e dall’origine della provvista. Sicché neppure da questo mandato deriva un’autonoma e specifica obbligazione della banca nei confronti del suo cliente per ciascuna rimessa, perché, secondo quanto prevedono gli art. 1823, comma 1, e 1852 c.c., il contratto di conto corrente obbliga le parti solo all’annotazione dei crediti derivanti dalle reciproche rimesse.

Cassazione civile sez. I, 23/01/2009, n.1742

Ordine di bonifico

L’ordine di bonifico ha natura di negozio giuridico unilaterale, la cui efficacia vincolante scaturisce da una precedente dichiarazione di volontà con la quale la banca si è obbligata ad eseguire i futuri incarichi conferitile dal cliente, ed il cui perfezionamento è circoscritto alla banca ed all’ordinante, con conseguente estraneità del beneficiario, nei cui confronti, pertanto, l’incarico del correntista di effettuare il pagamento assume natura di delegazione di pagamento.

Anche il delegato al pagamento può essere obbligato, ma solo se il medesimo si obbliga personalmente verso il creditore delegatario e questi accetti l’obbligazione del delegato, ai sensi dell’art. 1269, comma 1, c.c.

Cassazione civile sez. I, 19/09/2008, n.23864



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