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Compensazione volontaria: ultime sentenze

7 Dicembre 2019
Compensazione volontaria: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: compensazione volontaria; presupposti della compensazione; compensazione volontaria tra i crediti riscossi in nome e per conto del mandante.

Compensazione volontaria: presupposti

Un credito contestato in un separato giudizio non è suscettibile di compensazione legale, attesa la sua illiquidità, né di compensazione giudiziale, poiché potrà essere liquidato soltanto in quel giudizio, richiedendosi, invece, per la compensazione volontaria, un patto con cui venga direttamente disposta la compensazione di crediti già esistenti oppure siano fissate le condizioni, derogatorie a quelle di legge (altrimenti si avrebbe compensazione legale o giudiziale), necessarie e sufficienti per il prodursi in futuro dell’effetto compensativo fra le parti.

Cassazione civile sez. VI, 18/10/2013, n.23716

Compensazione volontaria: quando è ammessa?

La compensazione cui tende il fermo amministrativo, presuppone un accertamento di merito precluso in un giudizio a cognizione sommaria quale quello di ottemperanza; ciò vale anche in sede fallimentare in quanto il giudice può solo provvedere in ordine all’esecuzione del giudicato e non anche in relazione a profili cognitivi estranei all’individuazione del contenuto e della portata del giudicato.

Pertanto, al giudice è precluso disporre un’eventuale compensazione in sede fallimentare tra credito emerso dal giudicato con debiti fiscali sopravvenuti, potendo detta compensazione avvenire solo su precisa domanda del contribuente rivolta all’ufficio.

Le compensazioni, legali e giudiziali, sono inconciliabili con la natura del giudizio di ottemperanza, infatti, è ammessa solo la compensazione volontaria che deve essere formalizzata extragiudiziariamente direttamente tra le parti, allegata alla relazione del giudice-componente delegato/commissario nominato ed acquisita al fascicolo d’ufficio per documentare l’avvenuto adempimento.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. I, 27/06/2017, n.2850

Compensazione volontaria e giudizio di ottemperanza

Nel giudizio di ottemperanza, ogni eventuale contro credito vantato non può essere opponibile in una compensazione che non sia volontaria, la quale deve essere formalizzata extragiudizialmente direttamente tra le parti, allegata alla relazione del giudice componente delegato/commissario ad acta nominato ed acquisita al fascicolo d’ufficio per documentare l’avvenuto adempimento.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. I, 16/01/2018, n.109

Bancarotta preferenziale e compensazione volontaria

In tema di bancarotta preferenziale, la compensazione volontaria, pur consentita in linea generale dall’art. 1252 c.c. e dall’art. 56 l. fall., può integrare il reato di cui all’art. 216, comma 3, l. fall. nei casi in cui l’accordo sia raggiunto durante la fase di insolvenza e sia finalizzato a favorire alcuni creditori con danno per gli altri.

Cassazione penale sez. V, 05/03/2014, n.16983

Compensazione volontaria: è soggetta a revocatoria fallimentare?

La compensazione può essere revocata nei limiti in cui il fallito, ricorrendo a tale modo di estinzione delle obbligazioni, estingue (non solo un proprio debito ma anche) un proprio credito, che viene sottratto al suo patrimonio e quindi ai suoi creditori; vale altresì evidenziare che non sono revocabili né la compensazione legale, ove ovviamente ne ricorrano tutti i presupposti (crediti contrapposti, liquidi, omogenei ed esigibili), né la compensazione giudiziale, in quanto frutto di un provvedimento giurisdizionale, ma solo la compensazione volontaria, ovvero quella frutto di un accordo tra le parti in assenza dei presupposti della compensazione.

Corte appello Catanzaro sez. II, 02/05/2019, n.934

Compensazione volontaria e pregresso contratto

La compensazione volontaria, in virtù di pregresso contratto, di debiti crediti tra una società poi soggetta a fallimento ed altra società, non può essere oggetto di revocatoria fallimentare, salvo si provi che le parti, con negozi sottostanti abbiano artatamente creato situazioni di debito-credito.

Tribunale Milano sez. II, 29/07/2010, n.9679

Mancata valutazione della possibilità di compensazione

L’esercizio formalmente legittimo, ma imprudentemente precipitoso, di un diritto di credito, in caso di mancata valutazione della possibilità di compensazione, costituisce una vera e propria violazione dei doveri di correttezza e di lealtà sanciti dalla legge (nella specie, una banca è stata condannata per aver agito con un decreto ingiuntivo nei confronti di un debitore, correntista dello stesso istituto di credito, senza valutare la possibilità di compensazione ex art. 1853 c.c. o di compensazione volontaria).

Tribunale Rimini, 21/08/2000

Compensazione volontaria convenuta tra le parti

La compensazione volontaria convenuta tra le parti accessoriamente al mandato all’incasso rappresenta un’ulteriore causa di esclusione della configurabilità di una cessione di credito.

Cassazione civile sez. I, 26/02/1999, n.1671

Cessione di credito e mandato all’incasso

La cessione di credito ed il mandato all’incasso, pur potendo essere utilizzati per raggiungere le medesime finalità solutorie e di garanzia, si differenziano sostanzialmente e sono incompatibili, poiché la cessione produce l’immediato trasferimento del credito ad altro soggetto, che diviene titolare della legittimazione esclusiva a pretendere la prestazione del debitore, mentre il mandato “in rem propriam” conferisce al mandatario solo la legittimazione a riscuotere il credito in nome e per conto del mandante, che ne conserva la titolarità esclusiva; la compensazione volontaria, pattuita fra le parti in aggiunta al conferimento di un mandato all’incasso di effetti ad una banca, non comporta alcuna rinuncia del mandante ai ricavi degli effetti ed al loro trasferimento, ma solo la facoltà del mandatario di operare, successivamente all’incasso, la compensazione volontaria tra i crediti riscossi in nome e per conto del mandante e quelli da lui vantati nei suoi confronti, salvo il diritto per i crediti residuali, che restano esclusi non solo dalla compensazione, ma anche da ogni cessione.

Cassazione civile sez. I, 28/08/1995, n.9030

Compensazione volontaria: opera anche sui debiti

Configura danno erariale l’avvenuto pagamento dell’intero corrispettivo di una fornitura irregolarmente eseguita, senza applicazione di penale contrattualmente stabilita, laddove, in particolare il capitolato speciale d’appalto preveda misure idonee a dare concreta ed immediata attuazione alla clausola penale stessa (nella fattispecie, il riconoscimento del diritto dell’amministrazione di incamerare la somma derivante trattenendola dalla cauzione versata e, qualora questa risultasse insufficiente, dalla somma da liquidare per l’effettuazione della fornitura), venendo così a porre in essere una compensazione volontaria che, in quanto rimessa all’autonomia negoziale delle parti, opera anche su debiti che non rivestano i caratteri dell’omogeneità esigibilità e liquidità.

Corte Conti, (Calabria) sez. reg. giurisd., 11/10/1994, n.43



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