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Successione dei parenti

18 Novembre 2019
Successione dei parenti

Il Codice civile distingue tra due categorie di eredi, quelli legittimi e quelli legittimari. I primi hanno diritto all’eredità solo quando il defunto non ha fatto testamento. 

Quando muore una persona, le regole sulla successione – ossia sulla divisione del suo patrimonio tra gli eredi – sono particolarmente complesse. Di solito si ricorre a un avvocato per comprendere le quote di eredità spettanti a ciascun familiare. Su di esse influiscono una serie di variabili tra cui, la principale, è la presenza di un testamento. Anche quando, infatti, il defunto abbia lasciato scritte le proprie ultime volontà, la legge attribuisce ai parenti più stretti (i cosiddetti legittimari: ossia coniuge e figli o, in assenza di questi ultimi, i genitori) una quota fissa del patrimonio. Quota che però si valuta al netto delle donazioni già ricevute in vita dal de cuius.

Stabilire le regole sulla successione dei parenti quindi richiede innanzitutto la conoscenza di alcune definizioni chiave adoperate dal Codice civile e, in secondo luogo, la comprensione dei meccanismi di ripartizione del patrimonio a seconda della presenza o meno del testamento. Nel primo caso parleremo di successione secondo legge o “legittima”, nel secondo invece di “successione necessaria”. 

Per trattare l’intera materia della successione dei parenti servirebbe un manuale di diritto civile. Di solito però il lettore si accontenta di sapere quali sono le quote che spettano sempre ai parenti. Di tanto parleremo pertanto in questo breve articolo corredato, alla fine, da due schede molto importanti. La prima si riferisce alla successione legittima, quella cioè che scatta quando, senza un testamento, la legge stabilisce tra chi vadano divisi i beni del defunto; la seconda si riferisce invece alla successione necessaria, quella cioè che, anche in presenza di un testamento, impone il rispetto delle quote minime tra i legittimari e che, in assenza di tale ossequio alla legge, rende il testamento impugnabile. Ma procediamo con ordine.

Cosa vuol dire parenti in linea retta e in linea collaterale?

I parenti sono chiamati alla successione con un ordine preciso che comprende sia i parenti in linea retta che quelli in linea collaterale. Si dicono parenti in linea retta coloro che discendono l’uno dall’altro (ad esempio padre e figlio, nonno e nipote). Sono invece parenti in linea collaterale coloro che hanno un ascendente comune ma non discendono l’uno dall’altro (ad esempio zio e nipote).

Cos’è il grado di parentela e come funziona?

Il grado di parentela si calcola contando le generazioni che separano i due soggetti. Per esempio, padre e figlio sono parenti di 1° grado, perché li separa una sola generazione; nonno e nipote sono invece parenti di 2° grado.

Nella determinazione del grado tra collaterali si devono contare le generazioni che separano i due soggetti risalendo al parente comune. Così zia e nipote sono parenti di terzo grado (dalla zia alla nonna, dalla nonna al genitore, dal genitore al nipote). 

Come si trasmette l’eredità 

L’eredità si devolve per legge e/o per testamento.

In particolare la successione può essere: 

  • interamente testamentaria, quando il defunto ha disposto per testamento dell’intero patrimonio; 
  • interamente legittima, se il defunto non ha disposto per testamento o in caso di disposizioni testamentarie inefficaci o invalide;
  • in parte testamentaria e in parte legittima, quando il testatore, pur potendo disporre dell’intero patrimonio, si è limitato a disporre di una parte soltanto.

Cos’è il divieto di patti successori?

La trasmissione del patrimonio del defunto può avvenire solo per legge o per testamento, per questa ragione la legge prevede il divieto di patti successori. In particolare il Codice vieta, a pena di nullità, qualsiasi convenzione (patto, contratto, accordo) con cui taluno dispone della propria successione oppure dei diritti che gli possono spettare su una successione non ancora aperta o l’atto con cui rinuncia ai medesimi diritti.

Se le parti dispongono di diritti già acquisiti e non di diritti futuri ed eventuali, non si rientra nell’ambito del divieto.

Per espressa previsione di legge sono invece validi, i c.d. patti di famiglia, introdotti nel nostro ordinamento con il preciso scopo di realizzare il trasferimento per atto tra vivi dell’azienda o delle partecipazioni societarie del disponente a favore di uno o più dei suoi discendenti.

Successione per legge (o legittima)

In assenza di un valido testamento è la legge ad individuare quali parenti ereditano, e in quale misura. Per regola generale, i parenti più prossimi escludono i più remoti.

Parenti che hanno diritto alla successione

La legge stabilisce un sistema abbastanza completo di categorie di soggetti che partecipano alla successione; esso comprende tutti i parenti in linea retta e collaterale entro il 6° grado. Il criterio di massima è quello della prossimità del vincolo. Per primi vengono quindi chiamati i parenti di grado più basso. I parenti in linea retta sono in generale preferiti a quelli in linea collaterale, anche se sono di grado più vicino.

Ordine di successione

Il Codice distingue tra successione del coniuge e dei parenti. Il coniuge infatti influisce in modo considerevole sia sull’ordine di successione che sulla determinazione delle quote che vengono attribuite a ciascuna categoria di eredi.

Successione del coniuge

Il coniuge eredita la totalità dei beni in assenza di figli (sia legittimi che naturali), di ascendenti (genitori, nonni, ecc.), e dei fratelli.

Quando vi siano dei figli, il coniuge riceve la metà dell’asse ereditario se il figlio è uno. Se i figli sono più di uno, il coniuge riceve un terzo dell’eredità.

In assenza di figli, il coniuge concorre con gli ascendenti e con i fratelli del defunto, ai quali spetta complessivamente un terzo dei beni.

Successione dei parenti

Ai genitori succedono i figli legittimi, legittimati, naturali e adottivi in parti uguali. La presenza di figli o di discendenti esclude tutte le altre categorie di successibili.

Quando non vi siano figli, l’eredità viene divisa tra gli ascendenti e i fratelli. I genitori escludono dalla successione gli ulteriori ascendenti. 

Quando i chiamati siano gli ascendenti, l’asse ereditario viene attribuito per una metà a quelli che appartengono alla linea paterna e per l’altra metà alla linea materna.

Quando non vi siano né figli, né ascendenti succedono i fratelli in parti uguali. I fratelli unilaterali (ossia quelli che hanno un solo genitore in comune) ricevono la metà di quanto spetti agli altri.

Quando non vi sono né figli, né genitori o ascendenti, né fratelli o loro discendenti, la successione si apre a favore degli altri parenti fino al sesto grado, senza distinzione di linea. 

Successione per testamento o necessaria

Il testatore deve in ogni caso sapere che alcuni parenti prossimi, i legittimari, sono tutelati dalla legge, ai quali è riservata una quota dell’eredità, a prescindere dalla volontà del testatore stesso. Le disposizioni testamentarie non possono perciò pregiudicare i diritti che la legge riserva loro.

Ad alcuni parenti prossimi del defunto – coniuge, figli e ascendenti – la legge riserva una quota di eredità, a prescindere dalla volontà del defunto. Questi parenti, detti legittimari, ereditano necessariamente una parte del patrimonio (successione necessaria).

Il rispetto delle quote minime riservate agli eredi legittimari viene valutato al netto delle donazioni già ricevute in vita dal defunto. Sicché, se questi ha già soddisfatto, con regali di vario tipo fatti prima di morire, la quota di legittima a uno dei suoi familiari, questi non può, dopo il testamento, far valere l’azione di lesione della legittima.

Oggi la legge ha disposto l’equiparazione tra figli naturali e legittimi, e tra coniuge e parte di una unione civile.

In caso di mancato rispetto, da parte del testatore, della quota di legittima riservata ai legittimari, essi possono:

agire in giudizio per veder tutelato il loro diritto con l’azione di riduzione;

  • evitare di agire in giudizio, lasciando trascorrere il termine decennale di prescrizione per l’azione di riduzione oppure accettando espressamente le ultime volontà del defunto (acquiescenza). Le disposizioni testamentarie che ledono i diritti dei legittimari non sono infatti né nulle né automaticamente inefficaci, ma esplicano i loro effetti finché non sono impugnate.

Per evitare problemi agli eredi, in ogni caso, il testatore dovrebbe tenere sempre in considerazione quale parte del suo patrimonio è riservata ai legittimari, e quale parte invece è liberamente disponibile, attribuendola a chi vuole.

Tabelle A: Come si divide l’eredità se non c’è testamento

Successione per legge in assenza di testamento

In caso di

Eredi

Quota spettante

Coniuge (o convivente gay)(in assenza di figli, e in assenza di fratelli e ascendenti del defunto): solo il ConiugeIntera eredità
Coniuge+

Figlio unico (anche se viventi fratelli e ascendenti del defunto)

1/2 eredità + diritto abitazione1/2 eredità
Coniuge+

2 o più figli (anche se viventi fratelli e ascendenti del defunto)

1/3 eredità + dir. abitazione2/3 in parti uguali
Coniuge+

Ascendente/i del defunto (in assenza di figli e fratelli del defunto)

2/3 eredità + dir. abitazione1/3 eredità in parti uguali
Coniuge+

1 o più fratelli del defunto (in assenza di figli e ascendenti del defunto)

2/3 eredità + dir. abitazione1/3 eredità in parti uguali
Coniuge+

Ascendente/i + 1 o più fratelli del defunto (in assenza di figli)

2/3 eredità + dir. abitazione1/3 eredità (suddivisa in parti uguali)
Senza coniuge (o convivente gay)1 o più figli (anche se viventi fratelli e ascendenti del defunto)Intera eredità in parti uguali
(in assenza di figli e fratelli del defunto): Ascendente/i del defuntoIntera eredità
(in assenza di figli e ascendenti del defunto): 1 o più fratelli del defuntoIntera eredità in parti uguali
(in assenza di figli): Ascendente/i+

1 o più fratelli del defunto

1/2 eredità1/2 eredità in parti uguali
In assenza di figli, genitori, fratelli/sorelle o loro discendenti: ascendenti paterni e ascendenti materni1/2 + 1/2
Parenti purché entro il 6º grado (in assenza di figli, ascendenti e fratelli del defunto)Intera eredità in parti uguali ai parenti di grado più prossimo

 Tabella B: le quote di eredità che il testamento deve rispettare

Se c’è:LegittimariQuota riservata dalla legge ai legittimariResidua quota del testamento liberamente disponibile
Coniuge

(o compagno gay da unione civile)

Se non ci sono figli½ di eredità + il diritto di abitazione sulla casa coniugale½ di eredità
Se oltre al coniuge c’è un figlio unico (anche se i genitori del defunto sono ancora in vita)– al coniuge va 1/3 dell’eredità + il diritto di abitazione sulla casa

– al figlio unico va 1/3 dell’eredità

1/3 dell’eredità
Se oltre al coniuge ci sono 2 o più figli (anche se i genitori del defunto sono ancora in vita)– al coniuge va ¼ dell’eredità + il diritto di abitazione sulla casa

– ½ dell’eredità va diviso tra i figli in parti uguali

¼ dell’eredità
Se, oltre al coniuge, c’è uno o entrambi i genitori o, in loro mancanza, altri ascendenti (mancano però i figli)– al coniuge va ½ dell’eredità + il diritto di abitazione sulla casa

– ai genitori o altri ascendenti va ¼ dell’eredità

¼ dell’eredità
Se manca il Coniuge

(o compagno gay da unione civile)

Se c’è un solo figlio unico (anche se vivono i genitori del defunto)Al figlio unico va ½ dell’ereditའdell’eredità
Se ci sono 2 o più figli (anche se vivono ancora i genitori del defunto)Ai figli vanno i 2/3 dell’eredità divisi per parti uguali1/3 dell’eredità
Se ci sono solo i genitori (o, in loro mancanza, altri ascendenti) del defunto, ma non ci sono figliAi genitori (o altri ascendenti) va 1/3 dell’eredità2/3 dell’eredità
Se non ci sono né figli, né genitori o altri ascendentiSi può liberamente disporre dell’intera eredità


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