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Testamento pubblico: ultime sentenze

9 Dicembre 2019
Testamento pubblico: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: testamento pubblico; stato di sanità mentale del testatore; capacità di testare; dichiarazione del testatore di non poter firmare perché cieco; sottoscrizione del testatore, del notaio e dei testimoni.

Condizione di sanità mentale del testatore

In tema di testamento pubblico, lo stato di sanità mentale del testatore, seppure ritenuto e dichiarato dal notaio per la mancanza di segni apparenti di incapacità del testatore medesimo, può essere contestato con ogni mezzo di prova, senza necessità di proporre querela di falso, poiché, ai sensi dell’art. 2700 c.c., l’atto pubblico fa piena prova delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesti essere avvenuti in sua presenza o da lui compiuti, ma nei limiti della sola attività materiale, immediatamente e direttamente richiesta, percepita e constatata dallo stesso pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni.

Cassazione civile sez. II, 30/01/2019, n.2702

Ricevimento delle disposizioni testamentarie e confezionamento della scheda

Nel testamento pubblico le operazioni attinenti al ricevimento delle disposizioni testamentarie e quelle relative alla confezione della scheda sono idealmente distinte e, pertanto, possono svolgersi al di fuori di un unico contesto temporale; in tal caso, qualora la scheda sia predisposta dal notaio, condizione necessaria e sufficiente di validità del testamento è che egli, prima di dare lettura della scheda stessa, faccia manifestare di nuovo al testatore la sua volontà in presenza dei testi.

Cassazione civile sez. II, 23/01/2017, n.1649

Coeredi esclusi dall’assegnazione del fondo

Ai fini dell’art. 6 l. 1078/40 il valore del bene assegnare ai coeredi non assegnatari va calcolato nel momento in cui si verifica l’attribuzione della proprietà del bene al coerede assegnatario in quanto è in tale momento che sorge il diritto degli altri coeredi, esclusi dal subentro e non soddisfatti con altri beni caduti in successione, ad ottenere “pro quota” le somme corrispondenti alla perdita subita e non al momento della pubblicazione della sentenza che accerta il diritto dei coeredi non assegnatari ad una quota del valore del fondo (nel caso di specie al momento dell’apertura della successione del “de cuius” perché è con l’apertura di tale successione che diveniva efficace il suo testamento pubblico che prevedeva l’attribuzione del podere al figlio).

Tribunale Salerno sez. II, 10/10/2016, n.4516

Cosa fa presumere la redazione per atto pubblico di un testamento?

La redazione per atto pubblico di un testamento è circostanza in base alla quale è ragionevole presumersi che, all’atto della redazione, il testatore fosse pienamente cosciente, o almeno non desse segni visibili di incapacità, poiché l’accertamento del notaio, quale pubblico ufficiale preposto al controllo della mancanza di cause di nullità dell’atto, deve ritenersi un significativo elemento di prova della capacità di testare.

(Fattispecie relativa a testamento pubblico che il giudice riteneva pienamente valido, non avendo parte attrice fornito la prova, neppure di carattere presuntivo, del fatto che il testatore fosse incapace di intendere e di volere al momento del testamento, né del fatto che la relativa volontà fosse stata in qualche modo coartata dal soggetto beneficiario).

Tribunale Lucca, 07/07/2016, n.1469

Volontà di modificare il precedente testamento

Tenuto conto delle conclusioni del medico legale, della mancanza di manifestazione della volontà di modificare il precedente testamento, della mancanza di un ruolo attivo della testatrice, del breve colloquio intercorso fra la testatrice e il notaio di cui non è noto il contenuto, il Collegio ritiene che l’attore abbia dato prova della mancanza di capacità naturale in capo alla de cuius, con conseguente annullamento del testamento pubblico.

La delazione dell’eredità deve quindi avvenire sulla base del testamento olografo depositato in udienza.

Tribunale Parma, 04/03/2015, n.469

Manifestazione della volontà del de cuius

Il metodo cd. gutturale — normalmente utilizzato tra i laringectomizzati — consiste nel servirsi di versi e rumori gutturali per farsi comprendere; esso costituisce una valida modalità di espressione della volontà del “de cuius” che può servirsene per fare testamento (nella fattispecie il giudice di secondo grado ha respinto tanto la querela di falso per falsità ideologica nei confronti del notaio rogante il testamento pubblico quanto la richiesta di annullamento di detto atto, perché rogato, a giudizio dell’appellante, senza il rispetto delle formalità prescritte dalla legge per il testamento del muto).

Corte appello Trieste sez. I, 24/09/2014, n.569

Capacità di ricevere per testamento

Ai sensi degli artt. 2 e 4 della legge 3 febbraio 1975, n. 18, i non vedenti hanno, in linea di principio, la capacità di sottoscrivere gli atti che li riguardano, sicché, ai fini della validità del testamento pubblico, la dichiarazione del testatore di non poter firmare perché cieco, seppur trasfusa nell’atto dal notaio rogante, è insufficiente, occorrendo anche che essa sia veridica, in quanto, altrimenti, il testamento è nullo per difetto di sottoscrizione.

Cassazione civile sez. II, 09/04/2014, n.8346

Possesso delle facoltà mentali del testatore

La scelta del testamento pubblico non costituisce di per sé prova del pieno possesso delle facoltà mentali da parte del testatore.

Cassazione civile sez. II, 30/01/2013, n.2212

Testamento pubblico e testamento olografo

L’art. 681 c.c., il quale disciplina la sola revocazione espressa della precedente revoca di un testamento, disponendo in tal caso la reviviscenza delle disposizioni revocate, non preclude al testatore la possibilità di revocare tacitamente la precedente revocazione, lasciando, tuttavia, in tal caso impregiudicata l’efficacia del testamento per primo revocato, da valutare in base alla volontà complessiva del testatore.

(Nella specie, la S.C., in applicazione dell’enunciato principio, ha confermato la sentenza di merito, la quale, in presenza di un testamento pubblico che aveva espressamente revocato un precedente testamento olografo, su cui in seguito ancora il “de cuius” aveva apposto una nuova data posteriore alla data del testamento pubblico e una nuova firma, aveva inteso tale manifestazione di volontà riproduttiva del primo scritto quale fattispecie di revoca della revoca, escludendo però che le disposizioni dell’originario testamento olografo rivivessero automaticamente).

Cassazione civile sez. II, 14/11/2012, n.19915

Revoca delle disposizioni testamentarie

Ove ad un testamento olografo faccia seguito un testamento pubblico recante la medesima attribuzione patrimoniale in favore dello stesso erede, la successiva revoca, per atto notarile, del testamento pubblico, senza alcuna menzione del precedente olografo estende i propri affetti al testamento olografo precedente ove quello pubblico sia meramente riproduttivo, sicché ai fini della revoca espressa del testamento occorre guardare non tanto alla scheda testamentaria in sé, quanto piuttosto alle attribuzioni patrimoniali che essa reca.

Cassazione civile sez. II, 10/10/2012, n.17267

Annullabilità del testamento

Il testamento pubblico privo del requisito formale dell’ora della sottoscrizione, espressamente previsto dall’art. 603 comma 3 c.c., è annullabile su istanza di chiunque vi abbia interesse, ai sensi dell’art. 606 comma 2 c.c., non potendosi valutare come irrilevante, ai fini della validità dell’atto, che l’ordinamento configura come negozio solenne, la mancanza di uno o più degli elementi costitutivi prescritti dalla legge, in quanto ritenuta non incidente sull’effettiva volontà del testatore, così sovrapponendo al dato normativo un arbitrario criterio sostanzialistico.

(Nella specie, in applicazione dell’enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, la quale aveva negato che l’omessa indicazione dell’ora della sottoscrizione di un testamento pubblico ne comportasse l’invalidità, considerando che tale vizio non incideva sulla capacità del testatore, né faceva in alcun modo dubitare della volontà di disposizione patrimoniale espressa da quest’ultimo).

Cassazione civile sez. II, 25/05/2012, n.8366

Testamento pubblico: le attestazioni del notaio

Le attestazioni del notaio, che ha redatto il testamento pubblico, circa lo stato di sanità mentale del testatore, non fanno fede fino a querela di falso, ma costituiscono, tuttavia, un valido elemento di prova circa il vero atteggiamento assunto e mantenuto dal testatore durante la redazione dell’atto e accertato dal notaio stesso.

Tribunale Savona, 13/04/2012



4 Commenti

  1. Mi angoscia la sorte del mio patrimonio per quando non ci sarò più. Vorrei, quindi, fare testamento, ma non so se ricorrere al notaio (testamento pubblico) o fare un semplice quanto efficace testamento privato.

    1. Il testamento olografo, si caratterizza per essere redatto direttamente ed esclusivamente dal proprio autore. In sostanza basta un semplice foglio bianco, una penna, nessuna cancellazione, data, firma e il gioco è fatto (ne abbiamo parlato più diffusamente nell’articolo il testamento olografo non ha una scadenza). Viceversa, con il testamento pubblico, diventa fondamentale il ruolo del notaio, la cui presenza ed il cui ruolo di ufficiale pubblico garantiscono, almeno in linea di principio, autenticità e veridicità al vostro testamento.

  2. E poi vorrei aggiungere un’altra domanda… Scusate se insisto, ma l’argomento mi interessa personalmente. Come si prepara un testamento pubblico?

    1. Se nel testamento olografo, le vostre ultime volontà non devono essere raccontate a nessuno, ma semplicemente scritte a mano nel foglio in vostro possesso, nel testamento pubblico, invece, una caratteristica essenziale è la dichiarazione orale davanti al notaio: in altri termini, dovrete dettare all’ufficiale pubblico quale dovrà essere la destinazione dei beni costituenti il vostro patrimonio. Detto ciò, nulla vieta al notaio di predisporre la cosiddetta scheda testamentaria. In altre parole, potrebbe risultare necessario o semplicemente più comodo arrivare all’appuntamento per il testamento pubblico con le idee già chiare. Il notaio, quindi, potrebbe aver già raccolto le vostre disposizioni, magari in un precedente incontro: questa procedura è valida o il testamento pubblico è così nullo? La Cassazione ha recentemente detto che questo modo di operare è assolutamente legittimo. Nulla vieta al notaio di predisporre la scheda testamentaria: l’importante è che prima di darne lettura, il testatore (cioè la persona che fa testamento) esprima le sue volontà al pubblico ufficiale, in sostanza confermando il contenuto della scheda testamentaria (evidentemente predisposta, solo per esigenze pratiche). Per la precisione, la Cassazione afferma che …ai fini della validità del testamento, qualora la scheda sia stata predisposta dal notaio, condizione necessaria e sufficiente è che egli, prima di dare lettura della scheda stessa, faccia manifestare di nuovo al testatore la sua volontà in presenza dei testi.

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