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Distanze legali tra gli alberi: ultime sentenze

15 Aprile 2021
Distanze legali tra gli alberi: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: distinzione degli alberi di alto fusto da quelli di medio fusto; lesione di diritti di veduta o di luce dell’attore; estirpazione di alberi piantati a distanza dal confine minore della distanza legale.

Distanze legali di piante dal confine 

Le prescrizioni relative alle distanze legali degli alberi e delle piante dal confine, stabilite nei primi tre commi dell’art. 892 c.c., non devono essere osservate quando sul confine esista un muro divisorio e le dette piante non lo superino in altezza poiché, in questo caso, il vicino non subisce diminuzione di aria, luce e veduta.

Cassazione civile sez. VI, 12/07/2018, n.18439

La nozione di muro divisorio rilevante, ai sensi dell’art. 892, comma 4, c.c., al fine dell’esenzione dalle prescrizioni relative alle distanze legali degli alberi e delle piante dal confine, coincide con quella di cui all’art. 881 c.c., costituendo muro, a tali effetti, solo quel manufatto che impedisca al vicino di vedere le piante altrui. Ne consegue che, in caso di fondi a dislivello, il muro di contenimento che emerga dal piano di campagna del fondo superiore e nasconda le piante alla vista del vicino può svolgere pure la funzione di muro divisorio ex art. 892, comma 4, c.c.

Cassazione civile sez. VI, 12/07/2018, n.18439

Distanze legali degli alberi: il concetto di “fusto”

Ai fini delle distanze legali, per distinguere gli alberi di alto fusto da quelli di medio fusto, il concetto di “fusto” comprende non solo il tronco, ma anche le branche principali e, pertanto, per la classificazione dell’albero (nella specie, ulivi) vanno considerate sia l’altezza del fusto, comprensivo del tronco e cioè delle parti aeree dell’albero tra il colletto e la prima imbrancatura, sia le branche principali che si dipartono direttamente dal tronco, fino al punto in cui queste si diffondono in rami, dando chioma alla pianta.

Cassazione civile sez. II, 30/12/2015, n.26130

Alberi di alto fusto: la distanza minima dal confine

Ai sensi dell’art. 892 c.c. per gli alberi di alto fusto la distanza minima dal confine è quella di tre metri. Né assume rilievo la circostanza che la zona in cui sono stati piantati i cipressi sia sottoposta a vincolo paesaggistico, né che il filare di cipressi sia stato piantato dall’originario proprietario, deduzione che non assume alcun rilievo in quanto non è stata fornita prova del decorso del termine ventennale di usucapione del diritto a tenere alberi a distanza dal confine inferiore a quella di legge.

Non è meritevole di accoglimento la domanda di garanzia avanzata genericamente da parte convenuta nei confronti dei terzi chiamati. Infatti, la condanna giudiziale per violazione delle distanze legali non integra la fattispecie di evizione parziale contemplata dall’art. 1484 c.c. Né il compratore può avvalersi della disposizione dell’art. 1489 c.c. in materia di vendita di cosa gravata da oneri o da diritti di godimento dei terzi, posto che la violazione delle distanze legali non può ritenersi occulta, essendo accertabile con una semplice misurazione.

Tribunale Messina sez. II, 28/04/2015, n.993

Domanda di sradicamento degli alberi posti a distanza illegale dal confine

In tema di distanze degli alberi dal confine, in un giudizio instaurato per lo sradicamento di alberi posti a dimora dal confinante proprietario a distanza inferiore a quella legale non costituisce domanda nuova quella, proposta nel corso dello stesso giudizio, volta a mantenere le piante ad altezza non eccedente la sommità del muro di cinta, ai sensi dell’art. 892, comma 4, c.c., trattandosi di una diversa articolazione di minor contenuto della medesima ed unica pretesa all’osservanza del distacco previsto dalla legge.

Cassazione civile sez. VI, 17/09/2015, n.18284

Misurazione delle distanze legali degli alberi

Deve essere cassata la decisione del giudice del merito di estirpare alcuni alberi se lo stesso non ha provveduto a verificare che fossero state effettivamente misurate le distanze legali degli alberi al fine di accordare o meno il diritto alla estirpazione, avendo il c.t.u. accentrato esclusivamente l’indagine solo sulla lesione di diritti di veduta o di luce dell’attore.

Cassazione civile sez. II, 06/05/2013, n.10502

Giudizio promosso davanti al giudice di pace

In tema di competenza, ove il giudice di pace, adito con domanda rientrante nella sua competenza per materia (nella specie, relativa al rispetto delle distanze legali nella piantagione di alberi), sia investito, in via riconvenzionale, di una domanda eccedente la sua competenza per valore o per materia (nella specie, di accertamento di usucapione), egli è tenuto, non operando la translatio iudicii a norma dell’art. 36 c.p.c., a trattenere la causa principale, separando la causa riconvenzionale per la quale non è competente; né possono assumere rilevanza, in contrario, le disposizioni del sesto e del comma 7 del novellato art. 40 c.p.c., poiché esse non prevedono l’ipotesi in cui le predette domande siano proposte sin dall’inizio davanti al giudice di pace, nel qual caso rimane ferma la competenza funzionale e inderogabile del medesimo per la causa principale.

Cassazione civile sez. II, 25/11/2010, n.23937

Caduta del fogliame sul fondo confinante

Il proprietario di alberi di alto fusto, piantati nel rispetto delle distanze legali, non risponde dei danni asseritamente cagionati dalla caduta del fogliame sul fondo confinante.

Tribunale Prato, 28/04/2009

Distanze per gli alberi piantati in boschi

In tema di distanze per gli alberi piantati in boschi sul confine con terreni non boschivi, lungo le strade o le sponde dei canali – che siano di proprietà privata – il rinvio all’art. 892 c.c. formulato dall’ultimo comma dell’art. 893 c.c., con riferimento alla maggiore distanza prevista dai regolamenti comunali, deve intendersi esteso alle disposizioni regolamentari di carattere generale in materia di distanze richiamate dal comma 1 dell’art. 892 c.c.

Cassazione civile sez. II, 30/08/2004, n.17400

Estirpazione di alberi 

È manifestamente infondata, in riferimento agli art. 3, 9 e 42 cost., la q.l.c. degli art. 894 e 896 c.c., nella parte in cui consentono, rispettivamente, l’estirpazione di alberi piantati a distanza dal confine minore della distanza legale, pur aventi pregio paesaggistico, e in ogni caso la recisione di rami protesi e di radici addentrate nel fondo vicino, in quanto il giudice ben può applicare la legge di sua competenza, regolando i rapporti di vicinato, fermo restando che le esigenze pubblicistiche, connesse a interessi diversi da quelli privatistici, trovano tutela nell’opportuna sede, essendo la salvaguardia di valori che trascendono la tutela del diritto dominicale estranea alla norma codicistica denunciata, perché demandata alla normativa di settore, attuativa del valore costituzionale del paesaggio.

Corte Costituzionale, 06/07/2004, n.211

Valutazione della pianta

Il divieto di tenere alberi di alto fusto a meno di tre metri dal confine, stabilito dall’art. 892, comma 1, n. 1, c.c., riguarda anche gli alberi che abbiano alcuni tronchi di altezza inferiore ai tre metri, purché gli altri si diramino ad una quota a tale misura superiore. Infatti, la previsione normativa, mirante ad impedire che la parte fuori terra degli alberi riesca di danno ai vicini, per diminuzione di aria, luce, soleggiamento o panoramicità, esige una valutazione della pianta nella sua essenza unitaria.

Cassazione civile sez. II, 26/02/2003, n.2865

Violazione delle distanze legali 

La l. reg. Umbria n. 2 del 1998 (prevedente che il divieto di abbattimento di alberi di specie protetta non si estende a quelli collocati in violazione delle distanze legali) costituisce interpretazione autentica delle norme contenute nella precedente l. reg. n. 49 del 1987 in quanto interviene a chiarire il significato del testo della legge precedente, ed il suo ambito logico coincide con quello della legge interpretata; essa è pertanto applicabile anche alle fattispecie verificatesi prima della sua entrata in vigore, spiegando efficacia retroattiva, con la conseguenza che il divieto di abbattimento stabilito dalla precedente l. reg. non può più trovare applicazione in relazione a quegli alberi che violino le distanze legali stabilite dal codice civile.

Cassazione civile sez. II, 28/08/2002, n.12611

Il rispetto delle distanze legali nella piantagione di alberi

Qualora la domanda riconvenzionale appartenga alla competenza per materia di un giudice diverso, il simultaneus processus previsto, in via di regola, dall’art. 36 c.p.c., non può attuarsi davanti al giudice competente per valore a conoscere della domanda principale. In tal caso, non operando la deroga ai normali criteri attributivi della competenza disposti in considerazione della connessione oggettiva esistente tra le due domande, ciascuna di esse deve essere devoluta al giudice competente, con la conseguente separazione dei relativi giudizi.

Pertanto, ove il giudice di pace, adito con domanda rientrante nella sua competenza “ratione materiae” (nella specie, per il rispetto delle distanze legali nella piantagione di alberi), sia investito, in via riconvenzionale, di una domanda eccedente la sua competenza per valore o per materia (nella specie, di accertamento dei confini tra i due fondi e condanna al risarcimento dei danni cagionati dai lavori di scavo e sbancamento eseguiti dall’attore), egli è tenuto, non operando la translatio iudicii a norma del citato art. 36 c.p.c., a trattenere la causa principale, separando la causa riconvenzionale per la quale non è competente, senza che possa assumere alcuna rilevanza in contrario la disposizione del comma 6 del novellato art. 40 del codice di rito, secondo la quale, se una causa di competenza del giudice di pace sia connessa per i motivi di cui agli art. 31, 32, 34, 35 e 36 c.p.c. con altra causa di competenza del tribunale, le relative domande possono essere proposte davanti al tribunale per essere decise nello stesso processo, nè quella del comma 7 dello stesso articolo, che prevede che, se le cause connesse ai sensi del comma 6 sono proposte davanti al giudice di pace e al tribunale, il primo deve pronunciare anche di ufficio la connessione a favore del tribunale.

Infatti, tali disposizioni non prevedono l’ipotesi in cui le predette domande siano proposte sin dall’inizio davanti al giudice di pace, rimanendo ferma, in tale ipotesi, in caso di riconvenzionale di competenza del giudice togato, la competenza funzionale e inderogabile del giudice di pace per la causa principale.

Cassazione civile sez. II, 08/05/2002, n.6595



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11 Commenti

  1. Sono proprietario di un fondo e vorrei piantare dei noci al confine con il fondo di proprietà di un mio amico. Qual è la distanza che sono tenuto a rispettare in questo caso?

    1. Tre metri dal confine, poiché i noci sono alberi destinati a crescere notevolmente in altezza. Ognuno vorrebbe godere del proprio giardino/fondo liberamente, decidendo quali alberi piantare per abbellirlo oppure per trarne profitto, si pensi al caso degli alberi da frutto, ma deve sapere che esistono delle regole che vanno comunque rispettate. Quindi, prima di piantare una nuova pianta, è buona norma domandarsi se e quanto questa pianta crescerà e se potrà recare fastidio al proprio vicino. Per evitare l’insorgere di questioni il legislatore italiano ha stabilito le distanze che il proprietario di un fondo deve osservare tra gli alberi piantati nel suo terreno ed il confine. La ragione per la quale è stata prevista tale disciplina è da rintracciarsi nella volontà di tutelare i vicini dalla diffusione nel proprio terreno di radici nonché dal danneggiamento che potrebbero subire in termini di diminuzione di aria, luce e soleggiamento. Il nostro legislatore inoltre, ha inteso salvaguardare anche gli alberi, determinando lo spazio ragionevolmente occorrente a ciascun tipo in relazione all’altezza del fusto, per espandere le proprie radici e quindi, per crescere ed eventualmente fruttificare in condizioni di normale rigoglio.

  2. Buongiorno, vorrei piantare una vigna e una siepe di castagno. Qual è la distanza dal confine dovrei rispettare?

    1. Se intendi piantare una vigna; essendo le viti alberi che pur crescendo, raggiungono comunque un’altezza inferiore ai due metri, la distanza dal confine che va rispettata sarà quella di un mezzo metro. Se poi desideri piantare una siepe di castagno, la distanza che dovrai mantenere dal confine sarà di un metro in quanto si tratta di alberi che periodicamente devono essere tagliati vicino al ceppo.

  3. Vorrei sottoporre un caso alla vostra attenzione e, possibilmente, ricevere una risposta, sulla base delle vostre conoscenze e della vostra professionalità. Mettiamo il caso che Tizio abbia piantato nel proprio giardino, al confine con la proprietà di Caio, un albero il cui tronco e le cui branche principali superano i tre metri. Quale disciplina bisogna applicare? Vi ringrazio in anticipo

    1. In tal caso si è in presenza di un albero ad alto fusto poiché valutandolo nel complesso (tronco+branche principali) supera i tre metri e pertanto, è applicabile la disciplina dettata dal Codice civile per questi tipi di alberi. 
      Per gli alberi che vengono piantati per la prima volta nel suolo, in mancanza di disposizioni diverse stabilite dagli usi locali o da specifici regolamenti di polizia urbana o rurale, esistenti presso i singoli Comuni, devono essere rispettate le seguenti distanze dal confine:
      tre metri per gli alberi di alto fusto. Dal punto di vista delle distanze, vanno considerati alberi ad alto fusto quelli il cui fusto, semplice o diviso in rami, ha un’altezza notevole (si pensi ai noci, ai castagni, alle querce, ai pini, ai cipressi, agli olmi, ai pioppi, ai platani e similari);
      un metro e mezzo per gli alberi di non alto fusto, cioè quelli il cui fusto sorge ad un’altezza non superiore a tre metri e si diffonde in rami;
      mezzo metro per le viti, gli arbusti, le siepi vive, le piante da frutto che presentano un’altezza non maggiore di due metri e mezzo.

  4. Vorrei un consiglio sulla mia situazione. il confine tra la mia proprietà e quella del mio vicino è costituito da un muro divisorio in comune tra di noi. Io ho piantato una siepe di alberi ad alto fusto a meno di tre metri dal muro, la cui altezza però, non eccede la sommità del muro. il mio vicino non può chiedermi di tagliare la siepe?

    1. Il tuo vicino non potrà chiederti di tagliare la siepe, in quanto non la vede, essendo la stessa tenuta ad un’altezza al di sotto del muro divisorio, ne tanto meno subisce alcuna diminuzione di aria, luce, soleggiamento e panoramicità.  

  5. Angelo Trapani
    27/9/2020
    vorrei un parere sul fatto che il mio vicino ha piantato dei cipressi a circa tre metri però i rami sono entrati nella mia proprietà chi deve tagliare questi rami e poi sono ormai una altezza che supera i 5 metri cosa posso fare grazie

    1. Puoi trovare tutte le informazioni a riguardo nei seguenti articoli:
      -A chi spetta tagliare i rami che fuoriescono dalla proprietà https://www.laleggepertutti.it/93014_a-chi-spetta-tagliare-i-rami-che-fuoriescono-dalla-proprieta
      -Taglio dei rami degli alberi del vicino https://www.laleggepertutti.it/123217_taglio-dei-rami-degli-alberi-del-vicino
      -Come obbligare il vicino a tagliare la siepe https://www.laleggepertutti.it/180655_come-obbligare-il-vicino-a-tagliare-la-siepe
      -Il vicino può tagliare i rami del mio albero? https://www.laleggepertutti.it/224890_il-vicino-puo-tagliare-i-rami-del-mio-albero
      -Come obbligare il vicino a potare gli alberi a sue spese https://www.laleggepertutti.it/136389_come-obbligare-il-vicino-a-potare-gli-alberi-a-sue-spese

  6. Buonasera, come si determinano gli usi locali in materia di distanze alberi dal confine? Nel mio caso vorrei piantare cipressi lungo confine e strada vicinale (tutta sul mio fondo), in zona agricola a vincolo paesaggistico. Il terreno confinante è agricolo seminativo senza edifici. In altri confini della mia proprietà ci sono già ulivi (secolari) piantati in confine e ulivi ai bordi di altri tratti della stessa strada vicinale.
    E’ sufficiente per considerarlo un uso locale e quindi permettermi di piantare alto fusto in confine? Il piano regolatore del comune non dà indicazioni.
    Grazie

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