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Conte braccato dall’opposizione: rivedere tutte le tasse

18 Novembre 2019
Conte braccato dall’opposizione: rivedere tutte le tasse

Il presidente del Consiglio si impegna a ridurre le tasse, a partire da quella sulle auto aziendali: appello alla maggioranza per raggiungere l’obiettivo.

All’inizio di questa settimana che si preannuncia intensa per i lavori parlamentari che porteranno al varo della manovra finanziaria, interviene direttamente il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: «Sto lavorando con il ministro dell’Economia Gualtieri perché voglio ridurre ancora di più le tasse, come ad esempio quella sulle auto aziendali», annuncia in un’intervista al Corriere della Sera.

Conte vuole il consenso su questo obiettivo e così lancia «un appello ai gruppi parlamentari di maggioranza a collaborare con il governo, perché tutti ci si impegni a raggiungere questo risultato. Completiamo l’opera e chiudiamo il cerchio, possiamo essere ancora più ambiziosi».

Il presidente difende i provvedimenti varati dal Governo e non ci sta alle critiche che in questi giorni parlavano di una manovra penalizzante e restrittiva: «Dopo i notevoli sforzi fatti da tutti noi con la sterilizzazione delle clausole Iva per 23 miliardi, non posso accettare -aggiunge- la falsità che questa possa essere descritta come una manovra che aumenta le tasse. La pressione fiscale infatti non è aumenta. Deve vincere la verità, contro le mistificazioni e le menzogne».

Per questo il premier spiega che le tasse rappresentano «appena il 5 per cento» di una Finanziaria da trenta miliardi, dunque 1 miliardo e mezzo di euro. Ed aggiunge: «Tutti vogliono la riduzione delle tasse e nessuno deve cercare l’applauso per questo. I sondaggi dimostrano che le continue punzecchiature non pagano e sono un assist a Salvini. Dobbiamo ragionare -conclude Conte- in un’ottica di maggioranza».

Un appello alla coesione, per evitare di prestare il fianco agli attacchi dell’opposizione ed anche per evitare la proliferazione di emendamenti (molti dei quali presentati proprio da parlamentari della maggioranza) che potrebbero indebolire la strategia del Governo e che oggi il premier ha voluto ribadire.



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