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Indennità di maneggio denaro: ultime sentenze

10 Dicembre 2019
Indennità di maneggio denaro: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: indennità di maneggio denaro; requisiti previsti dal contratto collettivo; responsabilità per errore finanziario; pagamento dell’indennità di maneggio denaro. 

Indennità di maneggio denaro: quando spetta?

L’indennità di maneggio denaro spetta in presenza dei requisiti previsti dal contratto collettivo che disciplina il rapporto di lavoro, essendo comunque necessario che le mansioni del lavoratore implichino un contatto con il denaro continuativo e non occasionale, con esposizione ad una possibile responsabilità, anche di carattere finanziario; tali profili devono ritenersi immanenti nelle mansioni di cassiere per il quale la responsabilità connessa al maneggio di denaro discende, ai sensi dell’art. 2104 c.c., direttamente dalla natura della prestazione dovuta.

Cassazione civile sez. lav., 05/09/2019, n.22294

Indennità di maneggio denaro: la responsabilità

Ai fini del diritto all’indennità di maneggio denaro, la responsabilità per errore, anche finanziaria, è implicita nelle attività di cui l’incasso costituisce la prestazione normale o prevalente, derivando la stessa dall’art. 2104 c.c. che obbliga il dipendente alla diligenza richiesta dalla natura della prestazione dovuta. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva riconosciuto la suddetta indennità, a prescindere ad ogni ulteriore accertamento, a dipendenti che svolgevano in via ordinaria mansioni di cassiere).

Cassazione civile sez. lav., 04/02/2016, n.2212

Responsabilità per errore finanziario

L’indennità di maneggio denaro di cui all’art. 11 del c.c.n.l. 27 ottobre 1977 per i viaggiatori o piazzisti dipendenti da aziende industriali presuppone l’effettuazione dell’incasso delle vendite effettuate presso la clientela, come attività inclusa nella normale mansione e svolta con diretta responsabilità per errore finanziario: essa, pertanto, non spetta per la sola attività di percezione acconti e recupero insoluti, stante il carattere parziale patologico ed eventuale delle relative riscossioni, che si contrappone a quello integrale, fisiologico e necessario delle riscossioni di cui all’anzidetta attività di incasso ordinario (nel caso di specie si dà anche rilievo, in motivazione, all’esiguità percentuale delle effettuate riscossioni rispetto al fatturato globale delle vendite e alla mancata prova del requisito della responsabilità finanziaria).

Pretura Napoli, 25/10/1983

Indennità di maneggio denaro: pagamento

Ai fini del pagamento dell’indennità di maneggio denaro, è necessario che il maneggio di denaro costituisca la “mansione prevalente” dovendo altresì ricorrere i requisiti dell’esecuzione di “riscossioni e pagamenti” e della “responsabilità, per errori, anche finanziari” per cui, se tali contenuti non sono individuati come prevalenti, poiché affiancati, accessori o consequenziali ad altre attività costituenti la mansione, risultano insufficienti, di per sé, a dare titolo alla indennità per “maneggio del denaro”.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 15/09/2011, n.4422

Condizione per il diritto alla indennità di maneggio denaro

Nel settore del pubblico trasporto, condizione per il diritto alla indennità di maneggio denaro è che fra le mansioni attribuite detta attività sia contrattualmente riconosciuta come prevalente. (Nella fattispecie, condizione non riscontrabile in alcuno dei profili contrattuali, né di capotreno né di conduttore).

Consiglio di Stato sez. VI, 09/06/2009, n.3548

Indennità di maneggio denaro: assunzione di responsabilità del dipendente

Indennità di maneggio denaro, prevista dalla contrattazione collettiva, spetta oltre che per il mero fatto dell’incasso di somme di denaro, ai soli casi in cui vi sia un’assunzione di responsabilità da parte del dipendente.

Pretura Milano, 20/03/1997

Continuo maneggio di denaro per riscossione e pagamenti

L’indennità di maneggio denaro prevista dal contratto collettivo per i casi in cui la normale mansione consiste nel continuo maneggio di denaro per riscossione e pagamenti trova fondamento nel rischio che grava sul lavoratore, che effettua le suddette operazioni nello svolgimento della sua normale attività, di incorrere in errori di computo del danaro che gli viene assegnato.

Pertanto, non ha diritto all’indennità di maneggio denaro il lavoratore che, non svolgendo mansioni che prevedono di regola incassi o pagamenti, riceva alcuni pagamenti effettuati con assegni, dal momento che diversa dalla responsabilità per errori, cui si riferisce la norma contrattuale, è la responsabilità per la perdita o il furto di un assegno, il cui valore di solito è recuperabile. Infatti, ai sensi dell’art. 2104 c.c., il lavoratore è tenuto a custodire, con la diligenza richiesta dalla prestazione, beni o documenti appartenenti all’azienda e a lui affidati per le sue funzioni, ma non per questo ha diritto ad un compenso aggiuntivo.

Tribunale Milano, 05/10/1996

Indennità di maneggio denaro: chi non ha diritto?

Non hanno diritto alla indennità di maneggio denaro di all’art. 24 c.c.n.l. chimici i dipendenti addetti alla vendita dei prodotti: per tali lavoratori, infatti, la riscossione di pagamenti della clientela non costituisce la normale mansione di lavoro.

Tribunale Monza, 22/08/1996

Indennità di maneggio denaro: onere probatorio

La esistenza della responsabilità per errore a carico del lavoratore costituisce il presupposto necessario – il cui onere probatorio incombe sul lavoratore medesimo – per l’attribuzione della indennità di maneggio denaro.

Pretura Perugia, 25/05/1995

Rischio di errore nelle operazioni di riscossione effettuate

L’indennità di maneggio denaro corrisposta ai lavoratori dipendenti (nella specie autisti incaricati di riscuotere somme dai destinatari della merce trasportata) rientra nella previsione dell’art. 12 comma 2, della legge n. 153 del 1969, che esclude dalla base retributiva imponibile ai fini del calcolo dei contributi previdenziali, gli importi erogati a titolo d’indennità di cassa, ove il maneggio di denaro costituisca mansione continuativa e non occasionale o saltuaria, gravando sul dipendente il rischio di errore nelle operazioni di riscossione effettuate.

Cassazione civile sez. lav., 09/11/1994, n.9331

Rischio connaturale al maneggio del danaro

L’art. 12 n. 4 l. 30 aprile 1969 n. 153 che (dettando il testo sostitutivo degli articoli in esso indicati) esclude dalla retribuzione imponibile per il calcolo dei contributi di previdenza ed assistenza sociale le somme percepite dal lavoratore a titolo di “indennità di cassa”, fa riferimento, con tale locuzione, ad un’indennità che la disciplina collettiva prevede – pur con denominazioni diverse (quali indennità di maneggio di danaro, o di rischio, o di cassa e di maneggio denaro) – per lo svolgimento in modo continuativo, sì da costituire la mansione normale o prevalente del lavoratore, dell’attività di maneggio di denaro e/o di valori, con connessa responsabilità (anche finanziaria) del lavoratore medesimo; restando escluso che, ai fini della configurabilità della “indennità di cassa” considerata dalla norma, e relativa al rischio connaturale al maneggio del danaro, siano necessari ulteriori requisiti e, in particolare, il difetto di preventiva determinazione delle somme riscosse.

(Principio affermato in fattispecie relativa all’indennità di maneggio denaro corrisposta ai dipendenti – cassieri ed esattori – della Padana Gas S.p.A. incaricati della riscossione delle bollette dei consumi del gas).

Cassazione civile sez. lav., 15/07/1994, n.6674



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