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Imbarco negato causa overbooking: i diritti dei passeggeri

18 luglio 2013


Imbarco negato causa overbooking: i diritti dei passeggeri

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 luglio 2013



I passeggeri che si vedono negare l’imbarco a causa dell’overbooking hanno dei diritti minimi che le compagnie aeree devono garantire.

 

I malcapitati turisti, muniti di regolare biglietto e prenotazione, pronti a partire per il viaggio possono vedersi negare l’imbarco a causa dell’overbooking o sovraprenotazione, cioè quel sistema praticato dalle compagnie aeree attraverso cui vengono venduti più biglietti rispetto a quelli a disposizione.

La Legge [1] riconosce tuttavia al passeggero alcuni diritti minimi, cioè il diritto a un indennizzo, il diritto al rimborso del biglietto o a un nuovo volo, il diritto all’assistenza, oltre al risarcimento del danno.

Diritto all’indennizzo

La compagnia aerea è innanzitutto tenuta a pagare immediatamente ai passeggeri un indennizzo pari a:

250, quando il passeggero deve raggiungere una destinazione posta a una distanza pari o inferiore a 1.500 Km;

400 se il viaggio deve avvenire tra due Paesi facenti parti dell’Unione europea per una distanza superiore a 1.500 Km, nonché per tutte le altre tratte aeree comprese tra i 1.500 Km e i 3.500 Km;

600 per i voli internazionali;

La compagnia aerea può tuttavia proporre ai passeggeri di raggiungere la loro destinazione finale imbarcandosi su un volo alternativo, il cui orario di arrivo non deve però superare rispettivamente di due, tre o quattro ore l’orario di arrivo del volo prenotato all’inizio. Se il passeggero accetta questo tipo di soluzione, la compagnia aerea ha il diritto di ridurre l’indennizzo del 50%. Il pagamento dell’indennizzo può avvenire in contanti, a mezzo bonifico o con assegno oppure attraverso il riconoscimento di buoni sconto o altri servizi e, in quest’ultimo caso, previo accordo scritto con il passeggero.

 

Diritto al rimborso del biglietto o al riavviamento

La compagnia aerea ha inoltre l’obbligo di offrire al passeggero il rimborso, entro 7 giorni, del prezzo pieno del biglietto per la parte del viaggio non effettuata o per la parte di viaggio già effettuata, se il volo è diventato inutile rispetto al programma originale oppure può mettere a disposizione del passeggero un volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale.

La compagnia aerea può, in alternativa, offrire anche un nuovo volo verso la destinazione finale, in condizioni di trasporto equivalenti, non appena possibile o in una data successiva, scelta dal passeggero a seconda delle disponibilità di posti.

Se il passeggero viene però sistemato in una classe superiore rispetto a quella indicata nel biglietto acquistato, la compagnia aerea non può richiedere alcun pagamento integrativo.

La compagnia aerea è invece tenuta a rimborsare, entro 7 giorni, il prezzo del biglietto nel caso in cui abbia collocato il passeggero in una classe inferiore, con conseguente restituzione del:

30% del prezzo del biglietto per tutte le tratte aeree pari o inferiori a 1.500 km;

50% del prezzo del biglietto per tutte le tratte aeree intracomunitarie superiori a 1.500

km e per tutte le altre tratte aeree comprese tra 1.500 e 3.500 km;

75% del prezzo per tutte le altre tratte aeree.

 

Diritto all’assistenza

Il passeggero ha inoltre diritto a ottenere gratuitamente:

– pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa;

– sistemazione in albergo se è necessario uno o più pernottamenti oppure è inevitabile un ulteriore soggiorno oltre a quello previsto dal passeggero;

– trasporto tra l’aeroporto e l’albergo o altro luogo di sistemazione;

Il passeggero ha anche il diritto di effettuare gratuitamente due chiamate telefoniche o di inviare messaggi via fax o posta elettronica.

Nel mettere a disposizione questi servizi, la compagnia aerea deve altresì prestare particolare attenzione ai bisogni delle persone con mobilità ridotta e dei loro accompagnatori ed avere specifica cura dei bambini non accompagnati a cui va data la precedenza.

 

Obbligo di informazione, reclamo e risarcimento dei danni

Le compagnie aeree hanno inoltre l’obbligo di informare i passeggeri dell’esistenza dei loro diritti, tanto è vero che deve essere apposto uno specifico avviso, visibile e leggibile, presso il banco di registrazione (check-in).

Nel caso di negato imbarco da overbooking, la compagnia aerea deve consegnare un avviso scritto in cui devono essere contenute le regole necessarie per ottenere l’indennizzo e l’assistenza, nonché le informazioni essenziali per prendere contatto con l’organismo nazionale responsabile garante dei diritti del passeggero (ad esempio l’ENAC, cioè l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile).

Ciascun passeggero può infatti presentare reclamo presso qualsiasi organismo nazionale o presso qualsiasi altro organismo competente designato da un paese facente parte dell’Unione Europea in merito a una possibile violazione dei propri diritti avvenuta presso un aeroporto situato nel territorio di uno Stato membro o riguardante qualsiasi volo proveniente da un paese extracomunitario e diretto a un aeroporto situato in tale territorio.

Rimane, in ogni caso, fermo il diritto di ciascun passeggero di poter proporre un’azione risarcitoria supplementare rispetto all’indennizzo e all’assistenza prestata dalla compagnia aerea, al fine di ottenere il risarcimento del danno subito a causa del disservizio.

 

note

[1] Regolamento CE 11 febbraio 2004, n. 261/2004

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